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Legge 110/1975 — Sezione Settima Penale

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445 provvedimenti

Altri anni per Legge 110/1975

Porto di manganello: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il porto di manganello telescopico. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, in quanto riproponevano questioni già correttamente decise nei gradi di merito senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza d'appello.
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Ricorso generico inammissibile: multa di 3.000 euro
Un individuo ha presentato appello alla Corte di Cassazione contro una condanna per possesso di strumenti atti allo scasso. Il suo appello è stato considerato una mera ripetizione di argomenti già esaminati, qualificandosi come un ricorso generico. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una multa di 3.000 euro.
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Porto abusivo di armi: attrezzi in auto, quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di armi a un uomo trovato in possesso di forbici, martello e cacciavite nella sua auto. L'ordinanza ha stabilito che, in assenza di un giustificato motivo, tali oggetti sono considerati strumenti atti a offendere. La decisione di inammissibilità del ricorso si è basata sulla mancanza di spiegazioni da parte dell'imputato e sui suoi precedenti penali, che hanno impedito la concessione di attenuanti.
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Porto abusivo di armi: la Cassazione e il coltello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi, un coltello a serramanico. L'ordinanza conferma che una generica giustificazione professionale non basta e che la valutazione negativa della personalità dell'imputato è sufficiente a escludere l'attenuante della lieve entità del fatto.
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Porto di oggetti atti ad offendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, nello specifico due coltelli e un cacciavite trovati nella sua auto senza un giustificato motivo. La Corte ha stabilito che il ricorso era una manifesta richiesta di rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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