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Legge 119/2018

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907 provvedimenti

Definizione agevolata: sì alla cartella ex art. 36-bis
Una società si è vista negare la definizione agevolata per una lite su una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatizzato, con cui l'Agenzia delle Entrate disconosceva un credito d'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che quando la cartella è il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente, essa ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia che ne deriva rientra a pieno titolo tra quelle che possono beneficiare della definizione agevolata.
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Omesso esame memoria difensiva: quando è revocazione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omesso esame memoria difensiva non costituisce errore di fatto revocatorio se il giudice ha valutato l'atto, ritenendo inammissibili le censure in esso contenute perché sollevate per la prima volta. Il caso riguardava un contribuente che, tramite memoria, chiedeva l'applicazione di una norma sopravvenuta per la cancellazione del debito. La Corte ha distinto tra un'omissione materiale (errore di fatto) e una valutazione giuridica sulla ammissibilità dell'atto (errore di diritto), dichiarando il ricorso per revocazione inammissibile.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per costi ritenuti non deducibili. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura e dei pagamenti, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società contesta un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'importo dovuto. La Suprema Corte, verificata l'adesione e la mancata istanza di prosecuzione, dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro l'Amministrazione Finanziaria, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. La risoluzione è avvenuta grazie all'adesione alla definizione agevolata, che ha eliminato l'oggetto della disputa, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Entrate per la deducibilità di alcuni costi, ha aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del perfezionamento della procedura di condono e del mancato impulso processuale delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia.
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Cessazione materia del contendere: priorità sulla giurisdizione
Un cittadino si oppone a delle cartelle esattoriali. In appello, nonostante l'agente della riscossione ammetta lo sgravio totale dei debiti, la Corte decide sulla giurisdizione. La Cassazione interviene, stabilendo che la cessazione della materia del contendere, dovuta allo sgravio, ha priorità e determina l'estinzione del processo, annullando la necessità di decidere sulla giurisdizione.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata e chiede un rinvio per provare i pagamenti. La Corte accoglie l'istanza, sospendendo la decisione nel merito in attesa della conclusione della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'impresa di autotrasporti si opponeva alla revoca di un'agevolazione fiscale sull'accisa del gasolio. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata ("rottamazione-ter"), pagando integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del completamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo superflua la decisione nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, ha aderito a una procedura di definizione agevolata (rottamazione-quater) mentre la causa era pendente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che la semplice dichiarazione di avvalersi della sanatoria, unita all'impegno di rinunciare alla lite, è sufficiente per terminare il processo. Il pagamento integrale del debito non è un requisito per l'estinzione del giudizio, ma per la cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul "redditometro". Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione, prendendo atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato il processo estinto e la cessazione della materia del contendere, senza entrare nel merito della legittimità dell'accertamento.
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Transfer pricing: Cassazione su costi e consociata estera
Una società di trasporti si è vista respingere il ricorso contro un avviso di accertamento per costi indeducibili derivanti da una consociata estera. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, basandosi sulle prove di sovrafatturazione e sulla corretta applicazione delle norme sul transfer pricing. I giudici hanno ritenuto irrilevanti le argomentazioni della società sulla residenza fiscale della consociata, sottolineando che il ricorso non può mirare a un riesame dei fatti già valutati dai tribunali di merito.
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Onere probatorio: Cassazione su accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti internazionali contro un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. L'accertamento si basava sul disconoscimento di costi derivanti da una consociata estera per presunta sovrafatturazione (transfer pricing) e su ricavi non contabilizzati. La società ricorrente ha incentrato la sua difesa sulla presunta 'esterovestizione' della consociata, ma la Corte ha dichiarato i motivi inammissibili. La decisione sottolinea che l'appello deve contestare la 'ratio decidendi' della sentenza impugnata, che in questo caso riguardava la fondatezza nel merito delle riprese fiscali basate su indizi gravi, precisi e concordanti, e non la questione della residenza fiscale della società estera, ritenuta irrilevante. La Corte ha confermato che l'onere probatorio, correttamente assolto dall'Agenzia delle Entrate, è stato il fulcro della decisione.
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Stralcio debiti fiscali: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento per un debito erariale inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta una normativa che ha previsto lo stralcio debiti fiscali di modesto importo. Poiché il debito in questione rientrava nei parametri della nuova legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Estinzione del processo e rottamazione: la Cassazione
Una società importatrice contesta un dazio antidumping. In Cassazione, aderisce alla "rottamazione-ter", impegnandosi a rinunciare al giudizio. La Corte Suprema chiarisce un punto cruciale: per l'estinzione del processo non è necessario attendere il pagamento di tutte le rate. Sono sufficienti l'accettazione della domanda di definizione agevolata da parte dell'Agenzia e la documentazione dei pagamenti effettuati fino a quel momento. Di conseguenza, il giudizio viene dichiarato estinto, separando la sorte processuale da quella dell'adempimento del debito.
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Accertamento bancario soci: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento bancario sui soci di una società che aveva omesso la dichiarazione dei redditi. Secondo l'ordinanza, i movimenti sui conti personali dei soci possono essere presunti come ricavi dell'impresa se l'amministrazione finanziaria ne dimostra la riferibilità all'attività sociale. In tal caso, spetta alla società fornire la prova contraria per ogni singola operazione, invertendo così l'onere probatorio.
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Giurisdizione contabile: ricorso inammissibile
Un consorzio di bonifica ha citato in giudizio l'agente della riscossione per presunti inadempimenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per una questione di merito sulla giurisdizione contabile, ma per un vizio procedurale: il consorzio non ha impugnato una delle due autonome motivazioni ('rationes decidendi') della sentenza d'appello. Tale omissione ha reso l'impugnazione priva di interesse, consolidando la decisione precedente.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la sanatoria
Una società e i suoi soci impugnano accertamenti fiscali. In Cassazione, aderiscono a una sanatoria e rinunciano al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ma non la cessazione della materia del contendere, compensando le spese.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente relativa a un accertamento sintetico. Sebbene il dibattito iniziale vertesse sull'efficacia di uno 'scudo fiscale' per giustificare le spese, la lite si è conclusa prima di una decisione nel merito. Il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. Visto che nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del processo entro i termini, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere, portando all'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso fiscale in materia di IRES. La società contribuente aveva aderito alla definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge, il processo si è estinto per cessazione della materia del contendere.
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