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Legge 110/1975 — Sezione Settima Penale

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445 provvedimenti

Altri anni per Legge 110/1975

Porto di armi in carcere: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di armi improprie a carico di un detenuto trovato in possesso di una mazza snodabile artigianale in cella. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le doglianze sul travisamento della prova sono precluse in presenza di una doppia conforme e le contestazioni sul trattamento sanzionatorio sono risultate manifestamente infondate.
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Falsa attestazione identità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e falsa attestazione identità. Il ricorrente contestava la configurabilità del reato di falso sostenendo che la polizia non fosse stata tratta in inganno, ma la Suprema Corte ha ribadito che tale valutazione di fatto, già operata dai giudici di merito, non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità. La decisione comporta la conferma della condanna e il pagamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Porto di coltello: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per il porto di coltello a serramanico fuori dalla propria abitazione. Il ricorrente aveva giustificato il possesso dell'arma adducendo motivi lavorativi legati all'allevamento di animali, ma la Corte ha rilevato l'assenza di prove e lo stato di disoccupazione dell'imputato al momento del fatto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché si limitava a riproporre le medesime doglianze dell'appello senza contestare puntualmente i ragionamenti del giudice di secondo grado, confermando inoltre la pericolosità sociale del soggetto dovuta a precedenti penali.
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Porto di armi improprie: condanna per coltello in auto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto di armi improprie a carico di un giovane trovato in possesso di un coltello da cucina occultato nella propria autovettura. Nonostante la difesa avesse eccepito un errore del giudice di merito nella descrizione dell'arma (definita erroneamente a serramanico anziché da cucina), la Suprema Corte ha stabilito che tale imprecisione non inficia la decisione. La natura dell'oggetto, con lama di 10 cm, e l'assenza di un giustificato motivo per il trasporto integrano pienamente la fattispecie di reato prevista dalla normativa vigente.
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Spray al peperoncino: quando il porto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto abusivo di armi improprie nei confronti di un soggetto trovato in possesso di uno **spray al peperoncino** e di un grimaldello. La difesa ha tentato di invocare l'errore di fatto, sostenendo che l'imputato ignorasse l'illiceità del porto. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il contesto del ritrovamento, caratterizzato dal possesso simultaneo di strumenti da scasso, esclude la finalità di autodifesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Arma modificata in casa: la scusa non regge, condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione per un uomo accusato di detenzione illegale di arma modificata. L'imputato è stato trovato in possesso di una pistola calibro 6.35, alterata e richiudibile. La sua giustificazione, secondo cui l'arma era stata portata in casa da un familiare, è stata giudicata non credibile e in contrasto con le prove raccolte. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Cassazione. L'uomo è stato quindi condannato anche al pagamento delle spese processuali e di un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di oggetti atti ad offendere nei confronti di un uomo trovato in possesso di un coltello di 16 cm e di una mazza di legno di 40 cm. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione del merito e non presentava elementi idonei a giustificare la particolare tenuità del fatto o la concessione delle attenuanti generiche, dato l'elevato disvalore della condotta accertata.
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Aggressione con coltello: condanna per porto di oggetti atti ad offendere
Un individuo senza fissa dimora aggredisce una persona con un'arma da taglio, colpendola al volto e al collo. In Cassazione, si difende sostenendo che l'oggetto non fosse un'arma vera e propria. La Corte Suprema respinge il ricorso, stabilendo un principio chiaro: qualsiasi strumento che può ferire, se portato fuori casa senza un motivo valido, integra il reato di porto di oggetti atti ad offendere. La condanna per l'aggressione e per la violazione della legge sulle armi viene quindi confermata in via definitiva. La Corte sottolinea che la natura dell'oggetto è secondaria rispetto all'assenza di giustificazione nel portarlo con sé.
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Porto abusivo di armi: limiti alla tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di armi nei confronti di un soggetto trovato in possesso di un manganello telescopico e un coltello a serramanico. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva genericamente doglianze già respinte in appello. La Corte ha ribadito che il mancato riconoscimento della lieve entità del fatto preclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.
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Porto d’armi e oggetti atti ad offendere: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto d'armi e oggetti atti ad offendere e possesso ingiustificato di strumenti da scasso a carico di un soggetto sorpreso in circostanze sospette. Il ricorrente era stato trovato in possesso di quattro coltelli e numerosi arnesi atti all'apertura di serrature in prossimità di esercizi commerciali chiusi. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che la gravità del contesto e i precedenti penali del soggetto precludono il riconoscimento delle attenuanti generiche e della lieve entità del fatto.
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Armi improprie: i rischi del porto ingiustificato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto ingiustificato di armi improprie a carico di un soggetto trovato in possesso di strumenti da punta e taglio in luogo pubblico. La difesa aveva contestato la qualificazione degli oggetti e richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che gli oggetti erano chiaramente idonei all'offesa e che la richiesta relativa alla tenuità del fatto era una questione nuova, mai sollevata in grado di appello, e quindi non deducibile per la prima volta in sede di legittimità.
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Porto abusivo di coltello: la Cassazione è severa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per porto abusivo di coltello ai sensi della legge 110/1975. Il ricorrente invocava la particolare tenuità del fatto e un giustificato motivo, ma i giudici hanno confermato la condanna a nove mesi di arresto. La decisione sottolinea che i precedenti penali e l'assenza di prove circa la necessità del porto dell'arma precludono l'accesso a benefici e attenuanti.
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Porto d’armi improprie: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto d'armi improprie nei confronti di un soggetto trovato in possesso di un coltello senza valida giustificazione. La difesa aveva eccepito l'impossibilità di un uso immediato dell'oggetto, ma la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile. Le motivazioni risiedono nella tardività della giustificazione fornita e nella presenza di precedenti penali che impediscono l'applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere. Un'ascia è stata rinvenuta sul sedile del suo furgone, pronta all'uso. Nonostante fosse un attrezzo da lavoro, la Corte ha escluso il giustificato motivo poiché la spiegazione non è stata fornita immediatamente agli agenti durante il controllo.
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Ricettazione di beni culturali: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo trovato in possesso di reperti archeologici nella propria camera da letto, configurando il reato di ricettazione di beni culturali. La sentenza chiarisce inoltre che, in caso di aumenti di pena esigui per reati satellite nel regime di continuazione, il giudice non è tenuto a una motivazione analitica per ogni singola voce sanzionatoria, escludendo così ogni ipotesi di abuso del potere discrezionale.
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Attenuante fatto lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per reati di armi. La Corte conferma la decisione di merito che ha negato l'attenuante fatto lieve entità a causa dell'alta pericolosità dell'arma modificata e della personalità negativa dell'imputato, basata su precedenti penali specifici.
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Ricorso generico: Cassazione e recidiva aggravata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso generico contro una condanna per falsità e minacce. L'appello, incentrato sulla recidiva, è stato giudicato una mera ripetizione di argomenti già respinti e non si confrontava con le motivazioni della Corte d'Appello, portando alla condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Confisca armi patteggiamento: quando è obbligatoria?
Un imputato, dopo un patteggiamento per reati legati alle armi, ha impugnato la sentenza sostenendo l'illegittimità della confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la confisca armi patteggiamento è una misura di sicurezza sempre obbligatoria e non discrezionale, in base a una combinazione di norme del codice penale e di leggi speciali.
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Particolare tenuità: non basta la lieve entità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità per il reato di porto di oggetti atti a offendere non comporta automaticamente l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nel caso di specie, l'orario serale e l'immediata disponibilità dell'arma sono stati considerati indici di una pericolosità tale da escludere la non punibilità, pur confermando la lieve entità del reato.
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Inammissibilità ricorso: no rivalutazione dei fatti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 43204/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per lesioni personali aggravate. Il motivo risiede nel fatto che il ricorso si basava su una diversa ricostruzione dei fatti e su una richiesta di rivalutazione delle prove, compiti che non spettano alla Corte di Cassazione. Di conseguenza, è stata confermata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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