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L. 23/6/2017 n. 103

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68 provvedimenti

Ricorso per cassazione difensore: quando è nullo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato avverso il rigetto di una misura alternativa alla detenzione. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso è stato presentato personalmente dall'interessato e non, come richiesto a pena di inammissibilità dall'art. 613 c.p.p., da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Firma dell’avvocato è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un condannato avverso un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La decisione si fonda su un vizio di forma insanabile: il ricorso e i successivi motivi non erano stati sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte, ma direttamente dal ricorrente. Questa pronuncia ribadisce la rigidità dei requisiti formali per il ricorso in Cassazione, la cui violazione comporta non solo il mancato esame nel merito ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un detenuto contro il diniego di liberazione anticipata. La decisione si basa sul mancato rispetto dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sul mancato rispetto dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato. L'esito comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un difensore abilitato. La pronuncia ribadisce che, secondo l'art. 613 c.p.p., la sottoscrizione di un avvocato cassazionista è un requisito formale indispensabile, la cui assenza comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: firma avvocato cassazionista
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non sottoscritto da un difensore abilitato. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone tale requisito a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Ricorso patteggiamento: i motivi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione patteggiamento, poiché il motivo sollevato non rientrava tra quelli tassativamente previsti dalla legge. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena su richiesta è consentita solo per vizi specifici, escludendo la generica doglianza sulla mancata valutazione delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i motivi ammessi in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione sottolinea che l'impugnazione di una sentenza emessa a seguito di accordo tra le parti è consentita solo per i quattro motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., tra i quali non rientra la lamentata omessa verifica delle cause di proscioglimento.
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Ricorso per cassazione: obbligatoria la firma del legale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato per la correzione di un errore materiale. La Corte ha ribadito che qualsiasi ricorso per cassazione, indipendentemente dal suo oggetto, deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Obbligo di Difensore Speciale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso in cassazione sia sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione: inammissibile se non c’è avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato contro un'ordinanza del Tribunale. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12124/2024, ha dichiarato inammissibile una richiesta presentata personalmente dalla parte civile in un procedimento penale. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso in Cassazione e le memorie siano sottoscritti da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione Avvocato: Inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12089/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva un risarcimento per detenzione inumana. La decisione si fonda su un vizio di forma cruciale: il ricorso è stato presentato personalmente dall'interessato e non tramite un legale abilitato. La Corte ha ribadito che la normativa vigente impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso cassazione avvocato sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso Cassazione: inammissibile se non firmato avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Il ricorso era stato proposto contro un'ordinanza del Tribunale di Rimini che aveva negato l'applicazione del reato continuato. La conseguenza è stata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: avvocato sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un avvocato cassazionista. La decisione ribadisce la regola formale dell'art. 613 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile Cassazione: la firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato. Analizziamo l'ordinanza che condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: avvocato d’obbligo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione si basa sull'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato cassazionista. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende.
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