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Legge 134/2012 — Anno 2024

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156 provvedimenti

Altri anni per Legge 134/2012

Favor rei tributario: sanzioni ridotte retroattivamente
Un professionista del settore sanitario ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto le contestazioni del contribuente sull'accertamento, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni. Applicando il principio del favor rei tributario, ha stabilito che le sanzioni devono essere ricalcolate in base a una legge successiva più favorevole, anche se i fatti sono antecedenti. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per il ricalcolo.
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Difetto di giurisdizione: il contratto prevale
Una società venditrice italiana otteneva un decreto ingiuntivo contro un'acquirente francese. Quest'ultima si opponeva eccependo il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in forza di una clausola contrattuale che designava come competente il tribunale di Parigi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo il difetto di giurisdizione italiano sulla base della clausola contrattuale, ritenuta applicabile all'intera relazione commerciale, comprese le fatture successive.
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Diritto di precedenza: quando si perde nelle assunzioni?
Un musicista, dipendente a tempo determinato di un ente lirico, perde il diritto di precedenza nelle future assunzioni a seguito di una sanzione disciplinare e di una contestazione artistico-professionale. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il diritto di precedenza non è acquisito in via definitiva dopo il triennio, ma può essere perso qualora il lavoratore riceva contestazioni successive. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del lavoratore, chiarendo che la normativa contrattuale prevede la decadenza del diritto in caso di contestazioni, anche dopo il periodo iniziale.
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Verbale ispettivo INPS: onere della prova e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una famiglia contro l'ente previdenziale, confermando che il verbale ispettivo INPS è una 'fonte di prova'. Spetta ai privati dimostrare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro agricolo contestato. La Corte ha chiarito che il verbale non è un atto amministrativo da annullare, ma un elemento probatorio il cui contenuto deve essere contestato nel merito, provando una diversa realtà dei fatti.
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Società di comodo in liquidazione: come evitarle
La Cassazione chiarisce che una società di comodo in liquidazione, che si impegna a cancellarsi dal registro imprese, può disapplicare automaticamente la disciplina antielusiva, anche se non ha compilato l'apposito quadro nella dichiarazione. Accolto il ricorso del contribuente, annullando la pretesa fiscale dell'Agenzia delle Entrate basata sulla presunzione di non operatività.
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Equa riparazione: sì anche con contumacia e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33156/2024, ha stabilito che il diritto all'equa riparazione per irragionevole durata del processo penale non è automaticamente escluso né dalla contumacia dell'imputato né dall'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che la presunzione di insussistenza del pregiudizio per la contumacia si applica solo al processo civile. Per la prescrizione, il giudice deve valutare se sia stata causata da condotte dilatorie dell'imputato, non potendo negare l'indennizzo solo per il suo verificarsi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Avviso bonario telematico: decisivo per le sanzioni
Una società impugnava una cartella esattoriale per omesso invio dell'avviso bonario telematico. La Cassazione ha annullato la decisione di appello che aveva ridotto le sanzioni, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto esaminare la prova dell'invio telematico all'intermediario, configurando un fatto decisivo per il giudizio.
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Vendita aliud pro alio: quando l’immobile è invivibile
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare, classificandolo come "vendita aliud pro alio". L'immobile, venduto come abitazione, si è rivelato privo dei requisiti strutturali minimi (altezza dei locali) per ottenere l'abitabilità, rendendolo un bene radicalmente diverso da quello pattuito. La Corte ha rigettato il ricorso dei venditori, stabilendo che un difetto così grave e insanabile costituisce un inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto.
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Indicatore Sintetico di Costo errato: no nullità
Una società di costruzioni e i suoi fideiussori hanno impugnato un decreto ingiuntivo basato su un contratto di mutuo, lamentando un Indicatore Sintetico di Costo (ISC) errato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32811/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'ISC ha una funzione puramente informativa e la sua scorretta indicazione non comporta la nullità del contratto o dei tassi, ma può al massimo fondare un'azione di risarcimento danni per violazione degli obblighi di trasparenza, azione peraltro non proposta nel caso di specie. Il ricorso è stato inoltre giudicato inammissibile per difetto di autosufficienza.
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Inadempimento preliminare: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento preliminare reciproco in una compravendita immobiliare. La controversia verteva sulla mancata consegna di un certificato di collaudo statico da parte della società venditrice e sul conseguente rifiuto di stipulare il contratto definitivo da parte dell'acquirente. La Corte ha rigettato il ricorso della venditrice, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano ravvisato una mancanza di correttezza e buona fede da parte di entrambe le parti, ritenendo giustificato il rigetto delle rispettive domande di risoluzione e risarcimento.
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Accertamento induttivo e ricavi: la Cassazione decide
Una società è stata oggetto di un accertamento induttivo dopo che l'Agenzia Fiscale ha ritenuto fittizi alcuni versamenti dei soci, riqualificandoli come ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità dell'accertamento. La Corte ha sottolineato che i motivi di ricorso erano inammissibili perché miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che la contestazione sulla motivazione della sentenza d'appello non rientrava nei limiti previsti dalla legge.
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Costi sponsorizzazione: la prova spetta al contribuente
Una società di recupero crediti si è vista negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione per una squadra sportiva dilettantistica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il contribuente non aveva fornito prove sufficienti dell'effettiva attività promozionale svolta. L'ordinanza chiarisce che la presunzione legale prevista per questo tipo di spese non esonera l'impresa dall'onere di dimostrare la concretezza e la certezza della prestazione pubblicitaria ricevuta, rendendo i costi di sponsorizzazione indeducibili in assenza di tale prova.
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Socio s.r.l. ristretta base: l’accertamento fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32002/2024, ha esaminato il caso di un avviso di accertamento IRPEF notificato a un socio quasi totalitario (99%) di una S.r.l. a ristretta base. La Corte ha confermato la legittimità del 'raddoppio dei termini' per l'accertamento in presenza di obbligo di denuncia penale, applicabile ratione temporis. Ha inoltre ribadito il principio consolidato secondo cui, per un socio s.r.l. ristretta base, vige la presunzione di distribuzione dei maggiori utili accertati in capo alla società, rigettando il ricorso del contribuente su tutti i fronti, inclusa l'eccezione di giudicato interno e le censure sulle sanzioni.
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Responsabilità contrattuale banca: Cassazione chiarisce
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un istituto di credito per aver continuato a erogare ratei di pensione all'erede di una pensionata deceduta. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'istituto di credito è di natura contrattuale, e non extracontrattuale. Questa qualificazione deriva dalla violazione di specifici doveri professionali imposti dalla legge, che generano un affidamento qualificato. Di conseguenza, il termine di prescrizione applicabile per l'azione di risarcimento è quello ordinario di dieci anni, e non quello breve di cinque anni, riformando la decisione della corte d'appello che aveva dichiarato il diritto prescritto.
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Panel test olio: la Cassazione ne conferma la validità
Un'azienda importatrice di olio d'oliva si è vista declassare il proprio prodotto da "extra vergine" a "vergine" a seguito di un panel test olio effettuato dall'Amministrazione doganale. La società ha contestato la validità del test, ritenendolo soggettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il panel test è una procedura rigidamente tipizzata dal legislatore comunitario, con pieno valore legale, pari a quello delle analisi chimiche. L'esito negativo del test è sufficiente per il declassamento del prodotto e la conseguente applicazione di dazi e sanzioni, e le contestazioni possono avvenire solo all'interno delle procedure di controanalisi previste dalla normativa.
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Addebito diretto errato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunto addebito diretto errato, rigettando il ricorso di uno studio legale contro una società finanziaria. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare i fatti di causa, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", ovvero due sentenze di merito identiche. Il ricorso è stato respinto perché i motivi proposti miravano a una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di Cassazione.
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