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D.M. 55/2014 — Anno 2025

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378 provvedimenti

Altri anni per D.M. 55/2014

Termine dilatorio: no urgenza per prescrizione imminente
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di avvisi di accertamento emessi prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni. La Corte ha stabilito che l'imminente scadenza dei termini di decadenza non costituisce, da sola, una valida ragione d'urgenza che possa giustificare la violazione di questa garanzia fondamentale per il contribuente.
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Liquidazione spese legali: i limiti del giudice
Un contribuente vince una causa per una tassa automobilistica ma si vede liquidare spese legali irrisorie. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che il giudice non può scendere sotto i minimi tariffari senza una motivazione adeguata. Il caso verte sui criteri corretti per la liquidazione spese legali.
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Notifica diretta valida: la Cassazione fa chiarezza
Un contribuente si è visto respingere il ricorso in due gradi di giudizio per un presunto difetto di notifica. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo la piena validità della notifica diretta processo tributario effettuata mediante consegna a mano a un impiegato dell'ente, quando comprovata dal timbro e dalla data apposti sulla copia dell'atto. La causa è stata rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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Compensi professionali avvocato e accordi tariffari
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia sui compensi professionali avvocato tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso principale del professionista, confermando che l'interpretazione di un accordo forfettario del 2015 rientra nel potere del giudice di merito. Ha inoltre stabilito l'irretroattività della legge sull'equo compenso e chiarito i limiti del giudicato e del frazionamento del credito in caso di incarichi distinti. È stato parzialmente accolto il ricorso incidentale della banca su un punto specifico relativo al recupero delle spese.
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Onere della prova TARI: la prova per l’esenzione
Una società ha impugnato un avviso di pagamento TARI, rivendicando l'esenzione per le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova TARI grava sul contribuente. La sola presentazione di MUD e registri di carico/scarico è stata ritenuta insufficiente; per ottenere l'esenzione, è indispensabile fornire contratti e fatture che attestino l'effettivo smaltimento a proprie spese.
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Compenso avvocato: natura contenziosa del rito
Un avvocato contesta la liquidazione del suo compenso, calcolato secondo le tabelle della volontaria giurisdizione per un caso di affidamento figli. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che per il corretto calcolo del compenso avvocato si deve guardare alla natura contenziosa della controversia, non alla forma del rito camerale. La decisione del Tribunale è annullata con rinvio.
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Indennizzo durata irragionevole: come si calcola?
La Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi sull'indennizzo per durata irragionevole dei processi. In un caso riguardante due lavoratori creditori in un fallimento, la Corte ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, chiarendo che l'indennizzo si calcola sul valore del credito ammesso al passivo, non sulla somma effettivamente riscossa. Ha invece accolto il ricorso dei lavoratori, affermando che nella liquidazione delle spese legali del giudizio di opposizione deve essere incluso anche il compenso per la fase istruttoria, procedendo a una nuova e corretta quantificazione.
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Liquidazione compenso avvocato: la fase istruttoria
Un cittadino ha impugnato la decisione di una Corte d'Appello che, nella liquidazione del compenso avvocato, aveva escluso la fase istruttoria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che la fase istruttoria comprende un'ampia gamma di attività difensive, non solo l'assunzione di prove, e deve quindi essere sempre retribuita. La Corte ha cassato la decisione e rideterminato le spese, confermando il principio per cui tutto il lavoro difensivo merita un'adeguata remunerazione.
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Onere della prova: chi deve dimostrare la riduzione?
Una società ha richiesto una riduzione sulla tassa rifiuti (TARSU) sostenendo che il proprio stabilimento fosse lontano dai punti di raccolta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova spetta interamente al contribuente. Non avendo fornito prove concrete a sostegno della sua richiesta, come planimetrie o documentazione, il ricorso della società è stato respinto, confermando che chi chiede un'agevolazione fiscale deve dimostrarne i presupposti.
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Onere della prova TARSU: la Cassazione chiarisce
Un'azienda ha richiesto il rimborso della TARSU per il 2012, sostenendo di aver smaltito autonomamente i propri rifiuti speciali. La richiesta è stata respinta a tutti i livelli di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova TARSU ricade sul contribuente, il quale deve dimostrare l'effettivo smaltimento tramite contratti e fatture con ditte specializzate, non essendo sufficienti i soli MUD e registri di carico/scarico.
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Legittimazione ad impugnare: l’avvocato e le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due avvocati che agivano in proprio per contestare la quantificazione delle spese legali. La sentenza stabilisce che la legittimazione ad impugnare l'adeguatezza dell'importo delle spese liquidate spetta esclusivamente alla parte assistita e non al difensore, anche se quest'ultimo ne aveva chiesto la distrazione a proprio favore.
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Accordo compensi avvocato: la parola della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante la determinazione dei compensi professionali di un avvocato. La controversia verteva sull'interpretazione di un accordo transattivo del 2015, che la Corte ha ritenuto onnicomprensivo per tutte le attività svolte fino a una certa data, respingendo le ulteriori pretese del legale. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva della legge sull'equo compenso, poiché il rapporto professionale si era concluso prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'avvocato sia quello incidentale della banca, confermando la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto l'opposizione della banca al decreto ingiuntivo iniziale.
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Esenzione TARI: serve la comunicazione al Comune?
Una società che gestisce rifiuti speciali si è vista negare l'esenzione TARI perché non aveva comunicato preventivamente al Comune le aree dedicate. La Corte di Cassazione ha confermato che l'esenzione non è automatica e che sentenze favorevoli per anni precedenti non sono vincolanti. Il caso è stato rinviato al giudice di merito solo per valutare una possibile riduzione della tassa per mancato servizio di raccolta, ma non per la richiesta di esenzione TARI.
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Compensazione spese legali: la serialità non basta
Una lavoratrice ottiene il pagamento di differenze retributive, ma la Corte d'Appello dispone una parziale compensazione spese legali a causa della "serialità della lite". La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la serialità non costituisce una di quelle "gravi ed eccezionali ragioni" richieste dalla legge per derogare al principio secondo cui chi perde la causa paga le spese. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione sulle spese.
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Liquidazione spese processuali: la decisione del giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice di merito di compensare parzialmente le spese legali, nonostante la vittoria della parte attrice sulla richiesta principale. La sentenza sottolinea l'ampia discrezionalità del giudice nella liquidazione spese processuali, giustificata in questo caso dalla complessità generale del contenzioso e dall'esito delle varie fasi processuali. L'appello del vincitore, volto a ottenere il rimborso integrale, è stato respinto.
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Compenso professionale avvocato: accordi e tariffe
In una complessa disputa sul compenso professionale avvocato, la Corte di Cassazione interviene per chiarire l'interpretazione di accordi tariffari e di un patto liquidatorio tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha stabilito che il rimborso forfettario delle spese generali è sempre dovuto, anche se non previsto nell'accordo, e che la legge sull'equo compenso non è retroattiva. Inoltre, ha precisato che se il compenso è legato all'effettivo recupero del credito da parte del cliente, spetta all'avvocato dimostrare che tale condizione si sia verificata. La precedente decisione è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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Vizio costituzione giudice: nulla la decisione collegiale
Un avvocato si opponeva alla liquidazione del proprio compenso per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato. La Corte d'Appello rigettava l'opposizione con un'ordinanza emessa da un collegio di giudici. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento per vizio costituzione giudice, stabilendo che la competenza a decidere su tale opposizione spetta a un giudice monocratico e non a un collegio, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Compenso professionale avvocato: i limiti del patto
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta una complessa disputa sul compenso professionale di un avvocato nei confronti di un istituto di credito. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca, confermando la decisione di merito. I giudici hanno stabilito la prevalenza di un accordo liquidatorio specifico sulle tariffe forensi, hanno chiarito i limiti dell'interpretazione contrattuale in sede di legittimità e hanno confermato la non retroattività della legge sull'equo compenso. È stato inoltre ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte dell'avvocato, data la pluralità di incarichi professionali distinti.
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