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D.Lgs. 122/2005

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44 provvedimenti

Scientia decoctionis: vendita con ipoteca e revocatoria
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una compravendita immobiliare nei confronti del fallimento della società venditrice. La Corte ha stabilito che la conoscenza da parte dell'acquirente di una pesante ipoteca giudiziale iscritta sull'immobile, menzionata nell'atto di vendita, costituisce prova sufficiente della sua consapevolezza dello stato di insolvenza del venditore (scientia decoctionis), legittimando così l'azione revocatoria del curatore fallimentare.
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Scientia decoctionis: prova e revocatoria fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10769/2024, ha confermato la revoca di una compravendita immobiliare. La Corte ha ritenuto che l'acquirente fosse a conoscenza dello stato di insolvenza del venditore (scientia decoctionis) al momento dell'atto. Tale consapevolezza è stata provata tramite indizi gravi, precisi e concordanti, come la presenza di protesti, procedure esecutive e un'ipoteca giudiziale sull'immobile, elementi che il giudice di merito ha correttamente valutato per accogliere l'azione revocatoria fallimentare promossa dalla curatela.
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Fideiussione immobili: quando cessa la garanzia?
Una banca ha trattenuto somme relative a una fideiussione per immobili da costruire anche dopo il trasferimento della proprietà, condizionandone lo svincolo al rilascio del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima questa pratica, stabilendo che la garanzia, secondo il D.Lgs. 122/2005, cessa la sua efficacia con l'atto di trasferimento del bene. Qualsiasi estensione contrattuale è invalida se l'acquirente non dimostra un interesse concreto al suo mantenimento.
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Permuta cosa futura: nullità o inadempimento?
Un caso di permuta di un terreno per ville da costruire finisce in Cassazione dopo il fallimento della società costruttrice. La Corte chiarisce che quando il costruttore si assume l'obbligo di edificare, la mancata realizzazione dell'opera costituisce inadempimento contrattuale, non nullità del contratto. Di conseguenza, il contratto viene risolto e i proprietari del terreno hanno diritto al risarcimento del danno tramite ammissione al passivo fallimentare, non alla restituzione automatica del bene se non espressamente richiesta.
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Garanzia immobili da costruire: quando non si applica
Una società costruttrice vendeva un immobile ristrutturato. La Cassazione ha stabilito che la garanzia immobili da costruire (D.Lgs. 122/2005) non si applica se l'immobile è strutturalmente completo, anche se in fase di ristrutturazione. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato nullo il contratto preliminare per la mancanza di tale garanzia, senza verificare lo stato effettivo dei lavori. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Leasing immobiliare: nullità se l’immobile è vago
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di leasing immobiliare per un bene da costruire è nullo se l'immobile non è identificabile con certezza fin dall'inizio. Analizzando un caso in cui una società contestava la validità di un contratto per la descrizione generica dell'immobile, la Corte ha cassato la decisione d'appello. I giudici hanno sottolineato che la funzione di finanziamento non può prevalere sul requisito della determinatezza dell'oggetto, essenziale per la validità del patto di opzione di acquisto.
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Esecuzione in forma specifica: l’ordinanza finale
I promissari acquirenti di un immobile si opponevano alla richiesta di esecuzione in forma specifica del contratto preliminare da parte del costruttore, lamentando la mancata consegna della fideiussione obbligatoria e difformità dell'immobile. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso in Cassazione, portando all'estinzione del procedimento.
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Scioglimento preliminare: quando è valido nel concordato?
Una famiglia di promissari acquirenti ha contestato lo scioglimento dei propri contratti preliminari, previsto nel piano di concordato preventivo di una società immobiliare. La Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso, annullando la decisione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano verificato adeguatamente se lo scioglimento fosse avvenuto tramite un valido accordo scritto (mutuo consenso) o attraverso la necessaria autorizzazione del tribunale, come richiesto dalla legge fallimentare per lo scioglimento preliminare dei contratti pendenti.
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Polizza decennale postuma: chi può agire in giudizio?
Una società utilizzatrice di un immobile subisce danni a causa di un cedimento strutturale. La questione legale centrale riguarda la natura della polizza decennale postuma stipulata dal costruttore. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di "particolare rilevanza", non essendoci precedenti specifici. Il dubbio è se si tratti di un'assicurazione contro i danni, che legittimerebbe l'acquirente ad agire direttamente contro la compagnia, o di un'assicurazione sulla responsabilità civile del costruttore. La Corte ha quindi rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo il giudizio sul merito.
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Nullità di protezione: abuso del diritto dopo consegna
La Corte di Cassazione stabilisce che l'acquirente di un immobile in costruzione non può invocare la nullità di protezione del contratto per mancata fideiussione dopo che l'opera è stata ultimata e consegnata. Tale azione tardiva costituisce un abuso del diritto, poiché l'interesse protetto dalla norma (il rischio di insolvenza del costruttore) è venuto meno. La Corte ha inoltre confermato che il venditore può trattenere la caparra e chiedere un risarcimento separato per l'occupazione illegittima dell'immobile, e che la caparra confirmatoria non è soggetta a riduzione giudiziale.
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Revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una vendita immobiliare tramite azione di revocatoria fallimentare. La corte ha ribadito che la valutazione dei presupposti, come la sproporzione del prezzo e la conoscenza dello stato di insolvenza del venditore, deve essere fatta con riferimento alla data del contratto definitivo, non del preliminare. È stato inoltre chiarito che l'esenzione dalla revocatoria per gli 'immobili da costruire' non si applica a edifici già ultimati. L'acquirente non è riuscito a superare la presunzione legale di conoscenza dello stato di insolvenza della società venditrice.
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Immobili da costruire: la tutela salta se l’opera è finita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7411/2024, ha stabilito che la nullità del contratto preliminare per la mancata consegna della polizza fideiussoria, prevista a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, non può essere fatta valere se l'immobile è stato completato al momento della domanda giudiziale. Questa specifica protezione è limitata alla fase di costruzione, per garantire l'acquirente dal rischio di insolvenza del costruttore prima della fine dei lavori.
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Inadempimento contratto preliminare: quando è grave?
Un promissario acquirente chiede la risoluzione per inadempimento del contratto preliminare di un immobile in costruzione a causa del ritardo nella consegna. La Cassazione conferma la decisione d'appello, negando la risoluzione perché il termine non era essenziale e l'inadempimento della società venditrice non era di grave importanza.
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Fideiussione immobili da costruire: nullità contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta per la mancata consegna della fideiussione immobili da costruire. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di garanzia, previsto dal D.Lgs. 122/2005, sussiste anche quando il corrispettivo non è una somma di denaro ma il trasferimento di un bene, come un terreno. La tutela per l'acquirente è inderogabile e la sua assenza rende il contratto nullo.
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Responsabilità solidale: venditore e agenzia pagano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9969/2025, ha stabilito il principio di responsabilità solidale tra una società venditrice, poi fallita, e l'agenzia immobiliare mediatrice. Una promissaria acquirente aveva versato una cospicua somma per un immobile da costruire, scoprendo poi che la venditrice non era proprietaria del terreno. La Corte ha chiarito che, nonostante la diversa natura delle responsabilità (contrattuale per la venditrice, extracontrattuale per il mediatore), entrambe le parti hanno concorso a causare un unico danno patrimoniale all'acquirente. Di conseguenza, l'agenzia può essere condannata a risarcire l'intero danno, inclusa la somma versata alla venditrice insolvente, a causa della sua violazione dei doveri di corretta informazione.
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Provvigione mediatore immobile da costruire: quando?
La Cassazione stabilisce che la provvigione al mediatore per un immobile da costruire non è dovuta se il contratto è nullo per mancato rilascio della fideiussione obbligatoria (D.Lgs. 122/2005). Tale nullità, essendo 'di protezione', può essere rilevata d'ufficio dal giudice, invalidando il diritto al compenso dell'agenzia.
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Garanzia immobili da costruire: quando è valida?
Un acquirente si è visto negare l'escussione della polizza fideiussoria perché il contratto preliminare era stato risolto prima del fallimento del costruttore. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici devono interpretare la norma secondo la sua finalità protettiva. La semplice risoluzione anticipata non esclude automaticamente l'operatività della garanzia immobili da costruire, ma richiede un'analisi del caso specifico per tutelare effettivamente l'acquirente.
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Responsabilità amministratore per garanzia non valida
La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità personale dell'amministratore di una società costruttrice per aver fornito a un acquirente una polizza fideiussoria rilasciata da un ente non autorizzato. La Corte ha chiarito che tale condotta lede l'affidamento dell'acquirente, inducendolo a stipulare il contratto e a versare una caparra. La responsabilità dell'amministratore sussiste a prescindere dal successivo recesso dell'acquirente dal contratto. Al contempo, la Corte ha escluso la responsabilità del notaio, in quanto una clausola specifica del contratto d'incarico limitava il suo obbligo di verifica sulla garanzia.
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Responsabilità amministratori: danno da discriminazione
Un ex socio di una cooperativa edilizia ha citato in giudizio gli amministratori per un comportamento discriminatorio, consistito nel rifiuto di rilasciare una garanzia fideiussoria a lui concessa ad altri soci. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità degli amministratori per discriminazione sussiste anche se il rapporto sociale viene successivamente dichiarato nullo con effetto retroattivo. Tuttavia, ha annullato la precedente sentenza per carenza di motivazione sulla quantificazione del danno, che non può essere automaticamente equiparata alle somme versate alla cooperativa, ma deve derivare direttamente dalla mancata offerta della garanzia.
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Polizza decennale postuma: azione diretta acquirente
A seguito di un grave cedimento strutturale, un'azienda utilizzatrice di un immobile ha citato in giudizio il costruttore. Il caso è giunto in Cassazione, dove è stata analizzata la natura della polizza decennale postuma. La Corte ha stabilito che tale polizza configura un'assicurazione contro i danni a beneficio dell'acquirente, conferendogli un'azione diretta contro la compagnia assicurativa. Tale diritto sussiste a condizione che venga accertata la responsabilità del costruttore ai sensi dell'art. 1669 c.c. e che l'azione non sia prescritta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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