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Legge 197/2022

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949 provvedimenti

Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società contribuente, in lite con l'Agente della Riscossione per una cartella di pagamento, durante il ricorso in Cassazione aderisce alla definizione agevolata. La Corte Suprema, prendendo atto della richiesta e del piano di rateizzazione in corso, decide di non pronunciarsi nel merito e rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa del completamento dei pagamenti. L'ordinanza evidenzia come la procedura di sanatoria prevalga, sospendendo di fatto il contenzioso pendente.
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Doppio binario tributario: il decreto di archiviazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3965/2025, ha ribadito la piena autonomia del processo tributario rispetto a quello penale. Il caso riguardava una società accusata di indebita detrazione IVA per fatture soggettivamente inesistenti. La Corte ha stabilito che un decreto di archiviazione penale non può vincolare la decisione del giudice tributario, il quale deve procedere a una valutazione autonoma di tutte le prove, applicando il principio del doppio binario tributario. La sentenza di secondo grado, che si era basata acriticamente sull'archiviazione, è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: i pagamenti sanzioni contano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4613/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di definizione agevolata delle liti fiscali. La Corte ha chiarito che le somme già versate dal contribuente per la definizione delle sole sanzioni devono essere scomputate dall'importo totale dovuto per la chiusura della controversia. Il diniego dell'Amministrazione Finanziaria, basato su un'interpretazione restrittiva, è stato ritenuto illegittimo, portando all'accoglimento del ricorso del contribuente e alla definitiva estinzione del giudizio.
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Cessazione materia del contendere: la guida completa
Una società di trasporti aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, la società ha aderito a una definizione agevolata delle liti pendenti, risolvendo la controversia con l'Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il processo poiché la lite non aveva più ragione di esistere e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio per rottamazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario pendente a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata, nota come 'Rottamazione quater'. Avendo i ricorrenti saldato il debito in un'unica soluzione, è venuta meno la materia del contendere. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito, con spese compensate tra le parti e senza l'obbligo per i ricorrenti di versare l'ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata sanzioni: ok con tributi pagati
Una società, dopo aver subito la riscossione forzata di dazi doganali e interessi, ha richiesto la definizione agevolata per le relative sanzioni. L'Agenzia delle Dogane aveva negato la richiesta, sostenendo che i dazi fossero esclusi dalla sanatoria. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione alla società, stabilendo che, una volta pagato integralmente il tributo, l'esclusione non è più applicabile. Di conseguenza, la lite sulle sanzioni si estingue senza ulteriori pagamenti, applicando la normativa sulla definizione agevolata sanzioni.
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Definizione agevolata: diniego e revoca estinzione
Una società contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Entrate, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, ottenendo un decreto di estinzione del processo in Cassazione. Successivamente, l'Agenzia ha emesso un diniego alla domanda di definizione e ha chiesto la revoca del decreto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5911/2025, ha stabilito che il meccanismo previsto dalla Legge 197/2022 consente all'Agenzia di chiedere la revoca dell'estinzione in caso di diniego. Di conseguenza, il processo riprende per l'esame del merito. La Corte ha quindi revocato l'estinzione e accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia, rinviando la causa al giudice d'appello.
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Definizione agevolata sgravio: la Cassazione decide
Un contribuente ha richiesto una definizione agevolata sostenendo di non dover versare nulla in quanto il suo debito era stato oggetto di sgravio provvisorio a seguito di una sentenza di primo grado. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo che ai fini della definizione agevolata sgravio, la cancellazione provvisoria del ruolo non estingue il debito. Di conseguenza, il diniego dell'Agenzia delle Entrate è stato ritenuto legittimo per mancato pagamento e il ricorso originario del contribuente è stato dichiarato inammissibile.
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Estinzione del giudizio e rottamazione: il caso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14027/2025, ha stabilito che l'adesione di un contribuente alla "rottamazione quater" comporta una rinuncia implicita al ricorso pendente, determinando l'estinzione del giudizio. Questa pronuncia chiarisce che, in caso di estinzione, il ricorrente non è tenuto a versare il doppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità. La Corte ha inoltre disposto la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un'agenzia governativa ha rinunciato a un ricorso in Cassazione dopo che il contribuente ha aderito a una definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia, e data la mancata costituzione della controparte, non vi è pronuncia sulle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione tre avvisi di accertamento basati su presunzioni di reddito da movimentazioni bancarie, ha effettuato una rinuncia al ricorso a seguito di adesione a una definizione agevolata. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo anche le conseguenze su spese e contributo unificato.
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Definizione agevolata e rinvio causa: la Cassazione
Una società di costruzioni impugnava avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune. In pendenza del ricorso in Cassazione, la società aderiva alla definizione agevolata per una delle annualità contestate. A causa di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sugli effetti procedurali di tale adesione, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa di una decisione che risolva il conflitto interpretativo.
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Definizione agevolata coobbligato: effetti sul Fisco
Un'associazione sportiva ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, un soggetto coobbligato ha aderito alla "rottamazione quater". L'ordinanza interlocutoria analizza l'impatto di questa definizione agevolata coobbligato sul processo in corso. La Corte ha sospeso la decisione, rinviando il caso a nuovo ruolo in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione simile, ovvero se l'adesione alla rottamazione comporti l'immediata estinzione del giudizio o solo la sua sospensione fino al completo pagamento.
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Onere della prova: chi dimostra il credito d’imposta?
Un'impresa si vede contestare un credito d'imposta per ricerca e sviluppo. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha riaffermato un principio cardine: l'onere della prova per le agevolazioni fiscali spetta sempre al contribuente, che deve dimostrare di possedere tutti i requisiti di fatto e di diritto. La sentenza di secondo grado è stata annullata per illogicità e per aver erroneamente interpretato la ripartizione di tale onere.
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Definizione agevolata: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro l'INPS per il pagamento di contributi. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza d'interesse a seguito dell'adesione del ricorrente alla definizione agevolata dei debiti ("rottamazione quater"), atto che implica la volontà di rinunciare al contenzioso pendente.
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Termine breve Rito Fornero: Cassazione inammissibile
Una lavoratrice impugna il licenziamento, ma il suo ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce che il termine breve di 60 giorni per l'impugnazione, previsto dal Rito Fornero, decorre dalla semplice comunicazione via PEC della sentenza d'appello, confermando la rigidità di tale scadenza processuale.
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Rottamazione quater: l’appello diventa inammissibile
Un contribuente, in lite con l'ente previdenziale per un avviso di addebito, aderisce alla rottamazione quater. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente, stabilendo che l'adesione alla sanatoria determina una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
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Inadempimento qualificato: accordo di crisi nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la cessazione degli effetti di un accordo di composizione della crisi a causa di un inadempimento qualificato del debitore. La Corte ha stabilito che, una volta terminato l'accordo per legge a causa del grave inadempimento, non è più possibile per il debitore richiederne una modifica, anche adducendo cause di forza maggiore come la pandemia. L'appello del debitore è stato dichiarato inammissibile anche per motivi procedurali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione sui costi
Una contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Entrate, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata ('rottamazione quater') e rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, decidendo per la compensazione integrale delle spese legali. La motivazione risiede nella natura premiale della definizione agevolata, che sarebbe vanificata dall'imposizione di ulteriori oneri come le spese di lite. Viene inoltre escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
Un pensionato ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione riguardante la rivalutazione della sua pensione, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto questioni simili. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna al pagamento delle spese e l'applicazione della sanzione del doppio contributo unificato, data la natura della conclusione del procedimento.
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