Una società fallisce e una dipendente chiede l'ammissione del suo TFR, in parte maturato presso un precedente datore di lavoro. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31976/2023, stabilisce che una ricognizione di debito contenuta in documenti come il CUD, aventi data certa, è opponibile al fallimento anche se l'originario patto di accollo del debito non lo è. Tuttavia, la Corte rinvia il caso al giudice di merito per non aver valutato l'eccezione di inefficacia dell'accollo quale atto a titolo gratuito, potenzialmente lesivo per i creditori.
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