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Legge 13 novembre 2023, n. 159

52 provvedimenti

Foglio di via obbligatorio: stop al doppio ordine
Il Tribunale dichiarava il non luogo a procedere per un imputato accusato di aver violato il foglio di via obbligatorio. Il giudice riteneva il provvedimento del Questore illegittimo perché mancava l'ordine esplicito di rientrare nel Comune di residenza. La Procura ha proposto ricorso in Cassazione evidenziando le recenti riforme legislative. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che il cosiddetto Decreto Caivano ha riscritto le regole della misura. Oggi non serve più la duplice imposizione: il provvedimento resta valido e pienamente efficace anche con la sola inibizione al ritorno nel territorio comunale. I giudici hanno quindi annullato la sentenza impugnata, disponendo la celebrazione di un nuovo giudizio per verificare la responsabilità penale.
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Spaccio di Lieve Entità Negato se l’Attività è Continuativa
Un indagato, posto agli arresti domiciliari per plurime cessioni di droga, chiedeva di riqualificare il reato in spaccio di lieve entità. Sosteneva che le piccole quantità, i mezzi rudimentali e l'assenza di una vera organizzazione giustificassero l'ipotesi più lieve. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito un principio chiaro: la non occasionalità e la continuità dell'attività di spaccio, unite ad altri indizi come l'uso di chat e utenze fittizie, sono elementi che, nel loro complesso, escludono la configurabilità dello spaccio di lieve entità, anche in presenza di singole cessioni modeste. La sistematicità dell'attività prevale sulla piccola quantità ceduta di volta in volta.
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Confisca allargata stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava la confisca allargata stupefacenti su somme di denaro trovate in possesso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La sentenza stabilisce che la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti giustifica il provvedimento, a condizione che la condotta non sia isolata ma indicativa di un'attività criminale continuativa.
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Condotta non occasionale: spaccio e aggravanti spiegate
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione di stupefacenti, chiarendo i criteri per definire una condotta non occasionale. La sentenza stabilisce che elementi come un libro mastro o un sistema di videosorveglianza sono sufficienti a provare la non occasionalità dell'attività di spaccio, anche in assenza di precedenti penali. Viene inoltre confermato che la mancata collaborazione nel fornire la lista dei clienti può giustificare il diniego delle attenuanti generiche.
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Fatto di lieve entità: non basta la poca droga
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40811/2025, ha respinto il ricorso di un individuo che chiedeva di qualificare il suo reato come 'fatto di lieve entità' basandosi sulla modesta quantità di droga (20 grammi di cocaina). La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando le modalità di spaccio (dosi singole, contabilità), la recidiva e il fatto che il reato sia stato commesso durante gli arresti domiciliari. Questi elementi dimostrano una professionalità criminale che esclude l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
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Confisca per detenzione di stupefacenti: i requisiti
La Cassazione annulla la confisca di denaro disposta in un caso di patteggiamento per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La sentenza chiarisce che la confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.) richiede una motivazione specifica sulla sproporzione del bene rispetto al reddito, non essendo sufficiente un generico collegamento con l'attività illecita. Il provvedimento è stato annullato per motivazione apparente, con rinvio al Tribunale per un nuovo esame.
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Confisca denaro: illegittima per reati di lieve entità
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca del denaro a carico di due persone condannate per spaccio di lieve entità. La sentenza chiarisce che, per questi reati, non si applica la confisca allargata che richiede all'imputato di giustificare la provenienza dei beni. È invece necessaria una confisca ordinaria, per la quale spetta all'accusa dimostrare il collegamento diretto tra il denaro e l'attività illecita. Mancando tale prova, il denaro deve essere restituito.
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Confisca denaro per spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40620/2024, ha annullato la confisca di una somma di denaro a un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che per il solo reato di detenzione, il denaro non può essere considerato profitto del reato. Tuttavia, ha aperto alla possibilità di una confisca per sproporzione, alla luce di una recente modifica legislativa, rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione. Questa decisione è cruciale per comprendere i limiti della confisca denaro per spaccio.
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Confisca denaro spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro trovata in possesso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza chiarisce che, in assenza di un collegamento diretto con una specifica cessione, la confisca denaro spaccio è legittima solo se ricorrono i presupposti della 'confisca per sproporzione' (art. 240-bis c.p.), che il giudice di merito deve motivare adeguatamente.
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Confisca per sproporzione stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che applicava la confisca per sproporzione per un reato di detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte ha stabilito che la nuova normativa, che estende tale confisca a questo tipo di reato, si applica retroattivamente se la sentenza di primo grado è stata emessa dopo l'entrata in vigore della legge, consolidando così un importante principio sull'applicazione temporale delle norme penali.
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Rideterminazione della pena: Errore del Giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva effettuato una errata rideterminazione della pena. La Corte ha chiarito che per una contravvenzione la sanzione non può essere la reclusione e la riduzione per il rito abbreviato è della metà, non di un terzo, correggendo direttamente la pena finale.
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Confisca denaro: la Cassazione annulla senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca del denaro sequestrato a un imputato per spaccio di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che la confisca per sproporzione non è mai automatica, ma richiede sempre una specifica e rigorosa motivazione da parte del giudice, anche in caso di reati di lieve entità. Il Tribunale aveva erroneamente disposto la confisca denaro come un atto dovuto per legge, omettendo di verificare e argomentare i presupposti richiesti dalla normativa.
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Confisca per sproporzione: novità per reati di droga
Un individuo condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità ha impugnato la confisca di una somma di denaro. La Corte di Cassazione ha annullato la confisca diretta, non essendo il denaro profitto del reato di detenzione. Tuttavia, ha rinviato il caso al tribunale per valutare l'applicabilità della nuova normativa sulla confisca per sproporzione, che ora include anche i reati minori legati alla droga, verificando la coerenza tra il patrimonio dell'imputato e i suoi redditi.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione chiarisce
Tre individui sono stati condannati per spaccio di lieve entità. Il tribunale aveva confiscato oltre 2.700 euro trovati in loro possesso. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che solo 40 euro costituivano il profitto diretto del reato. Per la somma restante, il giudice del rinvio dovrà valutare se applicare la nuova disciplina sulla confisca per sproporzione, verificando la sproporzione tra il denaro e i redditi leciti degli imputati.
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Confisca denaro stupefacenti: i limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento che includeva la confisca di denaro trovato in possesso di un soggetto accusato di detenzione di stupefacenti. L'imputato contestava la confisca per assenza di un collegamento diretto tra il denaro e il reato. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso contro il patteggiamento sono limitati e che la confisca denaro stupefacenti in questo caso si basava sulla nuova normativa della 'confisca per sproporzione', che non richiede la prova del nesso di pertinenzialità ma solo l'incapacità di giustificare la provenienza lecita delle somme.
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Fatto di lieve entità: spaccio seriale e valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26298/2024, ha stabilito che un'attività di spaccio di droga, anche se ripetuta e non occasionale, può essere qualificata come 'fatto di lieve entità' ai sensi dell'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90. La Corte ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, sottolineando che la valutazione deve essere complessiva e considerare tutti gli aspetti della condotta (quantità modeste, prezzo, ambito territoriale limitato), senza che la sistematicità o i precedenti penali costituiscano un ostacolo automatico a tale qualificazione.
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Confisca denaro e detenzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. Il caso riguardava un soggetto accusato di sola detenzione di stupefacenti, a cui erano stati confiscati 3.700 euro. La Corte ha stabilito che, per la confisca denaro ai sensi dell'art. 240 c.p., è necessario un nesso di derivazione diretta tra il denaro e il reato contestato. Poiché la mera detenzione non produce un profitto, tale confisca era illegittima. Tuttavia, la Corte ha rinviato il caso al Tribunale per valutare l'applicazione della nuova 'confisca per sproporzione' (art. 85-bis d.P.R. 309/90), applicabile retroattivamente in quanto misura di sicurezza.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di denaro e di uno smartphone disposta nei confronti di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La motivazione della Corte d'appello, basata su una generica pregressa attività illecita, è stata ritenuta insufficiente. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca standard richiede un nesso causale diretto con il reato specifico. Inoltre, ha stabilito che la nuova normativa sulla confisca per sproporzione non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti la sua entrata in vigore.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata in possesso di un imputato per spaccio di lieve entità. La Corte ha ritenuto legittima l'applicazione della nuova disciplina dell'art. 240-bis c.p., anche retroattivamente, e ha sottolineato che, a fronte di una sproporzione tra il denaro e i redditi leciti, spetta all'imputato fornire una giustificazione credibile e specifica, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Confisca per sproporzione: no alla retroattività
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro disposta nei confronti di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La decisione si fonda sul principio di irretroattività della legge penale più sfavorevole. Al momento della sentenza di primo grado, la legge non consentiva la confisca per sproporzione per quel tipo di reato. Una modifica legislativa successiva, che ha esteso l'applicabilità della misura, non può essere applicata a fatti giudicati in precedenza, garantendo così la certezza del diritto.
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