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D.M. 55/2014 — Anno 2025

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378 provvedimenti

Altri anni per D.M. 55/2014

Fase di trattazione: quando è dovuta la liquidazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nella liquidazione delle spese legali, il compenso per la fase di trattazione è sempre dovuto, anche in assenza di una specifica attività istruttoria. La Corte ha accolto il ricorso di un avvocato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale voce e ridotto i compensi per la 'particolare semplicità della causa'. La sentenza chiarisce che la semplice trattazione del processo è sufficiente per il riconoscimento di questa fase, definendola 'ineludibile'.
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Compensazione spese legali: la Cassazione decide
Una società vince un ricorso tributario in appello, ma il giudice decide per la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione spese legali è illegittima se non supportata da gravi ed eccezionali ragioni, annullando la sentenza. La semplice "riforma della sentenza di primo grado" non costituisce una valida motivazione.
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Patrocinio a spese dello Stato: come si dividono le spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un complesso caso di locazione commerciale tra un Ente Locale e una società, risolvendo questioni sulla determinazione del canone e sulla compensazione dei crediti. Il punto cruciale della decisione riguarda il patrocinio a spese dello Stato: la Corte stabilisce un importante principio di diritto su come ripartire le spese legali quando solo alcuni dei soggetti di una parte processuale sono ammessi al beneficio, specificando che la parte soccombente deve versare allo Stato la quota relativa ai patrocinati.
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Borsa di studio medici: no all’adeguamento
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la loro borsa di studio fosse inadeguata e non aggiornata secondo le direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per gli specializzandi immatricolati prima dell'anno accademico 2006/2007, la borsa di studio medici era correttamente disciplinata dalla normativa nazionale e non soggetta a indicizzazione o adeguamento obbligatorio, conformandosi a una recente sentenza delle Sezioni Unite.
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Accertamento presuntivo: limiti alla revisione del Fisco
Annullato un accertamento presuntivo basato su un altro avviso fiscale. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia Entrate, confermando che i giudizi sono autonomi e che la valutazione delle prove del contribuente (come il sequestro dell'attrezzatura) da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea i limiti del potere di revisione della Corte Suprema sui fatti del caso.
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Prescrizione conto corrente: quando si applica?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un istituto bancario per pratiche illegittime sul proprio conto corrente, chiedendo il ricalcolo del saldo. La banca ha sollevato l'eccezione di prescrizione per le somme versate oltre dieci anni prima. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la prescrizione conto corrente si applica anche se il cliente chiede solo l'accertamento del saldo e non la restituzione di somme, riducendo drasticamente il credito del correntista. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
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Notifica operatore postale privato: la Cassazione decide
Una contribuente impugnava un preavviso di fermo amministrativo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento prodromiche. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado le davano ragione, annullando la notifica perché eseguita da un operatore postale privato. L'agente della riscossione proponeva ricorso incidentale in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso incidentale, stabilendo che, nel periodo tra il d.lgs. 58/2011 e la legge 124/2017, la notifica di atti amministrativi e tributari (non giudiziari) effettuata da un operatore postale privato munito di 'licenza individuale' era da considerarsi valida. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio, assorbendo il ricorso principale della contribuente relativo alle spese legali.
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Minimi tariffari avvocato: inderogabili per la Cassazione
Una cittadina ha contestato la liquidazione delle spese legali, ritenuta inferiore ai minimi di legge, in una causa per infrazioni stradali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che dopo la riforma del 2018, i giudici non possono derogare ai minimi tariffari forensi. Questa decisione, in linea con il diritto europeo, riafferma l'importanza dell'equo compenso a tutela della dignità professionale e della qualità della prestazione legale.
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Domanda riconvenzionale: appello o Cassazione?
Un cliente contesta la parcella del suo avvocato e avanza una domanda riconvenzionale per responsabilità professionale. La Cassazione chiarisce che, nel rito speciale per gli onorari, la decisione sulla domanda principale è ricorribile in Cassazione, mentre quella sulla domanda riconvenzionale va impugnata con l'appello. Il ricorso è quindi parzialmente inammissibile.
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Compenso avvocato: mai sotto i minimi tariffari
Una cittadina vince una causa per violazioni del codice della strada, ma il giudice le liquida un compenso avvocato inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo il principio inderogabile secondo cui i giudici non possono mai liquidare onorari al di sotto dei minimi tariffari previsti, a prescindere dalla semplicità del caso.
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Danni da buca stradale: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista per danni da buca stradale, chiarendo che se l'ente proprietario della strada contesta specificamente i fatti, l'onere di provare il nesso causale tra la buca e il danno spetta interamente al danneggiato. La mancata prova porta al rigetto della domanda di risarcimento.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività. Il caso riguardava un'opposizione a una cartella di pagamento per la retta di un asilo nido. La Corte ha stabilito che, trattandosi di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Poiché il ricorso è stato depositato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza d'appello, è stato considerato un ricorso tardivo e quindi inammissibile, rendendo inefficace anche il ricorso incidentale presentato dalla controparte.
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Ricorso per cassazione: vizi e inammissibilità
Una società e il suo legale rappresentante, sanzionati per violazioni in materia di lavoro, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa di gravi vizi procedurali, tra cui la commistione di diversi motivi di censura in un unico punto e la violazione del principio di autosufficienza. La Corte ha sottolineato come la non corretta formulazione del ricorso per cassazione impedisca l'esame del merito della controversia.
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Compenso fase decisoria: spetta anche senza sentenza?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso per la fase decisoria spetta all'avvocato anche se il procedimento si conclude con un accordo omologato, anziché con una sentenza. È sufficiente che il legale abbia svolto anche una sola delle attività previste dalla normativa per tale fase, come l'esame del provvedimento conclusivo, per avere diritto alla liquidazione. La Corte ha così riformato la decisione di un tribunale che aveva negato il compenso a un avvocato in regime di patrocinio a spese dello Stato, ritenendo erroneamente insussistente la fase decisoria in un giudizio di separazione consensuale.
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Compenso avvocato gratuito patrocinio: i minimi inderogabili
Un avvocato ha contestato la liquidazione del suo compenso per gratuito patrocinio, calcolato sulla base di un protocollo locale anziché sui minimi tariffari nazionali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i protocolli d'intesa non possono derogare ai minimi di legge, confermando l'inderogabilità del compenso avvocato gratuito patrocinio previsto dalla normativa ministeriale.
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Obbligo di astensione: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato una sentenza d'appello che aveva annullato la decisione di primo grado per violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la violazione di tale obbligo non è causa di nullità della sentenza se non viene eccepita tramite l'istituto della ricusazione. La causa è stata quindi rinviata alla corte d'appello per la decisione nel merito.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi di specializzazione anteriori al 1991. Il caso verteva sulla questione della prescrizione medici specializzandi. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il termine di prescrizione decennale per agire in giudizio è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva la consapevolezza dell'inadempimento dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conteggio della prescrizione.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ha impugnato la decisione del giudice d'appello lamentando una liquidazione delle spese legali ritenuta troppo bassa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché generico e non conforme al principio di autosufficienza. La Corte ha stabilito che il ricorrente non aveva specificato in modo adeguato le ragioni della presunta erroneità del calcolo, né fornito le prove delle attività svolte che giustificassero un compenso maggiore.
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Compenso fase istruttoria: quando è dovuto all’avvocato
Un avvocato si è visto negare il compenso per la fase di trattazione e istruttoria in un caso di patrocinio a spese dello Stato, poiché non erano state assunte prove formali in appello. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il compenso fase istruttoria è dovuto anche per attività che non costituiscono mera raccolta di prove, come il deposito di note scritte o la richiesta di inibitoria. La Corte ha chiarito che la nozione di tale fase è ampia e include qualsiasi istanza o deduzione che contribuisca alla trattazione della causa, annullando la decisione e rinviando per una nuova liquidazione.
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Minimi tariffari: la Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro la liquidazione delle spese legali, ritenuta inferiore ai minimi tariffari stabiliti per legge. La Corte d'Appello aveva erroneamente liquidato compensi inferiori al dovuto in una causa previdenziale vinta dal contribuente. La Cassazione ha annullato la parte della sentenza relativa alle spese e ha rinviato il caso per una nuova e corretta determinazione, confermando l'importanza del rispetto inderogabile dei minimi tariffari. L'appello incidentale dell'ente previdenziale è stato invece dichiarato inammissibile.
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