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D.L. 338/1989

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108 provvedimenti

Premio speciale unitario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per le cooperative di facchinaggio deve seguire la normativa speciale basata su importi convenzionali (art. 42 T.U. 1124/1965) e non la regola generale legata alla retribuzione effettiva (D.Lgs. 423/2001). La Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, affermando il principio per cui una legge generale successiva non abroga una legge speciale precedente, a meno che non vi sia un'incompatibilità assoluta, qui non ravvisata. La disciplina del premio speciale unitario rimane quindi in vigore fino a una sua esplicita modifica tramite apposito decreto ministeriale.
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Minimale contributivo: No a deroghe peggiorative
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di addebito per oltre un milione di euro per omessi versamenti contributivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il minimale contributivo, basato sul CCNL delle organizzazioni più rappresentative, non può essere derogato in peggio da accordi aziendali. Inoltre, ha stabilito che le indennità di trasferta sistematiche costituiscono retribuzione imponibile e che i contributi sono dovuti anche per le assenze non giustificate da legge o contratto collettivo.
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Prescrizione contributi agricoli: decorrenza e onere
Un datore di lavoro ha contestato un debito contributivo verso l'INPS, sostenendo che fosse estinto. L'imprenditore riteneva che il termine di cinque anni per la prescrizione dei contributi agricoli iniziasse dalla data di presentazione della denuncia retributiva. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che il termine di prescrizione decorre solo dalla scadenza legale per il pagamento, poiché l'ente non può esigere il credito prima di tale data. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato.
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Rottamazione-quater: ricorso inammissibile
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa a contributi previdenziali non versati. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata dei debiti, nota come rottamazione-quater. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la scelta di definire il debito in via amministrativa prevale sulla volontà di proseguire il giudizio, rendendo la controversia priva di scopo.
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Minimale contributivo: CCNL e contratti di prossimità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di servizi, confermando la legittimità di un avviso di addebito per contributi non versati. La Corte ha stabilito che il minimale contributivo deve essere calcolato sulla base del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) corrispondente all'attività effettivamente svolta dall'impresa, e non su un CCNL diverso, anche se applicato in azienda. Inoltre, ha chiarito che i cosiddetti "contratti di prossimità" non possono derogare in senso peggiorativo al minimale retributivo previsto dalla contrattazione nazionale ai fini previdenziali. Infine, è stato precisato che il termine di decadenza per l'azione di riscossione si riferisce alla data di emissione dell'avviso di addebito e non a quella della sua notifica al debitore.
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Onere della prova: quando il ricorso è inammissibile
Un'azienda agricola ha visto il suo ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova: l'azienda non ha dimostrato di aver sollevato le medesime eccezioni nei precedenti gradi di giudizio. Il caso riguarda la restituzione di sgravi contributivi per i lavoratori agricoli, contestati dall'Istituto Previdenziale perché l'azienda avrebbe corrisposto retribuzioni inferiori a quelle previste dal contratto collettivo provinciale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non possono essere introdotte 'questioni nuove' in sede di legittimità se queste richiedono accertamenti di fatto non effettuati in precedenza.
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Accordi di riallineamento: la Cassazione chiarisce
Una società floricola in liquidazione ha contestato una richiesta di pagamento di contributi da parte dell'ente previdenziale, sostenendo di aver diritto a benefici contributivi grazie ad accordi di riallineamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello. La sentenza si basa su una nuova legge interpretativa (ius superveniens) che ha chiarito i requisiti per la validità degli accordi di riallineamento nel settore agricolo: è sufficiente la firma della sola associazione datoriale e sono ammesse integrazioni successive anche oltre i limiti temporali precedentemente fissati. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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Avviso di Addebito: Responsabilità del Datore di Lavoro
Il Tribunale di Verona, Sez. Lavoro, con sentenza n. 281/2023, ha respinto l'opposizione a un avviso di addebito per contributi omessi. La sentenza stabilisce la piena responsabilità del datore di lavoro, anche se l'inadempimento è causato da un terzo delegato, evidenziando la 'culpa in vigilando' e la validità della notifica PEC da indirizzo non istituzionale.
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