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Legge 197/2022 — Sezione Prima Civile

7 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Discarico dei ruoli: scontro da 22 milioni tra Cassa e Fisco
Una cassa previdenziale ha ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre ventidue milioni di euro contro l'agente della riscossione per il mancato riversamento di contributi non riscossi. La Corte d'Appello ha revocato il decreto applicando le norme sul discarico automatico dei crediti. La cassa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicabilità di tali norme pubbliche a un ente privato. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia sul discarico dei ruoli, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento, anche alla luce delle recenti riforme sulla rottamazione dei ruoli esattoriali.
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Insolvenza e rottamazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società e dei suoi soci, nonostante l'avvenuta ammissione alla rottamazione quater. Il punto centrale della decisione riguarda la sussistenza dello stato di insolvenza, inteso come incapacità strutturale e non transitoria di adempiere alle obbligazioni con mezzi normali. La Corte ha stabilito che l'ingente debito erariale, unito all'assenza di beni mobili o immobili aggredibili e alla cessazione dell'attività produttiva da anni, costituisce prova inequivocabile della crisi, rendendo irrilevante il pagamento tempestivo di una singola rata del piano di rientro fiscale.
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Riscossione coattiva: la Cassazione alle Sezioni Unite
Un ente previdenziale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato recupero di crediti contributivi. Durante il processo, sono intervenute nuove leggi che hanno disposto l'annullamento automatico dei ruoli più datati, modificando retroattivamente l'esito della causa a favore dell'agente statale. La Corte di Cassazione, dubitando che questa ingerenza legislativa violi il principio del giusto processo e della parità delle armi, ha rimesso la questione sulla riscossione coattiva crediti alle Sezioni Unite per una decisione di massima importanza.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per canoni di occupazione di suolo pubblico. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata dei debiti, chiedendo la sospensione del processo. La Corte, rilevando che una questione identica è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha deciso di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia che chiarirà gli effetti della definizione agevolata sui processi pendenti.
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Inadempimento qualificato: accordo di crisi nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la cessazione degli effetti di un accordo di composizione della crisi a causa di un inadempimento qualificato del debitore. La Corte ha stabilito che, una volta terminato l'accordo per legge a causa del grave inadempimento, non è più possibile per il debitore richiederne una modifica, anche adducendo cause di forza maggiore come la pandemia. L'appello del debitore è stato dichiarato inammissibile anche per motivi procedurali.
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Inammissibilità ricorso cassazione: limiti al riesame
Un imprenditore individuale, dichiarato fallito, ricorre in Cassazione. La Corte dichiara l'appello inammissibile, confermando il fallimento. La decisione chiarisce che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge. I motivi del ricorrente sono stati respinti in quanto miravano a una nuova valutazione delle prove, rendendo inevitabile l'inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Accantonamento crediti tributari: è sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di accantonamento dei crediti tributari contestati in un concordato preventivo è inderogabile. La richiesta di una definizione agevolata da parte del debitore non implica una rinuncia al reclamo da parte dell'Amministrazione Finanziaria, né fa venir meno la necessità di mettere da parte le somme necessarie a garantire il pagamento di tali crediti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato l'opposizione dell'ente fiscale, ritenendo erroneamente che la procedura di definizione agevolata avesse superato le censure mosse. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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