L'imputato, condannato nei primi due gradi di giudizio per reati di bancarotta fraudolenta, documentale e occultamento o distruzione di documenti contabili, ha presentato impugnazione oltre i termini di legge. La Suprema Corte ha rilevato che il deposito dell'atto è avvenuto quasi un mese dopo la scadenza del termine di quarantacinque giorni decorrente dalla data fissata per il deposito delle motivazioni. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile senza formalità procedurali, rendendo definitiva la condanna penale inflitta nei gradi precedenti. A carico dell'imputato è stato inoltre disposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende, per aver violato i termini per il ricorso in Cassazione.
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