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D.Lgs. 150/2011 — Anno 2024

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232 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 150/2011

Principio di corrispondenza: multa annullata
Un cittadino, multato da un Comune per il presunto abbattimento non autorizzato di due alberi, si è visto riqualificare l'illecito in mancata comunicazione di potatura. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la condanna per un fatto diverso da quello contestato viola il principio di corrispondenza e lede il diritto di difesa del sanzionato.
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Compenso avvocati: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla liquidazione del compenso avvocati, stabilendo due principi fondamentali. Primo, l'acconto versato dal cliente e ammesso dai legali deve essere sempre scomputato dal totale, in base al principio di non contestazione. Secondo, in caso di incarico a più avvocati, ognuno ha diritto a un compenso distinto a carico del cliente, a differenza della liquidazione a carico della controparte soccombente, che prevede un importo unico. La Corte ha cassato l'ordinanza di un tribunale che aveva ignorato un cospicuo acconto e liquidato un compenso unico a due professionisti, rinviando per una nuova e corretta determinazione.
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Compenso avvocato: la fase istruttoria va sempre pagata
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso per l'avvocato d'ufficio relativo alla fase istruttoria è sempre dovuto, anche se l'attività svolta è stata breve e semplice, come nel caso di un'udienza di convalida d'arresto. La Corte ha chiarito che la semplicità dell'atto può influenzare solo la quantificazione dell'importo, ma non può giustificare la negazione totale del compenso. Di conseguenza, ha annullato la decisione del tribunale che aveva escluso tale voce di spesa e ha rinviato il caso per una nuova determinazione del compenso avvocato e delle spese processuali.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni della Banca d'Italia contro un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito. La sentenza sottolinea la responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno il dovere di agire attivamente in presenza di 'segnali di allarme' sulla gestione aziendale. Viene ribadito che, in materia di sanzioni amministrative, l'onere di provare l'assenza di colpa spetta all'incolpato, e non all'autorità di vigilanza.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per disporre la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. Il caso riguarda l'inserimento accidentale di un'intera sezione di testo estranea alla causa, che la Corte ha ordinato di cancellare, chiarendo che tale svista non modifica in alcun modo il contenuto concettuale della decisione originale. Questo provvedimento riafferma il principio secondo cui la correzione errore materiale serve a sanare discrepanze formali senza alterare la sostanza del giudizio.
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Competenza Ispettorato Lavoro: la sede operativa conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda di logistica sanzionata per l'impiego di lavoratori in nero. L'azienda sosteneva la mancanza di competenza dell'Ispettorato Lavoro della sede operativa, indicando come competente quello della sede legale. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale si determina nel luogo dove la violazione è stata commessa e accertata. Le censure dell'azienda, volte a una nuova valutazione dei fatti, non sono ammissibili nel giudizio di legittimità.
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Opposizione cartella esattoriale: quando è inammissibile
Una società di autonoleggio ha presentato opposizione a cartella esattoriale per multe stradali, sostenendo di non essere responsabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le contestazioni sulla responsabilità per una violazione devono essere sollevate impugnando il verbale di accertamento originario, non la successiva cartella di pagamento. Utilizzare lo strumento dell'opposizione all'esecuzione per contestare il merito della pretesa è una scelta processuale errata e tardiva.
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Competenza territoriale contributi: la sede INPS decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione in materia di opposizione a ordinanza-ingiunzione per contributi non versati. Viene stabilito che la competenza territoriale per i contributi previdenziali si radica presso il tribunale del luogo in cui ha sede l'ufficio dell'ente creditore che doveva ricevere il pagamento, poiché è lì che si consuma la violazione dell'obbligo di versamento.
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Competenza territoriale contributi: decide il foro INPS
Un'azienda non versa i contributi previdenziali. Sorgono dubbi su quale tribunale debba giudicare: quello della sede dell'azienda o quello della sede INPS? La Cassazione, con una recente ordinanza, stabilisce che la competenza territoriale contributi spetta al tribunale del luogo in cui si trova la sede dell'ente previdenziale creditore, poiché è lì che la violazione (il mancato pagamento) si considera commessa.
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Foro del consumatore: avvocato e cliente, chi decide?
Un'avvocatessa ha citato in giudizio i suoi ex clienti per il mancato pagamento di compensi professionali. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del cliente, ha stabilito che la competenza a decidere la controversia spetta inderogabilmente al foro del consumatore, ovvero il tribunale del luogo di residenza del cliente, annullando la decisione della Corte d'Appello che si era dichiarata competente.
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Responsabilità distributore: obblighi su etichette
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a carico di un operatore commerciale per la vendita di prodotti con etichettatura non conforme. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sulla responsabilità del distributore: non solo il produttore o l'importatore, ma tutti gli operatori della filiera economica, inclusi i distributori, sono responsabili di garantire che i prodotti immessi sul mercato riportino le informazioni obbligatorie per legge, come le avvertenze in lingua italiana. La Corte ha rigettato la tesi difensiva secondo cui tali obblighi graverebbero solo sull'ultimo anello della catena di vendita al consumatore, estendendo la responsabilità a tutta la filiera per assicurare una tutela più efficace.
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Omessa pronuncia e cartelle: Cassazione chiarisce
Un contribuente si oppone a un'intimazione di pagamento per sanzioni stradali, sollevando diverse eccezioni. La Corte di Cassazione interviene sulla decisione d'appello, censurando l'omessa pronuncia su alcuni motivi specifici, come la mancata decisione su una singola cartella e l'assenza di chiarezza nel calcolo degli interessi. La Corte ha cassato la sentenza con rinvio, stabilendo che il giudice deve esaminare ogni doglianza. Ha inoltre chiarito principi su onere della prova, tardività dei depositi e legittimità delle maggiorazioni.
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