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D.Lgs. 509/1994

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360 provvedimenti

Geometra dipendente: scatta la cassa previdenziale senza esonero
La controversia riguarda un professionista iscritto all'albo dei geometri e dipendente di una società privata. La cassa professionale ha disposto l'iscrizione d'ufficio per recuperare la contribuzione minima di vari anni. La Corte d'Appello ha escluso il debito per le annualità in cui il lavoratore era coperto dall'INPS aziendale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale: l'iscrizione all'albo comporta la presunzione di esercizio della libera professione. Di conseguenza, l'iscrizione alla cassa previdenziale e il pagamento dei contributi minimi restano obbligatori a meno che il lavoratore non provi, tramite le formali comunicazioni e autocertificazioni regolamentari, il rispetto delle condizioni di esonero.
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Contributi Cassa Geometri: scatta l’obbligo anche senza reddito
Un professionista iscritto all'albo dei geometri si opponeva a una cartella esattoriale per contributi previdenziali non versati. Il professionista sosteneva di non aver svolto la professione in modo continuativo e di non aver prodotto reddito professionale. I giudici di merito accoglievano l'opposizione annullando il debito. L'ente previdenziale di categoria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che per l'obbligo di iscrizione e per il pagamento dei contributi Cassa Geometri è sufficiente l'iscrizione all'albo. La mancanza di guadagni o l'esercizio saltuario non cancellano il debito minimo, salvo il rispetto delle rigorose condizioni formali di deroga stabilite dai regolamenti dell'ente. La Corte ha quindi accolto il ricorso della Cassa.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: stop ai prelievi
Un pensionato ha citato in giudizio la propria cassa di previdenza privata per ottenere la restituzione delle somme prelevate dall'assegno pensionistico a titolo di contributo di solidarietà sulle pensioni per diversi quinquenni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di queste trattenute deliberate in via autonoma dall'ente. I giudici hanno chiarito che le casse privatizzate non possono imporre prestazioni patrimoniali obbligatorie senza una specifica legge dello Stato. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che l'azione di restituzione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e che spettano gli interessi legali a partire da ciascun prelievo illecito. La cassa previdenziale ha perso il ricorso ed è stata condannata al rimborso totale e alle spese di lite.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: cassa condannata
Un professionista in pensione ha contestato i tagli economici applicati sul proprio assegno pensionistico tra il 2009 e il 2013. L'ente di previdenza privata di categoria aveva deliberato autonomamente una decurtazione qualificata come contributo di solidarietà per garantire l'equilibrio dei propri bilanci. I giudici di merito hanno dichiarato illegittimo tale prelievo, ordinando la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, respingendo il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che le casse privatizzate non possiedono il potere di imporre prelievi forzosi sui trattamenti già liquidati, poiché qualsiasi prestazione patrimoniale obbligatoria richiede una specifica previsione di legge statale.
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Pensioni dei professionisti: stop al contributo di solidarietà
Due professionisti in pensione hanno contestato le trattenute applicate sui loro assegni pensionistici da parte del rispettivo ente previdenziale di categoria. L'ente privato aveva introdotto un prelievo forzoso per garantire la stabilità di bilancio e l'equilibrio della propria gestione interna. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, ribadendo che nessun ente privatizzato può introdurre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale trattenuta costituisce infatti una prestazione patrimoniale imposta, riservata in via esclusiva alla competenza del legislatore nazionale. I giudici hanno quindi respinto definitivamente il ricorso dell'ente, condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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Contributo di solidarietà sulla pensione: prelievo illegittimo
Un ente previdenziale privatizzato ha trattenuto somme mensili dal trattamento di un professionista in pensione a titolo di contributo di solidarietà tra il 2011 e il 2018. Il pensionato ha impugnato i prelievi ottenendo la condanna dell'ente alla restituzione integrale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo autonomo deciso dalla cassa: solo la legge statale può imporre sacrifici patrimoniali sui trattamenti pensionistici già liquidati. I giudici hanno inoltre stabilito che il diritto del pensionato di richiedere i rimborsi si estingue nel termine ordinario di dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà sulla pensione: stop ai tagli
Un professionista in pensione ha contestato i prelievi economici applicati sul proprio assegno mensile dall'ente previdenziale di categoria. La Cassa professionale aveva deliberato un taglio forzoso giustificandolo come misura interna per garantire la stabilità di bilancio. I giudici di merito hanno dichiarato illegittimo il prelievo, condannando l'ente alla restituzione integrale di quanto trattenuto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Cassa previdenziale. Il provvedimento chiarisce che solo una legge statale può imporre un contributo di solidarietà sulla pensione, non potendo l'ente privato incidere con propri regolamenti su trattamenti già maturati. La Suprema Corte ha inoltre confermato che l'azione per recuperare gli importi indebitamente sottratti si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e include gli interessi legali calcolati dal giorno dei singoli prelievi.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: stop ai prelievi
Una Cassa di previdenza professionale autonoma ha applicato una trattenuta mensile a titolo di contributo di solidarietà sulle pensioni erogate a un professionista a riposo per riequilibrare il proprio bilancio. Il pensionato ha impugnato il prelievo ritenendolo arbitrario e ha chiesto il rimborso integrale delle trattenute subite. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che le casse previdenziali privatizzate non possiedono il potere di imporre prestazioni patrimoniali senza una specifica legge statale autorizzativa. Il prelievo forzoso viola infatti la riserva di legge prevista dalla Costituzione. Inoltre, il diritto del pensionato al rimborso delle somme ingiustamente trattenute si estingue nel termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non in quello breve di cinque anni. La Cassa previdenziale deve quindi restituire tutte le somme trattenute negli ultimi dieci anni con gli interessi legali.
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Contributo di solidarietà: la Cassa perde e restituisce i soldi
La Cassa previdenziale di categoria ha applicato trattenute economiche sul trattamento pensionistico di un professionista a titolo di contributo di solidarietà. Il pensionato ha contestato la legittimità di tali prelievi, chiedendo la restituzione integrale delle somme trattenute con gli interessi. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità delle trattenute deliberate autonomamente dall'ente previdenziale privatizzato. L'imposizione di prestazioni patrimoniali spetta esclusivamente alla legge statale ex art. 23 Cost. e non all'autonomia regolamentare della Cassa. I giudici hanno inoltre stabilito che il diritto alla restituzione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e che gli interessi legali decorrono dalle singole date dei prelievi illegittimi.
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Contributo di solidarietà sulla pensione: prelievo illegittimo
La Cassa di previdenza ha applicato un contributo di solidarietà sulla pensione erogata a un professionista a riposo tra il 2009 e il 2013. L'ente previdenziale giustificava il prelievo con l'esigenza di garantire l'equilibrio finanziario del proprio bilancio. Il pensionato ha agito in giudizio contestando la legittimità della trattenuta e chiedendone la restituzione integrale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo forzoso. Gli enti previdenziali privatizzati non possiedono il potere di imporre unilateralmente prestazioni patrimoniali sui trattamenti pensionistici già liquidati. Solo la legge dello Stato può introdurre simili sacrifici economici. La Corte ha quindi condannato la Cassa a rimborsare al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, maggiorate degli interessi legali maturati a partire dalla data di ciascun singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: stop ai tagli delle casse
Una cassa previdenziale privata ha applicato una decurtazione economica sui trattamenti pensionistici già liquidati a un professionista a riposo. L'ente ha motivato il prelievo con la necessità di garantire l'equilibrio di bilancio a lungo termine. Il pensionato ha contestato l'imposizione forzata davanti ai giudici. La Corte di Cassazione ha dichiarato del tutto illegittimo il contributo di solidarietà sulle pensioni introdotto con regolamento interno. I giudici supremi hanno chiarito che gli enti privatizzati non possono ridurre unilateralmente le prestazioni già consolidate. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta riservata esclusivamente al legislatore statale e viola l'affidamento del cittadino. La cassa previdenziale ha perso il ricorso ed è stata condannata al pagamento delle spese di lite.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: vince il professionista
Un professionista in pensione ha contestato i tagli economici applicati al proprio assegno di quiescenza da parte della Cassa di previdenza di categoria. L'ente previdenziale privato aveva deliberato autonomamente una decurtazione biennale per riequilibrare i propri bilanci interni. I giudici hanno dichiarato totalmente illegittimo il prelievo. La Corte di Cassazione ha confermato che il contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate non può essere istituito con semplice regolamento interno. Tale trattenuta costituisce una prestazione patrimoniale imposta che solo la legge dello Stato può introdurre. La Cassa professionale ha subito il definitivo rigetto del ricorso e deve restituire integralmente tutte le somme trattenute al pensionato, maggiorate dei relativi interessi legali.
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Contributo di solidarietà: la cassa perde e restituisce i tagli
Un ente di previdenza privato applica una trattenuta mensile sulla pensione di un professionista a titolo di contributo di solidarietà per risanare il bilancio. Il pensionato contesta il prelievo ritenendolo arbitrario e chiede la restituzione delle somme sottratte. I giudici di merito dichiarano illegittima la trattenuta e condannano la cassa alla restituzione con interessi. La Suprema Corte di Cassazione conferma la decisione: le casse professionali autonome non possono imporre unilateralmente un contributo di solidarietà sui trattamenti già liquidati. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta che solo il legislatore statale ha il potere di introdurre. L'ente deve rimborsare integralmente gli importi indebitamente trattenuti.
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Pensioni: Illegittimo il contributo di solidarietà della Cassa
Un ente previdenziale privatizzato ha applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni riducendo l'assegno mensile di un professionista a riposo. Il pensionato ha contestato il prelievo forzoso chiedendo la restituzione integrale delle somme trattenute con i relativi interessi. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che le Casse professionali non possiedono il potere di imporre prestazioni patrimoniali senza una specifica legge statale. Il trattamento pensionistico già calcolato resta intangibile rispetto a contributi interni volti all'equilibrio di bilancio. Inoltre, la Corte ha chiarito che il diritto a recuperare i ratei pensionistici non liquidati si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in cinque, respingendo definitivamente il ricorso dell'ente.
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Cassa previdenziale e contributo di solidarietà: taglio bocciato
La controversia nasce dall'applicazione di un contributo di solidarietà operato da un Ente previdenziale di categoria sulla pensione di vecchiaia di un Professionista per le annualità dal 2010 al 2015. Il Professionista ha agito in giudizio contestando la legittimità della decurtazione e ottenendo nei gradi di merito la condanna dell'Ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute. L'Ente ha proposto ricorso per cassazione difendendo il proprio potere di salvaguardare l'equilibrio di bilancio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente, confermando l'illegittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che le Casse autonome non possono istituire prelievi forzosi sui trattamenti già liquidati, poiché tale misura rientra tra le prestazioni patrimoniali riservate esclusivamente al legislatore statale.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli sulla pensione
Un ente previdenziale privatizzato ha applicato un prelievo forzoso mensile sulla pensione di un professionista a titolo di contributo di solidarietà per garantire l'equilibrio dei propri bilanci. Il pensionato ha impugnato la decurtazione davanti ai giudici di merito, ottenendo la dichiarazione di illegittimità del prelievo e la restituzione delle somme trattenute con gli interessi. L'ente previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la piena legittimità della propria delibera interna. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che le casse professionali non possiedono il potere di imporre prelievi straordinari sulle pensioni già liquidate. Tale imposizione viola la riserva di legge prevista dalla Costituzione, la quale riserva unicamente al Parlamento la facoltà di introdurre nuove prestazioni patrimoniali obbligatorie.
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Contributo di solidarietà della Cassa: prelievo nullo e rimborsi
Un Ente di previdenza privatizzato ha applicato trattenute a titolo di contributo di solidarietà sul trattamento economico di un professionista in pensione. Il Pensionato ha impugnato tali prelievi contestandone la legittimità e chiedendo la restituzione delle somme. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, ribadendo che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie senza una specifica previsione legislativa. Inoltre, la Corte ha stabilito che l'azione del pensionato per il rimborso delle somme indebitamente trattenute è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve quinquennale, respingendo integralmente le difese dell'Ente previdenziale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il taglio alla pensione
Un professionista in pensione ha contestato i tagli applicati per dieci anni sul proprio trattamento pensionistico da parte del proprio ente previdenziale privatizzato. L'ente ha imposto un prelievo forzoso per garantire il proprio equilibrio finanziario. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tali trattenute: le casse previdenziali autonome non hanno il potere di istituire un contributo di solidarietà sui trattamenti già liquidati, poiché solo la legge statale può imporre prelievi patrimoniali. I giudici hanno inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente prelevate è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella quinquennale. Di conseguenza, l'ente previdenziale deve restituire l'intero importo trattenuto, oltre agli interessi legali maturati da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: le Casse devono pagare
Un Ente previdenziale privatizzato ha operato trattenute mensili sull'assegno di un Pensionato applicando un contributo di solidarietà deliberato internamente per esigenze di bilancio. Il Pensionato ha citato in giudizio l'Ente per ottenere il rimborso integrale delle somme sottratte illegittimamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente previdenziale confermando l'illegittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che le casse privatizzate non possiedono il potere di imporre prelievi patrimoniali straordinari sui trattamenti già liquidati, poiché tale prerogativa spetta unicamente alla legge statale. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve quinquennale. L'Ente previdenziale deve quindi restituire tutte le trattenute indebite e pagare le spese processuali.
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Contributo di solidarietà sulla pensione: prelievo illegittimo
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la propria Cassa di previdenza privatizzata per ottenere la restituzione delle somme trattenute a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione. La Cassa previdenziale sosteneva la piena legittimità del prelievo per garantire l'equilibrio dei conti interni ed eccepiva la prescrizione breve di cinque anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che le casse privatizzate non hanno il potere di decurtare trattamenti pensionistici già liquidati senza una legge statale autorizzativa. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che il credito per la restituzione di tali trattenute illegittime non costituisce una semplice riliquidazione dell'assegno, ma un rimborso per prelievo indebito. Di conseguenza, il diritto al recupero si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello breve di cinque.
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