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D.Lgs. 231/2002

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504 provvedimenti

Eccezione di inadempimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di appalto, analizzando i limiti dell'eccezione di inadempimento sollevata da un'impresa edile a fronte di contestazioni per vizi dell'opera. La Corte ha rigettato i motivi relativi alla valutazione delle prove e all'inadempimento, ma ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia sulla richiesta di correzione di errori materiali, stabilendo l'obbligo per il giudice del rinvio di esaminare tale istanza.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un professionista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto per un'presunta omessa pronuncia su un motivo di ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non si trattava di un errore di fatto revocatorio, bensì di un errore di giudizio. La Corte aveva infatti esaminato il motivo, giudicandolo irrilevante ai fini della decisione, compiendo così una valutazione di merito e non una svista percettiva.
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Spendita del nome: quando il contratto vincola l’azienda
Una ditta di arredamento si vede negare il pagamento da una società cliente poiché il contratto era stato firmato dal legale rappresentante a titolo personale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che in assenza di obblighi di forma, la spendita del nome può essere desunta dal comportamento complessivo delle parti, come i pagamenti effettuati dalla società e la destinazione dei beni alla sua sede, vincolando così l'azienda al contratto.
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Qualificazione giuridica: contratto di vendita o no?
Un professionista contestava un debito per forniture editoriali, sostenendo la prescrizione breve di 5 anni tipica degli abbonamenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la qualificazione giuridica del contratto come vendita. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria di 10 anni, poiché il pagamento rateizzato è solo una modalità di adempimento di un'obbligazione unitaria e non configura un contratto di durata.
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Opposizione stato passivo: oneri di prova del creditore
Una professionista ricorre in Cassazione per il parziale accoglimento del suo credito in un fallimento. La Corte dichiara inammissibile il motivo relativo alla valutazione delle prove, per mancata specificità nell'indicazione dei documenti a sostegno della pretesa nell'atto di opposizione stato passivo. Accoglie, invece, il motivo sull'omessa pronuncia del Tribunale in merito agli interessi di mora, rinviando la causa per una nuova decisione su questo punto.
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Rinuncia risoluzione contratto: è possibile?
In un caso di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha esaminato la questione della rinuncia risoluzione contratto da parte del locatore dopo l'invio di una diffida ad adempiere rimasta inadempiuta. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva ritenuto valida tale rinuncia, evidenziando un contrasto giurisprudenziale e la necessità di una motivazione più approfondita sul tema, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Clausola earn-out: valida anche in caso di pandemia?
Una società acquirente ha contestato la richiesta di pagamento di una tranche di prezzo variabile, legata a una clausola earn-out, a seguito del mancato raggiungimento del fatturato previsto a causa della pandemia di Covid-19. La società venditrice sosteneva che il mancato raggiungimento fosse imputabile a una cattiva gestione dell'acquirente. Il Tribunale ha dato ragione all'acquirente, stabilendo che la pandemia ha configurato un'impossibilità sopravvenuta non imputabile, escludendo così l'obbligo di pagamento. La sentenza ha inoltre chiarito la validità generale delle clausole earn-out e risolto una disputa sui costi del personale tramite un accordo di cut-off.
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Efficacia retroattiva contratto PA: Cassazione chiarisce
Una struttura sanitaria privata aveva eseguito prestazioni per un'ASL prima della firma formale del contratto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16687/2025, ha stabilito che l'efficacia retroattiva del contratto con la Pubblica Amministrazione è pienamente legittima. La Corte ha chiarito che la necessità della forma scritta non impedisce alle parti di stabilire una data di decorrenza degli effetti antecedente alla stipula, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo l'accordo.
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Contratti retroattivi con la PA: via libera Cassazione
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per il mancato pagamento di prestazioni erogate tra il 2010 e il 2012. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo invalido il rapporto in assenza di un contratto scritto preventivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che i contratti retroattivi con la Pubblica Amministrazione sono ammissibili, soprattutto nel settore sanitario dove la definizione della spesa avviene spesso a consuntivo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Onorari avvocato PA: la Cassazione decide sul rito
Un avvocato ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento dei suoi onorari professionali relativi a un'attività difensiva svolta in un giudizio amministrativo. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale, stabilendo principi importanti in materia di onorari avvocato PA. La Corte ha chiarito che il rito speciale per la liquidazione delle parcelle si applica solo ai giudizi civili e non a quelli amministrativi. Inoltre, ha ribadito la necessità di un disconoscimento specifico, e non generico, delle copie fotostatiche prodotte in giudizio e ha confermato la validità del contratto di patrocinio con l'ente pubblico.
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Interessi moratori professionisti: sì da privati
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a una società privata, con l'aggiunta degli interessi maggiorati previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Corte d'Appello aveva negato tali interessi, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La sentenza stabilisce che le norme sugli interessi moratori professionisti si applicano a tutte le transazioni commerciali, anche quelle tra professionisti e imprese private, e non solo con enti pubblici. Inoltre, ha chiarito che il calcolo degli interessi parte dalla data della richiesta formale di pagamento, anche se antecedente all'azione legale.
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Qualificazione contratto di factoring: Cassazione annulla
In una complessa vicenda legale tra una società di factoring, il fallimento di una società fornitrice e un'azienda sanitaria, la Corte di Cassazione interviene per la seconda volta. L'oggetto del contendere è la corretta qualificazione del contratto di factoring. La Corte ha annullato la sentenza d'appello che, discostandosi dai principi di diritto precedentemente enunciati, aveva erroneamente classificato l'accordo come una garanzia atipica per un finanziamento, anziché condurre un'analisi completa della volontà delle parti. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di un'interpretazione rigorosa e sistematica del contratto, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Interessi art 1284: quando si applicano all’indebito
Una società cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della banca alla restituzione, stabilendo un principio fondamentale: i maggiori interessi previsti dall'art. 1284, quarto comma, c.c., si applicano anche alle obbligazioni di ripetizione di indebito, a partire dalla data della domanda giudiziale. La decisione chiarisce che la finalità della norma è disincentivare la resistenza in giudizio, a prescindere dalla fonte contrattuale o meno dell'obbligazione.
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Obbligazione ex lege e rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso complesso tra un Ente Locale e una società di gestione rifiuti. Il nodo centrale era il pagamento di servizi resi in assenza di una richiesta formale. La Corte ha stabilito che per i servizi essenziali di gestione rifiuti, l'obbligo di pagamento discende direttamente dalla legge (obbligazione ex lege), superando le clausole statutarie della società che prevedevano una richiesta esplicita. Ha quindi respinto il ricorso dell'Ente Locale che si rifiutava di pagare, ma anche quello della società che chiedeva il riconoscimento di utili e interessi commerciali, confermando che il rapporto non ha natura contrattuale.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che anche ai crediti professionali degli avvocati si applicano gli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002 per le transazioni commerciali. Il caso riguardava due legali che avevano citato in giudizio una società per il mancato pagamento delle loro parcelle. La Corte ha chiarito che il tasso di interesse superiore a quello legale è dovuto dalla data della messa in mora, anche se il credito non è ancora stato liquidato con precisione da un giudice, accogliendo così il ricorso dei professionisti e cassando la precedente sentenza che aveva riconosciuto solo gli interessi legali.
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Rimborso appalto pubblico: la Cassazione decide
Il caso analizza una disputa sul rimborso in un appalto pubblico per servizi di vigilanza in regime emergenziale. Una società, che aveva saldato i debiti verso i fornitori, ha richiesto il pagamento diretto alla Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione ha negato l'esistenza di un obbligo di pagamento diretto verso un soggetto non contraente, ma ha accolto il ricorso su un altro punto, chiarendo che una domanda di manleva, se formulata all'inizio, può essere quantificata in seguito senza essere considerata tardiva. La sentenza definisce i limiti del rimborso nell'appalto pubblico e la corretta individuazione dei soggetti contrattuali.
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Contratti pubblica amministrazione: la forma scritta
Una società fornitrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di interessi su forniture. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la nullità dei rapporti contrattuali a causa della mancanza della forma scritta. La sentenza ribadisce che per i contratti pubblica amministrazione, la forma scritta è un requisito essenziale per la validità, anche quando l'ente agisce privatamente.
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Fideiussione affitto d’azienda: quali limiti?
Una società cooperativa ha citato in giudizio l'affittuaria di un'azienda e il suo fideiussore per inadempimenti contrattuali, tra cui il mancato pagamento dei canoni e danni al complesso aziendale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha chiarito i limiti della **fideiussione affitto d'azienda**, stabilendo che la garanzia, se non diversamente specificato, copre le obbligazioni predeterminate come i canoni, ma non si estende automaticamente a eventi futuri e incerti come il risarcimento per danni ai beni aziendali. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso principale solo per la non corretta liquidazione delle spese legali d'appello, cassando la sentenza su quel punto e rideterminando gli importi.
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Eccezione di inadempimento: onere della prova
Una società committente si opponeva al pagamento per l'installazione di un'insegna, sollevando un'eccezione di inadempimento per ritardi e vizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che una volta che l'appaltatore prova di aver eseguito la prestazione, spetta al committente dimostrare la gravità dell'inadempimento. La Corte ha inoltre confermato che la ricezione dell'opera senza riserve può configurare un'accettazione tacita, anche in assenza di una verifica formale.
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Interessi moratori professionisti: quando si applicano?
Un professionista ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a una società cliente, maggiorati degli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Corte d'Appello aveva negato tali interessi speciali, ritenendoli applicabili solo nei confronti di enti pubblici. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che gli interessi moratori professionisti si applicano a tutte le transazioni commerciali, inclusi i rapporti tra professionisti e imprese private. Ha inoltre chiarito che gli interessi decorrono dalla richiesta di pagamento stragiudiziale (messa in mora) e non dalla data di avvio della causa.
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