La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un privato cittadino contro il diniego della riparazione per ingiusta detenzione. Il ricorrente contestava la decisione della Corte d'Appello che aveva ravvisato una colpa grave ostativa all'indennizzo. Tuttavia, il ricorso è stato depositato oltre il termine perentorio di quindici giorni previsto dal codice di procedura penale. La notifica del provvedimento impugnato era avvenuta l'11 luglio, mentre il deposito del ricorso è stato effettuato solo il 28 luglio, superando la scadenza legale. La Suprema Corte ha ribadito che, nonostante si tratti di un'obbligazione pecuniaria, al procedimento si applicano rigorosamente le norme del rito penale. Di conseguenza, il ritardo ha precluso ogni analisi nel merito, comportando anche la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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