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Assegno familiare lavoratore extracomunitario: CUD non basta

La Corte di Cassazione ha negato il diritto all’assegno per il nucleo familiare a un lavoratore extracomunitario con permesso di lungo soggiorno. Il motivo è la mancata prova del requisito reddituale: il reddito familiare deve provenire per almeno il 70% dall’Italia. La Corte ha stabilito che la sola presentazione del CUD del richiedente non è sufficiente. L’onere di dimostrare il reddito complessivo di tutta la famiglia, anche se residente all’estero, spetta sempre al lavoratore. La richiesta di un trattamento diverso per l’assegno nucleo familiare lavoratore extracomunitario è stata respinta, confermando che le regole sulla prova sono uguali per tutti.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. L Num. 6954 Anno 2023
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Pubblicato il 28 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Assegno familiare e lavoratore extracomunitario: la prova del reddito

La questione dell’accesso alle prestazioni sociali per i cittadini stranieri è spesso al centro di dibattiti e decisioni giudiziarie. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale riguardo l’assegno nucleo familiare lavoratore extracomunitario. La Corte ha stabilito che, per ottenere il beneficio, non basta dimostrare il proprio reddito prodotto in Italia. È necessario provare la composizione e il reddito dell’intero nucleo familiare, anche se i componenti risiedono all’estero. Questo onere probatorio ricade interamente sul richiedente, senza distinzioni basate sulla nazionalità.

Il caso: la richiesta di un lavoratore straniero

Un lavoratore di origine extracomunitaria, titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo e regolarmente residente in Italia, ha presentato domanda all’INPS per ottenere l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF). L’INPS ha respinto la richiesta. Anche i giudici dei primi gradi di giudizio hanno confermato la decisione negativa. Il motivo del diniego era semplice: il lavoratore non aveva fornito la prova di un requisito essenziale previsto dalla legge. La normativa italiana, infatti, stabilisce che il diritto all’assegno spetta se il reddito complessivo del nucleo familiare deriva per almeno il 70% da lavoro dipendente o assimilato svolto in Italia.

La difesa del lavoratore e il principio di non discriminazione

Il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo una tesi precisa. A suo avviso, richiedere a un cittadino extracomunitario di produrre documentazione sui redditi dei familiari residenti nel paese d’origine costituiva una violazione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione. Egli riteneva che la presentazione del suo modello CUD, che attestava il suo reddito da lavoro in Italia, dovesse essere considerata una prova sufficiente. In pratica, chiedeva che la legge venisse interpretata in modo diverso per i lavoratori stranieri, per non imporre loro un onere probatorio eccessivamente difficile da soddisfare.

L’onere della prova per l’assegno nucleo familiare lavoratore extracomunitario

La legge italiana che regola l’Assegno per il Nucleo Familiare è chiara. Il beneficio non è legato al singolo lavoratore, ma alla famiglia nel suo complesso, intesa come un unico centro di interessi economici. L’obiettivo della norma è sostenere i nuclei familiari con redditi bassi. Per questo motivo, il calcolo si basa sulla somma dei redditi di tutti i componenti. Il requisito del 70% serve a garantire che il sostegno dello Stato italiano sia diretto a famiglie la cui principale fonte di sostentamento si trova in Italia. Di conseguenza, dimostrare questo requisito è un elemento costitutivo del diritto stesso.

Le motivazioni della Cassazione: nessuna discriminazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, respingendo completamente le argomentazioni del lavoratore. I giudici hanno affermato un principio netto: l’onere di provare i fatti che costituiscono il fondamento di un diritto spetta sempre a chi quel diritto lo richiede. Questa regola, sancita dal codice civile, si applica a tutti, cittadini italiani, europei o extracomunitari, senza alcuna distinzione. La legge sull’assegno nucleo familiare lavoratore extracomunitario non prevede eccezioni. La Corte ha specificato che la sola presentazione del CUD è insufficiente, perché certifica solo il reddito del singolo richiedente e non quello dell’intero nucleo familiare. Non esiste alcuna norma che esoneri il lavoratore straniero dal dimostrare il reddito complessivo della sua famiglia.

Le conclusioni: la prova del reddito familiare è sempre necessaria

La sentenza conferma che chiunque chieda l’Assegno per il Nucleo Familiare deve dimostrare di possedere tutti i requisiti di legge. Il più importante è quello reddituale, che riguarda la totalità dei redditi familiari. La nazionalità del richiedente è irrilevante ai fini della prova. La decisione sottolinea che non si tratta di una discriminazione, ma dell’applicazione di una regola generale valida per tutti. Il lavoratore che vuole ottenere il beneficio deve attivarsi per produrre la documentazione necessaria a certificare i redditi di tutti i suoi familiari, anche se percepiti all’estero. In mancanza di tale prova, la domanda non può essere accolta.

Un lavoratore extracomunitario può ottenere l’assegno al nucleo familiare in Italia?
Sì, a condizione che soddisfi tutti i requisiti previsti dalla legge, incluso quello di dimostrare che almeno il 70% del reddito complessivo del suo nucleo familiare è prodotto in Italia.

Il mio CUD è sufficiente per dimostrare il requisito del reddito familiare?
No. Secondo questa sentenza, il CUD attesta solo il reddito del singolo lavoratore. Per ottenere l’assegno, è necessario fornire la prova del reddito di tutti i componenti del nucleo familiare.

Chi deve fornire la prova del reddito dei familiari che vivono all’estero?
L’onere della prova spetta sempre alla persona che richiede la prestazione. È quindi il lavoratore a dover reperire e presentare la documentazione necessaria per certificare i redditi dell’intero nucleo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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