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D.L. 78/2010

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623 provvedimenti

Atti impositivi: guida alla distinzione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19225/2025, ha stabilito che le intimazioni di pagamento successive a sentenze tributarie non sono 'atti impositivi' e, pertanto, non beneficiano della sospensione dei termini per la definizione agevolata. Il caso riguardava una società in liquidazione che aveva impugnato tali intimazioni, ma il cui appello è stato dichiarato tardivo. La Corte ha chiarito che questi atti, non introducendo una nuova pretesa fiscale ma limitandosi a richiedere il pagamento di un debito già accertato, rientrano nella mera fase di riscossione, escludendoli dai benefici fiscali previsti per le controversie su atti impositivi.
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Contributo compensativo ICI: la Cassazione decide
In una disputa tra un Comune e due Ministeri, la Corte di Cassazione ha chiarito il metodo di calcolo del contributo compensativo ICI per la perdita di gettito da immobili di categoria D. La Corte ha stabilito che, sebbene le perdite pregresse si "consolidino" e vengano compensate automaticamente, un nuovo contributo per l'anno in corso spetta solo se la perdita aggiuntiva di quell'anno supera la soglia di legge (franchigia). La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
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Giudicato esterno tributario: limiti all’efficacia
Una socia di una s.a.s. ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo l'applicabilità di un precedente giudicato esterno tributario favorevole relativo a un'annualità diversa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'efficacia estensiva di un giudicato è limitata. Una sentenza basata su una questione di diritto, come la tassabilità di una società estinta, non annulla automaticamente gli accertamenti per anni diversi, a differenza di una sentenza che decide su un fatto presupposto comune a tutte le annualità.
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Progressione di carriera: diritto alla promozione
Un avvocato dipendente di un ente pubblico previdenziale, pur essendosi classificato utilmente in una selezione interna, si è visto negare la promozione a causa della mancata approvazione formale della graduatoria. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non può interrompere arbitrariamente una procedura legittimamente avviata, confermando il diritto del lavoratore alla progressione di carriera. La sentenza chiarisce che il 'blocco' normativo degli stipendi ha inciso solo sugli effetti economici, non sul diritto giuridico alla promozione. Di conseguenza, al lavoratore è stato riconosciuto l'inquadramento superiore con decorrenza giuridica retroattiva, il risarcimento del danno per il periodo intermedio e gli effetti economici a partire dalla fine del blocco.
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Notifica al curatore: quando inizia l’impugnazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento, la notifica di un avviso di accertamento fiscale effettuata solo presso la sede legale della società fallita, e non al curatore, è inefficace per far decorrere il termine di impugnazione. Il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui parte il termine per ricorrere, coincide con la data in cui l'atto viene correttamente notificato al curatore fallimentare, unico soggetto legittimato a rappresentare l'impresa in giudizio. La Corte ha quindi accolto il ricorso della curatela, ritenendo tempestiva l'impugnazione.
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Blocco stipendi PA: non si applica al privato
Una lavoratrice di un Comune, assunta con contratto di diritto privato del settore edile, si è vista negare gli aumenti contrattuali a causa delle norme sul blocco stipendi pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il blocco della contrattazione collettiva previsto per il settore pubblico (art. 9, c. 17, D.L. 78/2010) non si applica ai rapporti di lavoro regolati da CCNL privati, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico. La Corte ha distinto tale blocco da quello, più generale e temporalmente limitato, relativo al trattamento economico individuale.
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Notifica avviso di addebito: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di addebito I.N.P.S. tramite raccomandata con 'invio diretto' è valida secondo le regole del servizio postale ordinario. Non è necessaria la seconda raccomandata informativa (C.A.D.) prevista per gli atti giudiziari. Di conseguenza, l'opposizione presentata da un contribuente è stata respinta perché tardiva, essendo il termine decorso dalla perfezione della notifica per compiuta giacenza.
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Notifica irreperibilità assoluta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità di un avviso di accertamento notificato a una società di fatto. La decisione si fonda sulla mancata documentazione, da parte del messo notificatore, delle ricerche svolte per accertare la cosiddetta "notifica irreperibilità assoluta" del destinatario. La Corte ha stabilito che questo onere procedurale sussiste anche quando il destinatario è una società non iscritta al Registro delle Imprese, rendendo nulla la pretesa fiscale a causa del vizio di notifica dell'atto presupposto.
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Avviso di addebito nullo? Il giudice decide nel merito
Un contribuente si oppone a un avviso di addebito dell'ente previdenziale. Le corti di merito annullano l'avviso per un vizio formale legato a un precedente accertamento fiscale. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione, stabilendo che in caso di opposizione a un avviso di addebito, anche se nullo, il giudice ha il dovere di esaminare nel merito la fondatezza della pretesa contributiva, sostituendo di fatto con la propria sentenza il titolo esecutivo invalido.
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Notifica irreperibili: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la nullità di un avviso di presa in carico. La decisione si fonda sulla non corretta procedura di notifica irreperibili dell'atto presupposto (avviso di accertamento) a una società di fatto. È stato ribadito che, per la validità della notifica, il messo notificatore deve sempre effettuare e documentare le ricerche volte a verificare l'effettiva e assoluta irreperibilità del destinatario, anche se si tratta di un'entità non iscritta nei pubblici registri.
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Giurisdizione crediti tributari: Cassazione chiarisce
Una società cooperativa ha contestato un'intimazione di pagamento contenente sia crediti fiscali che previdenziali. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione della giurisdizione per crediti tributari, ha stabilito una netta separazione delle competenze: le controversie sui debiti fiscali spettano al giudice tributario, mentre quelle sui debiti previdenziali al giudice ordinario (del lavoro). Viene esclusa qualsiasi 'vis attractiva' di una giurisdizione sull'altra, confermando il principio di inderogabilità.
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Reddito pensione invalidità: quale anno conta?
Un cittadino si è visto revocare la pensione di invalidità per superamento del limite di reddito. La Corte d'Appello, riformando il ragionamento del primo giudice, chiarisce che per il calcolo del reddito per la pensione di invalidità rileva solo il reddito dell'anno di godimento della prestazione (in questo caso il 2018), e non quello dell'anno precedente. Avendo una perizia tecnica (CTU) confermato che i redditi del cittadino per il 2018 erano inferiori alla soglia, la Corte ha respinto l'appello dell'ente previdenziale, confermando il diritto alla pensione.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società su sua stessa istanza. La decisione si basa sulla sussistenza dello stato di insolvenza, evidenziato da debiti erariali significativi, un calo di fatturato e il superamento delle soglie previste dal Codice della Crisi. Il Tribunale ha nominato gli organi della procedura e fissato i termini per i creditori.
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Contratto preliminare e art. 2932: i requisiti
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile tramite un'azione ex art. 2932 c.c., basata su un contratto preliminare. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improcedibile. La causa è la mancanza delle dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale, considerate condizioni essenziali dell'azione. Senza questi requisiti, il giudice non può emettere una sentenza che trasferisca la proprietà.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Ancona, con sentenza del 01/07/2025 nel caso R.G. 52-1/2025, ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una ditta individuale. La decisione si fonda sullo stato di insolvenza dell'impresa, evidenziato da ingenti debiti verso ex dipendenti, fisco e enti previdenziali, e sulla mancata costituzione in giudizio della debitrice, che non ha così assolto all'onere di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali per evitare la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
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Insinuazione al passivo: basta l’estratto di ruolo
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 34751 del 10/11/2021, la Corte ha risolto un contrasto sull'insinuazione al passivo dei crediti tributari e previdenziali. Si è stabilito che per ammettere il credito non è necessaria la notifica dell'avviso di accertamento esecutivo o dell'avviso di addebito, essendo sufficiente la produzione dell'estratto di ruolo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti previdenziali resta quinquennale anche se la cartella non è stata opposta.
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Avviso di Addebito: Responsabilità del Datore di Lavoro
Il Tribunale di Verona, Sez. Lavoro, con sentenza n. 281/2023, ha respinto l'opposizione a un avviso di addebito per contributi omessi. La sentenza stabilisce la piena responsabilità del datore di lavoro, anche se l'inadempimento è causato da un terzo delegato, evidenziando la 'culpa in vigilando' e la validità della notifica PEC da indirizzo non istituzionale.
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Pensione anticipata invalidità: la guida completa
Il Tribunale di Torino riconosce il diritto alla pensione anticipata per invalidità a una lavoratrice con invalidità dell'81%. La sentenza chiarisce che il requisito sanitario (invalidità > 80%) si basa sulla capacità lavorativa generica, non specifica, confermando anche l'applicabilità della cosiddetta 'finestra mobile' per la decorrenza del trattamento.
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Recesso per inadempimento: doppio della caparra
Il Tribunale di Torino ha stabilito che la mancata regolarizzazione urbanistica e catastale di un immobile da parte del venditore costituisce un grave inadempimento. Tale mancanza giustifica il recesso per inadempimento da parte dell'acquirente, che ha diritto alla restituzione del doppio della caparra confirmatoria versata, anche se il termine per la stipula non era 'essenziale' nel suo interesse.
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