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D.Lgs. 267/2000 — Anno 2026

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57 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 267/2000

Incarico professionale P.A.: quando la delibera salva il compenso
Un professionista ha agito contro un Comune per ottenere il saldo dei compensi relativi alla redazione di un piano urbanistico. L'ente pubblico ha eccepito la nullità dell'incarico professionale P.A. per difetto di forma scritta, chiedendo la restituzione di quanto già versato. Sebbene i tribunali di merito avessero dichiarato nullo il rapporto per mancanza di un unico documento firmato contestualmente, la Cassazione ha ribaltato parzialmente la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che la forma scritta è rispettata se una delibera, firmata dal Sindaco, recepisce un disciplinare già sottoscritto dal professionista. Tuttavia, ha confermato che l'azione di arricchimento senza causa contro il Comune è inammissibile se il professionista può agire direttamente contro i funzionari che hanno autorizzato la prestazione senza un contratto valido.
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Riduzione compensi amministratori: quando è valida
Un amministratore di una società partecipata ha impugnato la riduzione compensi amministratori stabilita in base a normative regionali e nazionali per il contenimento della spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché l'interessato aveva partecipato alla delibera di riduzione senza impugnarla nei termini triennali previsti dal codice civile. Tale condotta è stata interpretata come una ratifica della volontà assembleare. Poiché la decisione si fonda su più ragioni autonome, la mancata contestazione efficace di una di esse rende irrilevanti le altre doglianze, incluse quelle di legittimità costituzionale.
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Onorari professionali: regole per i compensi legali
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un avvocato volta a ottenere onorari professionali superiori a quelli pattuiti con un ente comunale. Il legale aveva scelto di agire tramite decreto ingiuntivo, accettando implicitamente le regole del rito ordinario in caso di opposizione. La sentenza chiarisce che il contratto di patrocinio con la Pubblica Amministrazione si perfeziona validamente con il rilascio della procura alle liti, soddisfacendo il requisito della forma scritta. Inoltre, la Corte ha ribadito la validità della notifica dell'opposizione basata sul principio della scissione soggettiva, rigettando le contestazioni sulla tardività del deposito.
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Contratti Pubblica Amministrazione: obbligo forma scritta
Una società di rimozione veicoli ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento delle spese di custodia di mezzi abbandonati su strade pubbliche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente locale, ribadendo che i Contratti Pubblica Amministrazione richiedono necessariamente la forma scritta a pena di nullità. L'assenza di un contratto formale e di un preventivo impegno di spesa impedisce il sorgere di un'obbligazione valida in capo all'amministrazione, rendendo irrilevanti gli accordi informali o i verbali di affidamento sottoscritti dal personale di polizia.
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Dissesto finanziario: stop al blocco dei crediti.
Una società ha impugnato l'ordinanza di estinzione di una procedura esecutiva avviata contro un ente locale in stato di dissesto finanziario. La Corte di Cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale riguardante le norme che bloccano le azioni esecutive e la maturazione degli interessi per un tempo indeterminato. Secondo i giudici, l'assenza di un termine finale certo per la procedura di risanamento viola il diritto di difesa e la tutela della proprietà previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, configurando un sostanziale esproprio del credito.
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Avviso di accertamento IMU: validità e motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune, rigettando il ricorso di una contribuente. La ricorrente lamentava una motivazione apparente della sentenza di appello e la mancata allegazione delle delibere comunali all'atto impositivo. Gli Ermellini hanno chiarito che l'avviso di accertamento IMU è validamente motivato se contiene i dati catastali, il valore imponibile e l'aliquota, permettendo l'esercizio del diritto di difesa. Inoltre, non sussiste l'obbligo di allegare atti pubblici già soggetti a pubblicità legale, come le delibere di giunta. Il ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato, con conseguente condanna della parte alle spese e a sanzioni pecuniarie.
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Valutazione performance: il ruolo dell’OIV è centrale
Un Segretario Comunale ha impugnato il provvedimento di valutazione performance relativo agli anni 2018-2019, ritenendo il giudizio del Sindaco arbitrario e privo di basi tecniche. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione performance non può basarsi esclusivamente sulla discrezionalità politica del Sindaco, ma deve necessariamente integrare le verifiche tecniche dell'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV). L'omissione del confronto con i dati dell'OIV rende il provvedimento illegittimo per violazione dei principi di correttezza e imparzialità amministrativa.
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Ammortamento: regole per beni di terzi
Una società di gestione del servizio idrico ha contestato tre avvisi di accertamento relativi al disconoscimento della deducibilità di quote di ammortamento. La controversia riguardava spese per manutenzioni straordinarie su beni di terzi, ammortizzate in cinque anni. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'ammortamento dovesse coincidere con la durata residua della concessione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che l'ammortamento deve essere parametrato al periodo minore tra l'utilità futura delle spese e la durata della concessione, rifiutando l'applicazione automatica della scadenza contrattuale come unico criterio.
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Poteri commissario ad acta e compensi professionali
La Corte di Cassazione analizza i poteri commissario ad acta in merito al pagamento di compensi professionali richiesti da due ingegneri. Il caso nasce da una commissione di monitoraggio istituita durante un contenzioso amministrativo. La Corte ha rimesso la causa in pubblica udienza per approfondire i limiti dell'attività del commissario e l'interferenza con la giurisprudenza amministrativa.
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Incandidabilità per infiltrazioni mafiose: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di incandidabilità per infiltrazioni mafiose a carico di un ex sindaco e di un ex assessore. La decisione si fonda sulla cattiva gestione della cosa pubblica, manifestatasi attraverso contatti con esponenti della criminalità locale e l'omessa esecuzione di ordinanze di demolizione di immobili abusivi riconducibili a clan mafiosi. La Corte ha ribadito che per la misura interdittiva non occorre una condanna penale, essendo sufficiente una condotta inefficiente o opaca che agevoli le consorterie.
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Incandidabilità ex Sindaco: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'incandidabilità di un ex primo cittadino a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. La decisione chiarisce che l'Incandidabilità ex Sindaco può derivare da una condotta omissiva o da una cattiva gestione della cosa pubblica che abbia favorito la criminalità, senza necessità di una responsabilità penale diretta dell'amministratore.
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Incarichi dirigenziali a termine e durata minima
La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli incarichi dirigenziali a termine conferiti a soggetti esterni non vige l'obbligo della durata minima di tre anni. Tuttavia, se l'amministrazione fissa contrattualmente tale durata, non può recedere anticipatamente invocando il mutamento degli organi politici. La decisione conferma che lo spoils system non è applicabile a figure tecniche non apicali.
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Durata incarichi dirigenziali esterni: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce che la durata incarichi dirigenziali esterni, conferiti a soggetti non appartenenti ai ruoli della Pubblica Amministrazione, non è soggetta al limite minimo triennale. La decisione sottolinea che il termine minimo previsto dal d.lgs. 165/2001 si applica solo ai dirigenti di ruolo, mentre per gli esterni prevale la natura temporanea dell'incarico.
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Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un professionista accusato di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio. Il caso riguarda l'affidamento di incarichi di progettazione e appalti pubblici in cambio di tangenti. La Corte ha stabilito che l'ingerenza della politica nella gestione tecnica comunale costituisce un atto illecito, indipendentemente dalla regolarità formale delle procedure.
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Notifica telematica tributaria: validità e PEC
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una notifica telematica tributaria effettuata tramite PEC, nonostante l'errata indicazione della norma di riferimento nella relata. Il provvedimento chiarisce inoltre che le delibere comunali non devono essere allegate agli avvisi di accertamento IMU e TASI, essendo soggette a pubblicità legale. Infine, la Corte ha ribadito l'onere per la parte vittoriosa in primo grado di riproporre le eccezioni assorbite in sede di appello, pena l'inammissibilità in sede di legittimità.
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Dichiarazione mendace: contratto nullo senza preavviso
Un dirigente di polizia municipale viene assunto dopo un concorso, ma si scopre una sua dichiarazione mendace su un requisito essenziale. La Cassazione conferma la nullità del contratto ab initio, stabilendo che la decadenza è automatica e non richiede un procedimento disciplinare, a causa del vizio genetico che inficia l'assunzione.
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Scorrimento graduatorie: si applica la riserva posti?
La Cassazione stabilisce che in caso di scorrimento graduatorie concorsuali, l'amministrazione deve rispettare le quote di riserva posti previste dalla legge al momento della decisione di assumere, ribaltando una decisione di merito che aveva escluso tale obbligo.
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