Una società riceveva un finanziamento da una consociata estera. Successivamente, la società controllante, divenuta creditrice, rinunciava al diritto di ricevere gli interessi maturati. Per prudenza, la società debitrice versava la ritenuta fiscale del ventisei per cento ipotizzando un incasso giuridico (la finzione per cui la rinuncia equivale a un pagamento). Successivamente, chiedeva il rimborso di tale somma, ma l'Amministrazione Finanziaria rifiutava. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che, dopo la riforma fiscale del duemilaquindici, la teoria dell'incasso giuridico non è più applicabile. La riforma ha infatti risolto l'asimmetria fiscale tassando direttamente la sopravvenienza attiva in capo alla società. Di conseguenza, la società ha diritto al rimborso delle ritenute versate per errore.
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