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D.Lgs. 297/1994

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264 provvedimenti

Punteggio servizio civile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17861/2025, ha stabilito la legittimità della differente valutazione del punteggio servizio civile nelle graduatorie del personale scolastico (ATA). Viene confermato che il servizio civile svolto non in costanza di rapporto di lavoro riceve un punteggio inferiore (0,60 punti per anno) rispetto a quello prestato durante un rapporto di lavoro preesistente (6 punti per anno). La Corte ha ritenuto ragionevole questa distinzione, poiché mira a non penalizzare chi è costretto a sospendere il proprio lavoro per adempiere a un dovere civico, equiparandolo al servizio effettivamente reso, mentre valuta correttamente il servizio autonomo come una generica prestazione presso un ente pubblico.
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Dispensa dal servizio: rinuncia e spese compensate
Una docente di scuola primaria, a seguito della dispensa dal servizio per esito negativo del periodo di prova, ha impugnato il provvedimento. Dopo la conferma della decisione nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per rinuncia, compensando integralmente le spese di lite tra le parti in ragione della complessità delle questioni trattate.
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Passaggio di cattedra non è nuova assunzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una docente che chiedeva l'assunzione retroattiva, sostenendo un'errata assegnazione dei posti. La Corte ha stabilito che il passaggio di cattedra, utilizzato per uno dei posti vacanti, è un'operazione di mobilità interna del personale già di ruolo e non una nuova assunzione. Pertanto, precede le immissioni in ruolo e non dà diritto a compensazioni per le graduatorie esterne.
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Anzianità di servizio: la Cassazione sul blocco 2013
Una docente ha richiesto la corretta ricostruzione di carriera includendo il servizio prestato all'estero. Le corti di merito avevano applicato il blocco stipendiale per gli anni 2010-2013, riducendo l'anzianità riconosciuta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il blocco sull'anzianità di servizio per l'anno 2013 ha solo effetti economici e non giuridici. Gli anni 2011 e 2012 erano già stati recuperati tramite contrattazione collettiva. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Restituzione ruolo docente: la Cassazione decide
Una docente, dopo il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria, ha affrontato un periodo di prova con esito negativo. Il dirigente scolastico ha disposto la sua restituzione al ruolo di provenienza. La docente ha impugnato il provvedimento, ma sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. L'ordinanza chiarisce che il passaggio di ruolo tra diversi ordini di scuola richiede un nuovo periodo di prova e che il dirigente scolastico è competente a emettere il provvedimento di restituzione, escludendo violazioni procedurali e del diritto di difesa.
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Decadenza dalla nomina: cosa succede se non si inizia
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza dalla nomina di un docente che non aveva preso servizio entro i termini stabiliti a causa di un impegno formativo all'estero. La Corte ha stabilito che un impegno preesistente non costituisce un 'giustificato motivo' sufficiente a ottenere un rinvio e che l'aspettativa non può essere richiesta prima dell'effettiva instaurazione del rapporto di lavoro. Viene ribadita la natura privatistica della gestione del rapporto di impiego pubblico dopo la sua costituzione e la rigidità delle scadenze per l'assunzione in servizio, poste a tutela dell'efficienza amministrativa.
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Ricostruzione carriera: prova onere del docente
Una docente, dopo anni di contratti a termine e successiva assunzione a tempo indeterminato, ha fatto ricorso per ottenere la piena ricostruzione della carriera, lamentando una discriminazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il punto centrale della decisione è la mancanza di allegazioni e prove specifiche da parte della ricorrente riguardo al presunto trattamento discriminatorio nella ricostruzione carriera. La docente non ha dimostrato in modo concreto come il calcolo della sua anzianità di servizio fosse pregiudizievole rispetto a quello di un collega assunto a tempo indeterminato fin dall'inizio.
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Riabilitazione dipendente pubblico: non per destituzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20225/2025, ha stabilito un importante principio in materia di sanzioni disciplinari nel pubblico impiego. Il caso riguardava una docente destituita dal servizio che aveva richiesto la riabilitazione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la riabilitazione del dipendente pubblico è un istituto applicabile solo alle sanzioni conservative (es. sospensione) e non alla destituzione, che comporta la cessazione definitiva del rapporto di lavoro. La decisione si basa sull'impossibilità di valutare la condotta 'in servizio' di un soggetto non più dipendente.
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Riconoscimento anzianità docente: la Cassazione decide
Una docente con contratti a tempo determinato ha agito in giudizio per ottenere la retribuzione per i mesi estivi e il riconoscimento dell'anzianità di servizio. La Corte di Cassazione, con ordinanza 20210/2025, ha respinto il ricorso. È stato chiarito che per il riconoscimento anzianità docente pre-ruolo, per i primi quattro anni, non c'è interesse ad agire in quanto già previsto dalla legge. Inoltre, la richiesta di retribuzione estiva è stata negata per mancata prova che l'incarico fosse su un posto vacante per l'intero anno (organico di diritto).
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Sanzione disciplinare docente: chi è competente?
Un docente ha impugnato una sanzione disciplinare di sospensione di due giorni irrogata dal dirigente scolastico, sostenendone l'incompetenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per una sanzione disciplinare docente, la competenza a procedere non si valuta sulla base della sanzione concretamente inflitta, ma sulla base della sanzione massima prevista dalla legge per quella tipologia di infrazione. Poiché per i docenti la sospensione può arrivare fino a un mese, la competenza spetta all'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) e non al dirigente scolastico.
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Stipendio personale estero: no alla trattenuta IIS
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando l'illegittimità della trattenuta dell'Indennità Integrativa Speciale (IIS) sullo stipendio del personale estero. La decisione si fonda sull'evoluzione dei contratti collettivi: la norma che permetteva la trattenuta, presente nel CCNL del 2003, non è stata rinnovata in quelli successivi. Pertanto, lo stipendio personale estero non può subire riduzioni non esplicitamente previste dalla contrattazione vigente.
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Contrattazione integrativa: i limiti del ricorso
Una docente impugna il diniego di trasferimento basato sulla presunta errata applicazione della contrattazione integrativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può interpretare direttamente la contrattazione integrativa, a meno che non si lamenti un contrasto con norme di legge imperative o con la contrattazione nazionale.
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Assegno di sede docenti: sì alla parità di trattamento
Una docente precaria all'estero chiedeva lo stesso assegno di sede dei colleghi di ruolo. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non esistono ragioni oggettive per una disparità di trattamento economico e che l'indennità spetta in egual misura, cassando la decisione della Corte d'Appello.
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Retribuzione dirigente scolastico estero: la Cassazione
Un dirigente scolastico che lavorava all'estero ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione per ottenere il pagamento della parte variabile della sua retribuzione di posizione. Mentre la Corte d'Appello aveva dato ragione al dirigente, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) all'epoca dei fatti escludeva legittimamente tale componente variabile per il personale in servizio all'estero, in virtù di una specifica previsione normativa. Questa sentenza definisce l'ambito della retribuzione del dirigente scolastico estero sotto il precedente regime contrattuale.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un docente impugna in Cassazione una sanzione disciplinare per attività professionale non autorizzata. Successivamente, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, pur rilevando la mancanza di notifica formale della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite.
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Contratto collettivo integrativo: Cassazione inammissibile
L'appello di una docente riguardante la mobilità per l'anno scolastico 2016/2017 è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che non può reinterpretare direttamente un contratto collettivo integrativo. Un ricorso di questo tipo è valido solo se denuncia la violazione di specifiche norme sull'interpretazione dei contratti o un conflitto con leggi di rango superiore, cosa che non è avvenuta nel caso di specie. La decisione dei giudici di merito è stata quindi confermata.
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Mobilità docenti: preferenze battono punteggio secondo la Cassazione
Una docente, assunta da GAE, aveva ottenuto ragione in appello lamentando un trattamento deteriore nella procedura di mobilità docenti 2016/2017 rispetto a colleghi con meno punti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Ministero. Ha stabilito che, per quella specifica procedura, l'assegnazione delle sedi non si basava su una graduatoria unica di punteggio, ma sull'ordine delle preferenze espresse dai candidati all'interno di fasi distinte, legittimando la procedura differenziata prevista dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.
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Titolo di specializzazione: durata biennale requisito
Un'insegnante si è vista negare la validità del suo titolo di specializzazione per il sostegno poiché non conseguito al termine di un corso di durata biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due punti fondamentali: primo, la parte rimasta contumace in primo grado può contestare in appello i fatti costitutivi della domanda; secondo, il requisito della durata biennale del corso, previsto dalla legge, è inderogabile e non può essere soddisfatto sommando le ore di diversi percorsi formativi.
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Carta Docente Precari: Il Diritto è Confermato
Il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente Precari a due insegnanti con contratto a tempo determinato, condannando il Ministero per trattamento discriminatorio. La sentenza stabilisce che il beneficio di €500 annui per la formazione spetta a tutti i docenti, non solo a quelli di ruolo, in linea con la giurisprudenza europea e nazionale. Nessuna prescrizione è maturata.
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Progressione economica supplenti: sì alla parità
Con la sentenza n. 7658/2019, la Cass. Civ., Sez. Lavoro, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione. Il caso riguardava il diritto alla progressione economica supplenti, negata a un'assistente amministrativa con contratti a termine. La Corte ha preso atto della rinuncia del Ministero, basata sull'ormai consolidato orientamento che vieta la discriminazione retributiva tra personale di ruolo e precario, in linea con la direttiva UE 1999/70/CE.
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