La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di sanzione disciplinare nel pubblico impiego basata su molteplici addebiti, se il giudice ne accerta solo una parte, ha il potere e il dovere di effettuare una rideterminazione della sanzione disciplinare. In un caso riguardante un dipendente pubblico, la sanzione iniziale di tre mesi di sospensione è stata ridotta a dieci giorni dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, stabilendo che il potere del giudice di modificare la sanzione è corretto e deriva dal principio di proporzionalità, anche applicando norme entrate in vigore dopo i fatti contestati ma prima della conclusione del giudizio.
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