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Legge 197/2022

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949 provvedimenti

Cessazione materia del contendere per condono fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale relativa a una plusvalenza su terreni edificabili. La decisione è seguita all'adesione del contribuente a una definizione agevolata (condono fiscale), che ha regolarmente estinto il debito tributario mentre il giudizio era ancora pendente, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del processo.
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Sospensione giudizio rottamazione: la Cassazione decide
In una controversia fiscale riguardante IRES e IRAP su sopravvenienze attive, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. A seguito della richiesta del contribuente di aderire alla definizione agevolata (rottamazione quater) prevista dalla Legge 197/2022, la Corte ha disposto la sospensione del giudizio fino al 30 novembre 2027. La decisione sottolinea che l'estinzione del processo è subordinata al completo e puntuale pagamento delle somme dovute secondo il piano di definizione agevolata.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale relativa alla notifica di cartelle di pagamento. La decisione è maturata a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, che ha portato alla cessazione della materia del contendere. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Revocazione ordinaria: termini e sospensione fiscale
Un contribuente ha chiesto la revocazione ordinaria di due ordinanze della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, chiarendo che la sospensione dei termini processuali prevista dalla L. 197/2022 non si applica alla revocazione ordinaria, in quanto mezzo di impugnazione straordinario.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Due ex soci di una società di persone si sono opposti a diversi avvisi di accertamento fiscale. Dopo un complesso iter giudiziario, con sentenze di primo e secondo grado e un ricorso per revocazione, la controversia è giunta in Cassazione. Nel frattempo, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte Suprema, prendendo atto del perfezionamento della procedura di sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo principale e l'inammissibilità del ricorso accessorio per carenza di interesse, compensando le spese legali.
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Agevolazioni prima casa: quando decade il beneficio?
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni prima casa a un contribuente che, al momento dell'acquisto di un nuovo immobile, possedeva già due appartamenti più piccoli. Sebbene inadatti singolarmente, i giudici hanno ritenuto decisiva la loro adiacenza e la conseguente possibilità di fonderli in un'unica abitazione idonea. La Corte ha stabilito che tale valutazione è un accertamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, ribadendo un'interpretazione estensiva del concetto di 'immobile idoneo'.
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Termine impugnazione Cassazione: Rito Fornero e PEC
Un lavoratore, licenziato per giustificato motivo oggettivo a seguito di un'operazione di esternalizzazione, ha impugnato la decisione della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La sentenza chiarisce che, nel Rito Fornero, il termine impugnazione Cassazione di 60 giorni decorre dalla semplice comunicazione telematica (PEC) della sentenza da parte della cancelleria, rendendo irrilevante la notifica formale.
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Definizione agevolata: revoca per calcolo errato
L'ordinanza analizza il caso di una richiesta di definizione agevolata di una lite fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di accoglimento solo parziale del ricorso del contribuente nei gradi di merito, il calcolo per la definizione non può basarsi sulla totale soccombenza dell'Agenzia delle Entrate. Un calcolo errato e il conseguente mancato versamento dell'importo corretto impediscono il perfezionamento della definizione agevolata e legittimano la revoca del decreto di estinzione del giudizio precedentemente emesso. La Corte ha inoltre cassato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Rinuncia al giudizio tributario: estinzione processo
Una contribuente, dopo aver aderito alla 'rottamazione-quater' per una cartella esattoriale, ha presentato rinuncia al giudizio tributario in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti, poiché la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione e la definizione agevolata della lite giustifica la compensazione.
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Rottamazione quater: rinvio per definizione pendenti
In una controversia tributaria originata da un avviso di accertamento, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Il provvedimento dispone il rinvio della causa a una data futura per consentire la verifica dell'esito della procedura di "rottamazione quater" (L. n. 197/2022) a cui il contribuente ha aderito. La decisione sul merito del ricorso è quindi sospesa in attesa della conclusione del percorso di definizione agevolata dei carichi pendenti intrapreso dal ricorrente.
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Definizione agevolata: Cassazione sospende il giudizio
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento per IRES e IRAP relativo a una presunta sopravvenienza attiva. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione, preso atto della procedura di definizione agevolata in corso, ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a una data successiva per verificare il completamento dei pagamenti, da cui dipenderà l'estinzione del processo.
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Accertamento Induttivo Puro: Prova Contraria e Fatture
Una società in liquidazione riceve un accertamento induttivo puro per presunti maggiori ricavi. La società si difende sostenendo di aver venduto merce sottocosto a causa della liquidazione, presentando le relative fatture. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo la legittimità del metodo di accertamento data l'inaffidabilità delle scritture contabili, ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare tutte le prove documentali fornite. Omettere la valutazione delle fatture costituisce un vizio della sentenza, che viene cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: rinvio senza rinuncia al ricorso
Un'associazione in fallimento aderisce alla definizione agevolata per un debito tributario oggetto di un ricorso in Cassazione. Nonostante i pagamenti regolari, l'omessa presentazione della formale rinuncia al ricorso impedisce alla Corte di dichiarare l'estinzione del giudizio. La causa viene quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa del completamento della procedura e della prova dei pagamenti, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata.
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Presunzione distribuzione utili: il giudicato parziale
La Corte di Cassazione interviene sul tema della presunzione distribuzione utili ai soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. Con l'ordinanza n. 1624/2025, ha stabilito che la decisione su un accertamento fiscale a carico di un socio non può fondarsi su una sentenza riguardante la società che non sia ancora passata in giudicato. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato parzialmente l'avviso di accertamento al socio basandosi su una pronuncia non definitiva, ribadendo che solo un giudicato sostanziale sull'inesistenza degli utili societari può invalidare la pretesa verso il socio.
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Sospensione giudizio e definizione agevolata: il caso
Una società contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento fino in Cassazione, ha presentato domanda di definizione agevolata. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa della prova del completo pagamento delle rate previste dalla procedura di definizione. La decisione si fonda sull'applicazione di una specifica norma che regola gli effetti della definizione agevolata sui processi pendenti.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
Un contribuente, in pendenza di un ricorso per cassazione relativo a una plusvalenza, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, preso atto della domanda e del pagamento della prima rata, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del completamento dei pagamenti, come previsto dalla normativa sulla tregua fiscale.
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Accertamento induttivo puro: deduzione costi è d’obbligo
Un'impresa edile, soggetta a un accertamento fiscale per mancata esposizione dei redditi e assenza di scritture contabili, si è vista ricostruire il fatturato con metodo induttivo. L'Agenzia delle Entrate, però, aveva considerato solo i ricavi presunti, ignorando i costi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la sentenza di secondo grado, stabilendo un principio fondamentale: nell'accertamento induttivo puro, l'Amministrazione finanziaria ha il dovere di determinare non solo i ricavi, ma anche i relativi costi, se necessario in via presuntiva, per non violare il principio costituzionale della capacità contributiva.
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Ravvedimento operoso: quando è valido per sanare?
Un contribuente ha utilizzato crediti d'imposta inesistenti in compensazione. Successivamente, ha tentato un ravvedimento operoso versando solo l'imposta principale, omettendo interessi e sanzioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che un pagamento parziale non perfeziona il ravvedimento, lasciando inalterato il debito tributario e le sanzioni originarie. La decisione del giudice di merito, che aveva ritenuto estinto il debito, è stata annullata con rinvio.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
Una professionista si opponeva a una intimazione di pagamento per contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello aveva errato nel non sospendere il giudizio relativamente alle cartelle per cui era stata richiesta la definizione agevolata. Tale sospensione, infatti, è un obbligo di legge. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame sulla base di questo principio.
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Definizione agevolata: estinzione e spese compensate
Una società impugnava una cartella di pagamento per IVA non versata. Durante il processo in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, rinunciando al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato integralmente le spese legali tra le parti, sottolineando che l'obiettivo della definizione agevolata è incentivare la chiusura delle controversie senza oneri aggiuntivi per il contribuente.
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