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Legge 130/2022

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266 provvedimenti

Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due ex soci di una società a responsabilità limitata cancellata il recupero a tassazione di imposte IRES e IRAP per costi ritenuti non inerenti e perdite su crediti. L'ente impositore ha richiesto il pagamento delle somme ai sensi della responsabilità fiscale dei soci per le obbligazioni della società estinta. I contribuenti, vittoriosi in secondo grado, hanno resistito anche davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, gli ex soci hanno depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la richiesta, disponendo la sospensione del procedimento giudiziario e rinviando la trattazione della controversia a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle liti tributarie e stop alle sanzioni
L'Amministrazione Finanziaria contestava a una società commerciale l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata al dieci per cento su beni destinati alla produzione di energia rinnovabile, chiedendo sanzioni per omessa regolarizzazione. L'ente impositore perdeva la controversia sia in primo che in secondo grado. Davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente chiedeva l'applicazione della definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge per le cause sotto i centomila euro interamente vinte dal privato. I Supremi Giudici hanno accertato la doppia sconfitta dell'ente pubblico e la regolarità della richiesta presentata. La Suprema Corte ha dunque disposto il rinvio a nuovo ruolo del procedimento per consentire il perfezionamento del pagamento e la successiva estinzione definitiva del processo.
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Definizione agevolata delle liti: stop al processo e ai debiti
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte non versate relative all'anno 1999. L'Amministrazione finanziaria contestava il mancato perfezionamento del condono fiscale a causa di un versamento parziale della somma minima dovuta. Dopo l'accoglimento del ricorso in primo grado e il successivo ribaltamento in appello favorevole al Fisco, la controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, la contribuente presentava istanza telematica di sospensione per accedere alla definizione agevolata delle liti. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, dichiarando la sospensione del processo e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la chiusura definitiva del contenzioso.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop della Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una contribuente una cartella di pagamento, contestando la detrazione fiscale per spese di ristrutturazione edilizia eseguite originariamente dal defunto congiunto. L'ente impositore riteneva assente la disponibilità materiale dell'immobile da parte dell'erede. La controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio. La contribuente ha quindi depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici Supremi hanno verificato i presupposti oggettivi della misura e la parziale soccombenza dell'amministrazione finanziaria nel primo grado. Constatando l'assenza di cause di esclusione, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la chiusura agevolata del debito fiscale ed estinguere il giudizio.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: lite sospesa al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società contribuente in merito a una cartella esattoriale per imposte regionali. La società aveva pagato le somme ma aveva omesso l'invio telematico della dichiarazione. Durante il giudizio di legittimità, il difensore dell'impresa ha depositato una richiesta formale di sospensione per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali prevista dalla riforma tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'impossibilità di pubblicare la decisione prima dell'entrata in vigore della legge di sanatoria. Riconoscendo la pendenza della causa, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato il fascicolo a nuovo ruolo per consentire la chiusura agevolata della vertenza.
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Fisco sconfitto: la definizione agevolata della controversia vince
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dato ragione a una società e ai suoi soci. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno depositato un'apposita istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia secondo la recente riforma della giustizia tributaria, chiedendo il blocco del giudizio in corso. I giudici hanno verificato il valore economico delle imposte contestate e la totale sconfitta del Fisco nei precedenti gradi di merito. Verificata la piena sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, la Corte ha accolto la richiesta dei contribuenti, disponendo la sospensione temporanea del procedimento per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata della controversia e stop alla cartella
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza tributaria che dichiarava tardiva la notifica di una cartella di pagamento a carico di un contribuente per intervenuta decadenza biennale a seguito della mancata tempestiva riassunzione del giudizio. Durante la pendenza della causa in Cassazione, la parte interessata ha richiesto la sospensione del procedimento per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda, congelando il processo fino a scadenza del termine di legge e trasmettendo il fascicolo alla sezione ordinaria.
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Definizione agevolata liti pendenti: lite sospesa in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato le decisioni di merito che avevano dichiarato illegittime le sanzioni collegate a uno sgravio parziale di una cartella esattoriale. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha depositato istanza per accedere alla definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla riforma tributaria. La Suprema Corte ha verificato la soccombenza dell'ente impositore nei precedenti gradi di giudizio e la tempestività della richiesta. I giudici hanno quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo il processo per consentire al cittadino di perfezionare la chiusura agevolata della vertenza.
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Sospensione del giudizio tributario e liti con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento IRPEF a Il Contribuente, contestando somme non dichiarate legate a scommesse. I giudici di merito hanno esaminato la validità delle ricevute presentate a giustificazione delle entrate patrimoniali. Giunta la controversia dinanzi alla Corte di Cassazione, Il Contribuente ha formalmente richiesto la sospensione del giudizio tributario per poter aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I Supremi Giudici hanno verificato la pendenza effettiva della lite e i limiti di valore economico della controversia, accogliendo l'istanza. La Corte ha pertanto disposto lo stop temporaneo del processo, rinviando la trattazione della causa alla sezione tributaria per verificare l'esito della chiusura agevolata.
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Avviso di accertamento e sospensione: Fisco bloccato
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società commerciale per presunte vendite non dichiarate, nate da controlli su una ditta fornitrice. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi per difetto di motivazione, poiché il verbale sui terzi non risultava allegato. L'amministrazione finanziaria ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente ha depositato un'istanza di sospensione della causa ai sensi della riforma della giustizia tributaria introdotta dalla Legge 130 del 2022. La Suprema Corte ha accolto la richiesta della contribuente, sospendendo la trattazione del giudizio e rinviando la causa.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore individuale costi fittizi per operazioni inesistenti. Il contribuente ha impugnato l'accertamento. La controversia è proseguita fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha depositato la domanda di definizione agevolata delle liti pendenti introdotta dalla Legge 130 del 2022. La Suprema Corte ha preso atto della documentazione depositata e ha disposto la sospensione del giudizio con rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando il contenzioso fiscale per consentire la regolare chiusura della pendenza.
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Definizione agevolata liti pendenti: vittoria del contribuente
Un Contribuente riceve diversi avvisi di accertamento per redditi esteri e decide di accedere alla definizione agevolata liti pendenti prevista dalla legge. L'Agenzia delle Entrate rigetta la richiesta per alcune annualità, sostenendo che la causa in Cassazione non fosse pendente entro la scadenza legale, poiché il proprio ricorso incidentale era stato notificato successivamente. Il Contribuente impugna il diniego. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del Contribuente e stabilisce un principio fondamentale: per la definizione agevolata liti pendenti rileva unicamente la data di notifica del ricorso principale. Avendo il Contribuente notificato il ricorso un giorno prima dell'entrata in vigore della legge, la lite deve considerarsi pendente a tutti gli effetti. Di conseguenza, la Cassazione annulla i dinieghi del Fisco, dichiara l'estinzione del giudizio e convalida la chiusura agevolata della vertenza fiscale.
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Definizione agevolata della lite tributaria: lite estinta
Un acquirente e la società venditrice hanno impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava il vincolo di pertinenza tra un appartamento e una farmacia, ricalcolando l'imposta di registro. La controversia è giunta fino alla Corte di Cassazione. Durante l'ultimo grado di giudizio, le parti hanno richiesto la definizione agevolata della lite tributaria secondo la legge numero 130 del 2022. I giudici di legittimità hanno riscontrato l'esito positivo della procedura e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Di conseguenza, la Corte non è entrata nel merito della qualificazione dell'immobile, lasciando le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.
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Disconoscimento della conformità all’originale: vince il Fisco
L'Agente della Riscossione ha notificato un'intimazione di pagamento a un contribuente per debiti tributari superiori a diciottomila euro. Il cittadino ha impugnato l'atto contestando la mancata notifica della cartella originaria. I giudici di merito hanno annullato la pretesa fiscale ritenendo inefficaci le fotocopie degli avvisi di ricevimento depositate dal Fisco a causa della contestazione della loro autenticità. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso dell'Agente della Riscossione. I giudici hanno chiarito che il disconoscimento della conformità all'originale non elimina automaticamente il valore di prova delle copie fotostatiche. Il giudice tributario deve verificare rigorosamente la specificità della contestazione senza privare aprioristicamente di efficacia gli atti notificati.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società e a due contribuenti privati una maggiore imposta di registro sul trasferimento di un terreno, rettificandone il valore. I contribuenti impugnavano l'atto: il giudice di primo grado annullava la pretesa fiscale per difetto di motivazione, mentre la corte regionale d'appello accoglieva le ragioni del Fisco. La vertenza approdava infine in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, i contribuenti presentavano domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie e pagavano l'importo ridotto previsto dalla legge, senza ricevere alcun diniego dall'amministrazione finanziaria. Accertata la corretta esecuzione dei versamenti e la sussistenza di tutti i requisiti di legge, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco e imprese: la definizione agevolata delle liti pendenti
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società per recuperare le agevolazioni fiscali su impianti fotovoltaici esposte nella dichiarazione Ires. I giudici tributari di primo e secondo grado hanno annullato l'atto impositivo, riconoscendo le ragioni dell'impresa. Il Fisco ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha richiesto formalmente la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti introdotta dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha verificato i presupposti di legge: la totale soccombenza dell'amministrazione finanziaria nei gradi di merito, il valore della controversia inferiore a 100.000 euro e la tempestività del ricorso. I giudici hanno quindi accolto l'istanza e disposto la sospensione del procedimento.
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Sospensione del giudizio tributario: lite fiscale congelata
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA a una società e ai suoi soci, contestando l'effettiva sussistenza di alcune operazioni commerciali e applicando il raddoppio dei termini decadenziali. Dopo la decisione sfavorevole emessa nel giudizio d'appello, i contribuenti hanno proposto ricorso per cassazione contro l'amministrazione finanziaria. Durante la pendenza del procedimento di legittimità, i contribuenti hanno formulato specifica istanza per ottenere la sospensione del giudizio tributario ai sensi della disciplina sulla definizione delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, bloccando provvisoriamente il processo e disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la definizione agevolata della pendenza fiscale.
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Definizione agevolata liti pendenti: lite chiusa contro il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un socio un maggior reddito di partecipazione societario per l'anno 2006. Il contribuente ha vinto la causa sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici hanno accertato l'illegittimità della pretesa tributaria. Il Fisco ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata liti pendenti ai sensi della legge 130 del 2022, avendo vinto in entrambi i gradi di merito con valore della lite inferiore alla soglia di legge. La Suprema Corte ha preso atto della richiesta e ha sospeso il giudizio tributario, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria e della successiva estinzione definitiva.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente per imposte non versate sulla base degli studi di settore. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo per mancanza di una grave incongruenza nei dati dichiarati. Il Fisco ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimita, il contribuente ha formalmente richiesto di avvalersi della definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda difensiva, disponendo la sospensione del procedimento e rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della chiusura agevolata della vertenza.
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Definizione agevolata: Fisco bloccato dopo due gradi persi
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, socio di una società a ristretta base azionaria, contestando un maggior reddito di partecipazione per presunte operazioni inesistenti. Il contribuente ha impugnato l'atto e ha ottenuto ragione sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici di merito hanno ritenuto illegittima la pretesa fiscale collegata alla società. L'ente impositore ha promosso ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge 130/2022, avendo vinto in tutti i gradi precedenti con un valore non superiore a 100.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del perfezionamento della procedura agevolata.
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