Un cittadino straniero, sbarcato illegalmente in Italia, ha impugnato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. Sosteneva che il periodo di quarantena obbligatoria per Covid-19 fosse un'illegittima forma di trattenimento e che, essendo stato soccorso in mare, avrebbe dovuto essere soggetto a respingimento e non a espulsione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: la quarantena è una misura sanitaria che limita la libertà di circolazione, non la libertà personale. Pertanto, non può essere considerata come un trattenimento ai fini dell'espulsione. La Corte ha confermato la validità del decreto di espulsione, basandosi sul fatto accertato dell'ingresso illegale e non del soccorso in mare.
Continua »