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D.L. 78/2010

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623 provvedimenti

Indebito previdenziale: quale reddito si considera?
In un caso di indebito previdenziale su una pensione di reversibilità, la Corte d'Appello ha stabilito che l'ente deve considerare il reddito dell'anno di erogazione della prestazione, non quello dell'anno precedente. Un istituto previdenziale aveva richiesto la restituzione di somme basandosi sui redditi del 2019 per le prestazioni del 2020. La Corte ha respinto la richiesta, confermando che per le pensioni soggette a comunicazione al Casellario Centrale Pensionati, la legge impone di verificare la contemporaneità tra reddito e prestazione. Poiché i redditi del pensionato nel 2020 erano inferiori ai limiti di legge, nessun importo era dovuto.
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Accertamento sintetico: la prova contraria del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10847/2024, ha chiarito i requisiti della prova contraria nell'ambito di un accertamento sintetico. Una contribuente, destinataria di avvisi di accertamento IRPEF per gli anni 2006, 2007 e 2008 basati su spese indicative di maggiore capacità contributiva, ha visto il suo ricorso respinto. La Corte ha stabilito che, per vincere la presunzione del Fisco, non è sufficiente dimostrare la disponibilità di somme non tassate, ma è necessario provare documentalmente sia l'entità di tali somme sia la "durata del possesso", ovvero che tali fondi siano stati mantenuti e specificamente utilizzati per coprire le spese contestate.
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Trasferimento dipendenti pubblici: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce le regole sul trasferimento dipendenti pubblici in seguito alla soppressione di un ente. L'ordinanza 12724/2024 stabilisce che si applica la legge speciale e non le norme generali, limitando il riconoscimento dell'anzianità pregressa ai soli aspetti economici già maturati. Confermato il diritto al risarcimento per l'abuso di contratti a termine.
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Credito d’imposta sisma: no bonus extra dal Fisco
Un contribuente, a seguito del sisma in Abruzzo, ha richiesto un credito d'imposta per la parte di acconti fiscali sospesi ma non utilizzati per coprire la passività fiscale dell'anno. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione, affermando che il beneficio del 'credito d'imposta sisma' è limitato all'imposta dovuta e non può generare un bonus aggiuntivo. L'ordinanza ha inoltre confermato la legittimità dell'uso del controllo automatizzato da parte dell'Agenzia delle Entrate per recuperare le somme.
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Sisma Abruzzo agevolazioni fiscali: si anche senza dich.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12111/2024, ha stabilito che le agevolazioni fiscali per il sisma Abruzzo, consistenti nella riduzione dell'imposta al 40%, si applicano anche ai contribuenti che hanno omesso la dichiarazione dei redditi. Il beneficio è legato al periodo d'imposta e non alla data dell'accertamento fiscale, garantendo così parità di trattamento.
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Anzianità servizio a termine: sì al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro un dirigente veterinario. La Corte ha confermato il diritto del professionista al riconoscimento dell'anzianità servizio a termine ai fini del calcolo dell'indennità di esclusività. Il ricorso dell'azienda è stato respinto per motivi procedurali, in particolare per la sua genericità e la mancata osservanza del principio di autosufficienza.
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Confisca del profitto: l’immobile acquistato è parte del reato
Un funzionario pubblico è stato accusato di corruzione per aver ricevuto una cospicua somma da un imprenditore immobiliare, utilizzata per acquistare un appartamento intestato alla moglie. Nonostante l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte di Cassazione ha confermato la confisca del profitto, identificato nell'appartamento stesso, considerandolo un reimpiego diretto dei fondi illeciti. La moglie è stata ritenuta un'intestataria fittizia. La Corte ha invece annullato le decisioni sui risarcimenti civili per motivazione insufficiente, rinviando la questione a un giudice civile.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è dovuto?
Un trasportatore ha impugnato un accertamento fiscale per omessa dichiarazione, lamentando la violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per i tributi non armonizzati (IRPEF/IRAP) negli accertamenti a tavolino non è richiesto il contraddittorio preventivo. Per i tributi armonizzati (IVA), il contribuente deve dimostrare un pregiudizio concreto derivante dall'omissione (la "prova di resistenza"), cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Contraddittorio preventivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale. La sentenza chiarisce che, in un accertamento "a tavolino", l'assenza del contraddittorio preventivo non invalida automaticamente l'atto per le imposte sui redditi e l'IRAP. Per l'IVA, tributo armonizzato, il contribuente deve superare la "prova di resistenza", dimostrando che la sua partecipazione avrebbe modificato l'esito dell'accertamento, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Bonus manager: l’addizionale si paga sempre?
Un dirigente del settore finanziario ha contestato l'applicazione dell'addizionale sui bonus manager, sostenendo che la sua retribuzione variabile non superava il triplo di quella fissa. La Corte di Cassazione ha chiarito che, a seguito delle modifiche normative del 2011, l'addizionale è dovuta su ogni bonus che eccede la retribuzione fissa, eliminando il precedente requisito del 'triplo'. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, affermando che il legislatore ha inteso ampliare la base imponibile per questa tassa.
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Accertamento per relationem: valido senza allegati
Un'azienda ha ricevuto un avviso di accertamento basato su prove emerse da una verifica fiscale su un'altra società. La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di tale atto, chiarendo che un accertamento per relationem è legittimo anche se il documento esterno richiamato non è allegato, a condizione che l'avviso ne riproduca il contenuto essenziale per garantire il diritto di difesa del contribuente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Compenso dirigente pubblico: no a extra per incarichi
Una dirigente pubblica, nominata liquidatrice di società partecipate dalla sua amministrazione, ha rivendicato il diritto a trattenere i compensi per tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando il principio di onnicomprensività del compenso del dirigente pubblico. Secondo la Corte, quando un incarico è conferito su designazione dell'amministrazione di appartenenza, anche se da un soggetto terzo, i relativi emolumenti devono essere versati all'amministrazione stessa e non possono essere trattenuti dal dirigente.
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Notifica cartella non via PEC: quando è valida?
Un contribuente ha contestato una intimazione di pagamento, sostenendo che la cartella esattoriale presupposta fosse stata notificata in modo irregolare (a mano anziché tramite PEC obbligatoria). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale irregolarità costituisce una nullità sanabile e non una inesistenza. Poiché il contribuente aveva effettuato pagamenti parziali dopo aver ricevuto l'atto, ha dimostrato di averne avuto conoscenza. Questo 'raggiungimento dello scopo' ha sanato il vizio di notifica, rendendo la pretesa fiscale definitiva.
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Competenza Centro Operativo Pescara: limiti e poteri
Un contribuente con domicilio fiscale a Roma ha impugnato un avviso di accertamento emesso dal Centro Operativo di Pescara (COP). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza del Centro Operativo Pescara è limitata a poteri di istruttoria e controllo, ma non si estende alla potestà impositiva. L'emissione dell'atto di accertamento spetta esclusivamente all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del contribuente. Di conseguenza, l'avviso è stato dichiarato nullo per incompetenza.
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Accertamento sintetico: valido anche senza preavviso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento sintetico basato sul possesso di un'auto e incrementi patrimoniali. La Corte ha stabilito che, per l'anno d'imposta 2007, non sussisteva un obbligo generale per l'Amministrazione finanziaria di instaurare un contraddittorio preventivo prima di emettere l'avviso. Inoltre, ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso relativi alla prova della disponibilità finanziaria, poiché non sollevati correttamente nei precedenti gradi di giudizio e miranti a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Competenza territoriale agente riscossione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34271/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando un principio fondamentale: la competenza territoriale dell'agente riscossione per l'emissione e la notifica di una cartella esattoriale è inderogabilmente legata al domicilio fiscale del contribuente. Una cartella emessa da un ufficio territorialmente incompetente è da considerarsi invalida, anche in presenza di un coobbligato residente nella circoscrizione dell'ufficio che ha emesso l'atto.
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Notifica avviso di accertamento: quando è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per plusvalenza immobiliare, stabilendo che la semplice attestazione delle Poste di avvenuta consegna al 'destinatario', senza specificare nome e indirizzo, non costituisce prova sufficiente della notifica. La Corte ha ravvisato un 'travisamento della prova' da parte del giudice di merito, invalidando l'atto fiscale e accogliendo il ricorso del contribuente.
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Conformità catastale: stop alla divisione ereditaria
In una causa di divisione ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione sospende il giudizio. Emerge una potenziale nullità non rilevata in precedenza: la mancata conformità catastale di una porzione dell'immobile. La Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria per consentire alle parti di discutere questo nuovo, decisivo aspetto, sottolineando che la regolarità catastale è un requisito imprescindibile per la divisione giudiziale dei beni.
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Addizionale IRPEF: bonus e Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRPEF del 10% sulla sua retribuzione variabile, sostenendo che non fosse dovuta poiché non superava il triplo della sua retribuzione fissa. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della corte d'appello, ha stabilito che, a seguito di modifiche legislative, l'addizionale si applica sulla porzione della retribuzione variabile che eccede la parte fissa, eliminando il precedente requisito del superamento del triplo. Questa interpretazione è in linea con l'obiettivo del legislatore di disincentivare pratiche retributive rischiose nel settore finanziario.
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Presunzione fiscale: prova contraria e oneri del Fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla presunzione fiscale legata a capitali detenuti in un paradiso fiscale (San Marino), sostenendo che il conto fosse del padre. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per vincere la presunzione fiscale non basta una semplice affermazione, ma occorre una prova contraria rigorosa e documentata. L'ordinanza chiarisce anche la validità della notifica diretta degli atti e della delega di firma ai funzionari. Il controricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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