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D.Lgs. 368/2001

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486 provvedimenti

Ius postulandi funzionario: difesa inammissibile
Un lavoratore detenuto ha richiesto l'adeguamento della sua retribuzione. In primo grado, la sua domanda è stata accolta. In appello, la decisione è stata parzialmente riformata accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata dal Ministero della Giustizia, costituitosi tramite un proprio funzionario. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del lavoratore, ha stabilito che un funzionario pubblico non ha lo ius postulandi nelle controversie relative al lavoro carcerario, poiché questo non rientra nel pubblico impiego. Di conseguenza, la costituzione del Ministero e l'eccezione di prescrizione sono state dichiarate inammissibili, ripristinando la condanna integrale del primo grado.
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Contratti a termine stagionali: limiti e tutele
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26199/2024, ha chiarito i limiti all'utilizzo dei contratti a termine stagionali da parte di un ente pubblico agricolo. La Corte ha stabilito che la nozione di "stagionalità" deve essere interpretata in modo rigoroso, escludendo le attività che rispondono a esigenze operative permanenti. È stato ribadito che l'onere di provare la natura esclusivamente stagionale delle mansioni svolte dal lavoratore grava sul datore di lavoro. La sentenza di appello, che aveva dato ragione all'ente, è stata cassata con rinvio.
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Contratti stagionali: limiti per gli enti pubblici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26197/2024, ha stabilito principi fondamentali sui contratti stagionali nel settore pubblico. Un lavoratore agricolo aveva citato in giudizio un Ente di Sviluppo Agricolo per l'abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato. La Corte ha chiarito che un ente pubblico non economico non può essere equiparato a un imprenditore agricolo privato. Di conseguenza, le deroghe previste per i contratti stagionali nel settore agricolo non si applicano automaticamente. La Corte ha sottolineato che la natura genuinamente stagionale dell'attività deve essere provata rigorosamente dal datore di lavoro e non può includere mansioni continuative come la manutenzione. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio.
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Contratti stagionali: limiti all’abuso e oneri prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26196/2024, ha stabilito principi chiave sui contratti stagionali nel settore agricolo. Un ente pubblico non è un imprenditore agricolo e non può beneficiare delle deroghe previste per tale settore. La nozione di 'stagionalità' va interpretata in modo restrittivo e spetta al datore di lavoro provare che le mansioni del lavoratore erano esclusivamente legate a esigenze temporanee e non a necessità permanenti dell'azienda. La reiterazione di contratti per mansioni non strettamente stagionali è considerata abusiva.
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Contratti a termine: la Cassazione rinvia in udienza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la successione di contratti a termine. La Corte d'Appello aveva convertito il rapporto in un lavoro a tempo indeterminato. A causa della complessità e della rilevanza delle questionioni sollevate, la Cassazione ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una valutazione approfondita, senza decidere nel merito. La richiesta di rinvio per trattative di conciliazione è stata respinta.
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Assunzione enti pubblici: no conversione senza concorso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava la conversione di contratti a termine in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per una dipendente di un ente pubblico economico. La sentenza ribadisce che l'obbligo di assunzione tramite concorso pubblico si applica anche a tali enti, qualora siano sottoposti a controllo, tutela o vigilanza da parte della pubblica amministrazione regionale, impedendo la stabilizzazione automatica del personale precario.
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Mobilità volontaria: no alla qualifica dirigenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la mobilità volontaria nel pubblico impiego non consente di ottenere un inquadramento in una qualifica superiore, come quella dirigenziale, se il dipendente non ha precedentemente superato un apposito concorso pubblico. Il caso riguardava un funzionario trasferitosi da un'amministrazione provinciale a un'agenzia regionale, che rivendicava la qualifica di dirigente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mobilità comporta una cessione del contratto e non una progressione di carriera, la quale è subordinata al principio costituzionale del concorso pubblico.
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Contratto a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un ente pubblico agricolo ha reiterato l'assunzione di un lavoratore con contratti a tempo determinato per mansioni di manutenzione. La Cassazione ha stabilito che un contratto a termine agricoltura può superare i limiti di durata solo per attività strettamente stagionali. La manutenzione di macchinari, essendo un'esigenza annuale, non rientra in questa categoria, rendendo illegittima la successione di contratti. L'onere di dimostrare la stagionalità spetta al datore di lavoro. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto a termine in agricoltura: i limiti per gli enti
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del contratto a termine in agricoltura per gli enti pubblici non economici, i quali non possono essere considerati imprenditori agricoli. La sentenza stabilisce che la deroga basata sulla stagionalità deve essere interpretata in modo restrittivo, escludendo mansioni continuative come la manutenzione. Viene ribaltata la decisione d'appello, affermando che l'abuso nella reiterazione di tali contratti, anche in questo settore, va sanzionato.
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Contratto a termine agricolo: no deroga senza stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25393/2024, ha stabilito principi fondamentali riguardo al contratto a termine agricolo. Un lavoratore aveva contestato la reiterazione di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico di sviluppo agricolo. La Corte ha chiarito che le deroghe alla normativa generale sui contratti a termine, previste per il settore agricolo, si applicano solo in presenza di attività genuinamente stagionali. Ha inoltre precisato che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo, e che l'onere di dimostrare la natura stagionale delle mansioni ricade interamente sul datore di lavoro.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24983/2024, ha stabilito che un ente pubblico non può essere considerato un imprenditore agricolo e, pertanto, non può abusare dei contratti a termine agricoli. La Corte ha chiarito che la deroga per stagionalità si applica solo a lavori strettamente stagionali, escludendo mansioni continuative come la manutenzione. L'onere di provare la natura stagionale del rapporto spetta sempre al datore di lavoro. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Lavoro agricolo: limiti ai contratti a termine per enti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24980/2024, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe previste per i contratti a termine nel lavoro agricolo, che si applicano solo in caso di attività strettamente stagionali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'ente, sottolineando che l'onere di provare la natura stagionale delle mansioni ricade sul datore di lavoro.
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Risarcimento danno precarizzazione: no se c’è assunzione
Un gruppo di lavoratori del settore pubblico, dopo aver subito la revoca della stabilizzazione e essere stati successivamente assunti a tempo indeterminato, ha richiesto un indennizzo. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al risarcimento danno precarizzazione, stabilendo che l'assunzione definitiva, se non specificamente contestata, costituisce una misura satisfattiva che sana l'abuso pregresso dei contratti a termine, precludendo ulteriori richieste economiche.
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Contratti a termine agricoltura: stop agli abusi
Un lavoratore agricolo ha contestato la reiterazione di contratti a termine da parte di un Ente Pubblico, chiedendo il risarcimento per l'abuso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'Appello, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe più ampie previste per il settore. La sentenza chiarisce che la deroga legata alla stagionalità nei contratti a termine in agricoltura si applica solo a mansioni strettamente e provatamente stagionali, ponendo fine a interpretazioni estensive che giustificavano abusi.
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Lavoro occasionale: quando non c’è obbligo di comunicazione
Un'azienda turistica, sanzionata per non aver comunicato l'assunzione di lavoratori con contratto di lavoro occasionale, si è vista dare ragione dalla Cassazione. La Corte ha stabilito che, a differenza di quanto erroneamente sostenuto dai giudici d'appello, il lavoro occasionale genuino non rientra tra le tipologie contrattuali soggette all'obbligo di comunicazione preventiva. È quindi fondamentale, prima di applicare sanzioni, accertare la reale natura del rapporto di lavoro.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20383/2024, ha accolto il ricorso di un lavoratore contro un ente pubblico agricolo, stabilendo principi chiari sui contratti a termine nel settore. La Corte ha precisato che un ente pubblico non economico non è un imprenditore agricolo e che la deroga ai limiti di durata dei contratti a termine è applicabile solo per attività genuinamente stagionali, il cui onere della prova spetta al datore di lavoro. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza d'appello che giustificava la reiterazione dei contratti sulla base della generica natura agricola dell'attività.
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Diritto di precedenza: quando esercitarlo? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19348/2024, ha stabilito che il diritto di precedenza per l'assunzione a tempo indeterminato, maturato da un lavoratore con contratti a termine, può essere esercitato non solo dopo la cessazione del rapporto, ma anche durante la vigenza di un successivo contratto a termine. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto tardiva la manifestazione di volontà della lavoratrice, chiarendo che la legge fissa un termine finale (ad quem) per l'esercizio del diritto, ma non un termine iniziale (a quo). Pertanto, una volta maturato il requisito dei sei mesi di lavoro, il lavoratore può far valere la precedenza.
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Danno comunitario: risarcimento anche per contratti nulli
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore del settore pubblico ha diritto al risarcimento del danno comunitario per l'abusiva reiterazione di contratti a termine, anche se tali contratti sono nulli per mancanza di forma scritta. La nullità formale, imputabile alla Pubblica Amministrazione, non può vanificare la tutela sostanziale prevista dal diritto europeo contro il lavoro precario.
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Danno comunitario: tutela anche senza contratto scritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18935/2024, ha stabilito un principio fondamentale a tutela dei lavoratori precari della Pubblica Amministrazione. Anche in assenza di un contratto scritto, e quindi in presenza di un rapporto formalmente nullo, il lavoratore ha diritto al risarcimento del cosiddetto 'danno comunitario' se subisce una reiterazione abusiva di contratti a termine. La Corte ha chiarito che la nullità formale, imputabile alla P.A., non può vanificare la tutela sostanziale imposta dal diritto dell'Unione Europea contro l'abuso dei contratti precari.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti alla deroga
Un lavoratore ha contestato l'abuso di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico agricolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente, non essendo un imprenditore agricolo, non può beneficiare delle ampie deroghe previste dal settore. La Corte ha precisato che l'eccezione alla durata massima per i contratti a termine agricoltura è valida solo per attività comprovatamente stagionali, un principio che il giudice di merito non aveva applicato. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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