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D.L. 69/1988

37 provvedimenti

Assegno per il nucleo familiare: sì anche con parenti all’estero
L'Ente previdenziale negava l'assegno per il nucleo familiare a un lavoratore straniero con permesso di soggiorno di lungo periodo. La motivazione riguardava la residenza all'estero dei figli e della moglie. L'istituto richiamava la legge italiana, che escludeva i familiari residenti fuori dall'Italia dal conteggio del beneficio per i soli cittadini extracomunitari. I giudici di merito accoglievano il ricorso del lavoratore, considerando discriminatorio il diniego. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'ente. I giudici hanno disapplicato la norma italiana in contrasto con le direttive europee. Il principio di parità di trattamento garantisce il sostegno economico a tutti i lavoratori regolarmente soggiornanti, a prescindere dal luogo in cui risiedono i loro familiari.
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Assegno per il nucleo familiare: il CUD personale non basta
Il Lavoratore, cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno di lungo periodo, ha chiesto il riconoscimento del diritto all'Assegno per il nucleo familiare. L'Ente Previdenziale ha respinto la domanda per mancata prova del requisito reddituale dell'intero nucleo familiare. Il Lavoratore sosteneva che bastasse presentare il proprio modello CUD, ritenendo discriminatoria la richiesta di ulteriori prove. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'Assegno per il nucleo familiare si calcola sul reddito complessivo della famiglia e non del singolo. Pertanto, l'onere di provare il reddito familiare spetta al richiedente, senza alcuna distinzione di nazionalità. Presentare solo il proprio CUD non è sufficiente a dimostrare la situazione economica dell'intero nucleo.
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Assegno per il nucleo familiare: INPS perde contro il disoccupato
L'Istituto Previdenziale ha chiesto a un cittadino macedone la restituzione delle somme ricevute come assegno per il nucleo familiare durante il periodo di disoccupazione agricola nel 2015. L'ente sosteneva che il sussidio spettasse solo in caso di lavoro effettivo e non durante la disoccupazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che, in base alla Convenzione tra Italia e Jugoslavia del 1957 e alla legge italiana, i lavoratori disoccupati che percepiscono l'indennità agricola sono equiparati ai lavoratori attivi. Di conseguenza, il lavoratore ha pieno diritto all'assegno per il nucleo familiare anche per i parenti rimasti nel paese d'origine. Le somme pagate non devono essere restituite.
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Assegno al nucleo familiare: negato senza prova del reddito estero
La Corte di Cassazione ha negato a un lavoratore straniero il diritto all'assegno al nucleo familiare per i suoi familiari residenti all'estero. La decisione si basa sulla mancata prova del requisito reddituale. Il lavoratore non ha fornito alcuna documentazione che attestasse i redditi del suo nucleo familiare nel Paese d'origine. La Corte ha stabilito che l'onere di dimostrare tutti i requisiti, incluso quello reddituale, spetta a chi richiede la prestazione. Questa regola si applica a tutti, cittadini italiani e stranieri, senza costituire una discriminazione. La mancanza di prove sufficienti porta inevitabilmente al rigetto della domanda.
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Assegno familiare lavoratore extracomunitario: CUD non basta
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assegno per il nucleo familiare a un lavoratore extracomunitario con permesso di lungo soggiorno. Il motivo è la mancata prova del requisito reddituale: il reddito familiare deve provenire per almeno il 70% dall'Italia. La Corte ha stabilito che la sola presentazione del CUD del richiedente non è sufficiente. L'onere di dimostrare il reddito complessivo di tutta la famiglia, anche se residente all'estero, spetta sempre al lavoratore. La richiesta di un trattamento diverso per l'assegno nucleo familiare lavoratore extracomunitario è stata respinta, confermando che le regole sulla prova sono uguali per tutti.
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Assegno Familiare: CUD non basta, prova reddito è per tutti
Un lavoratore extracomunitario si è visto negare l'assegno al nucleo familiare perché non aveva dimostrato il reddito complessivo della sua famiglia, presentando solo la propria certificazione dei redditi (CUD). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiaro: la prova reddito assegno familiare è a carico del richiedente e deve riguardare tutti i componenti del nucleo. La semplice presentazione del CUD del lavoratore è insufficiente. Questa regola, hanno chiarito i giudici, vale per tutti, italiani e stranieri, senza alcuna discriminazione, perché la finalità del sussidio è sostenere l'intera famiglia in base al suo reale bisogno economico. Di conseguenza, il lavoratore ha perso la causa e l'INPS ha vinto.
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Assegno per il nucleo familiare: parità per stranieri
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di cittadini stranieri, titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, a percepire l'Assegno per il nucleo familiare anche per i familiari residenti nel paese d'origine. La decisione si basa sulla prevalenza del diritto dell'Unione Europea, in particolare della Direttiva 2003/109/CE, che impone la parità di trattamento tra cittadini stranieri e nazionali nell'accesso alle prestazioni di sicurezza sociale. La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, dichiarando discriminatoria la norma interna che limitava tale beneficio ai soli familiari residenti in Italia.
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Assegno nucleo familiare: parità per stranieri
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore straniero, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo, a percepire l'assegno nucleo familiare anche per i familiari residenti nel paese d'origine. La decisione nasce dal contrasto tra la normativa italiana, che limitava tale beneficio ai soli residenti in Italia, e la Direttiva 2003/109/CE sulla parità di trattamento. La Corte ha stabilito che l'assegno nucleo familiare ha natura assistenziale e deve essere garantito senza discriminazioni basate sulla residenza dei congiunti, disapplicando le restrizioni nazionali incompatibili con il diritto europeo.
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Assegno per il nucleo familiare e stranieri: stop ai dinieghi
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di lavoratori stranieri, titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, a percepire l'assegno per il nucleo familiare anche per i figli residenti nel paese d'origine. La decisione nasce dal contrasto tra la normativa italiana, che limitava tale beneficio ai soli familiari residenti in Italia, e la Direttiva 2003/109/CE sulla parità di trattamento. I giudici hanno ribadito che l'assegno per il nucleo familiare è una prestazione di sicurezza sociale essenziale e che il diritto dell'Unione Europea prevale sulle restrizioni nazionali discriminatorie.
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Assegno per il nucleo familiare: diritto per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando il diritto di un lavoratore straniero a percepire l'assegno per il nucleo familiare anche per i familiari residenti nel paese d'origine. La decisione si fonda sulla diretta applicabilità della Direttiva 2011/98/UE, che impone la parità di trattamento tra lavoratori stranieri titolari di permesso unico e cittadini nazionali. La normativa italiana, che limitava tale beneficio escludendo i familiari non residenti in Italia, è stata dichiarata discriminatoria e disapplicata in favore della disciplina europea, come già sancito dalla Corte di Giustizia UE e dalla Corte Costituzionale.
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Assegno nucleo familiare: il reddito è un requisito
Un lavoratore ha richiesto l'assegno nucleo familiare, ma la sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che il reddito complessivo del nucleo familiare è un requisito costitutivo del diritto e non un semplice fattore di calcolo. L'onere di dimostrare tale reddito spetta al richiedente, indipendentemente dalla sua nazionalità, senza che ciò costituisca discriminazione.
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Assegno familiare: la prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno familiare per mancata prova del reddito del proprio nucleo familiare residente all'estero. La Suprema Corte ha confermato che la dimostrazione del reddito non è un mero fattore di calcolo, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso. L'onere della prova grava su chiunque richieda la prestazione, senza alcuna discriminazione basata sulla cittadinanza, garantendo la parità di trattamento.
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Assegno familiare: prova del reddito è obbligatoria
La richiesta di un lavoratore per l'assegno familiare destinato ai parenti all'estero è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il richiedente non ha fornito prove adeguate del requisito reddituale. La sentenza ribadisce che allegare e dimostrare la propria situazione reddituale è un presupposto essenziale per ottenere il beneficio, e tale mancanza non può essere sanata in fasi successive del giudizio.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore per l'assegno nucleo familiare destinato ai parenti residenti all'estero. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione del requisito reddituale in primo grado. Secondo la Corte, l'onere della prova grava sul richiedente e non è possibile produrre documenti essenziali per la prima volta in appello se non esiste una precedente traccia probatoria.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino straniero per l'assegno nucleo familiare, confermando che la mancata prova del requisito reddituale impedisce il riconoscimento del diritto. L'onere della prova grava sul richiedente, che deve allegare in modo specifico i redditi propri e del nucleo, non potendo sopperire con una richiesta tardiva di produzione documentale in appello.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare perché non aveva fornito prova del reddito dei familiari residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la dimostrazione del reddito familiare è un requisito costitutivo del diritto, non un mero fattore di calcolo, e che tale onere della prova è uguale per tutti i richiedenti, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per mancata prova del reddito della famiglia residente all'estero. La Suprema Corte chiarisce che la prova del reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto, il cui onere spetta al richiedente senza che ciò costituisca discriminazione.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare per mancata prova del reddito. La Corte ha stabilito che il reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto. Pertanto, l'onere di provare tale requisito incombe su tutti i richiedenti, senza che ciò costituisca discriminazione, in applicazione del principio di parità di trattamento.
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Assegni nucleo familiare: la prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore straniero per gli assegni nucleo familiare, confermando che la prova del requisito reddituale è un onere del richiedente. La semplice attestazione di famiglia non è sufficiente e la mancata allegazione specifica dei fatti reddituali in primo grado impedisce la produzione di nuovi documenti in appello.
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Assegno nucleo familiare: onere della prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore straniero per l'ottenimento dell'assegno nucleo familiare per i parenti residenti all'estero. La decisione si fonda sulla mancata allegazione e prova del requisito reddituale dell'intero nucleo, elemento costitutivo del diritto. La Corte ha stabilito che l'onere della prova grava sul richiedente e non costituisce una pratica discriminatoria, essendo un requisito richiesto a tutti i cittadini.
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