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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Sezioni Unite Civile

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46 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Terzo mandato avvocati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che ai fini del divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli ordini forensi, un mandato si considera interamente espletato anche se interrotto da dimissioni anticipate. La sentenza chiarisce che rileva la durata 'oggettiva' della consiliatura per cui si è stati eletti, e non la durata 'soggettiva' del servizio effettivamente prestato. Pertanto, un avvocato che ha già svolto due mandati consecutivi non può ricandidarsi immediatamente, anche se uno dei due mandati è durato meno di due anni a causa di dimissioni.
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Responsabilità erariale: i limiti del sindacato
Un dipendente pubblico, condannato per responsabilità erariale, ricorre in Cassazione lamentando un difetto di giurisdizione della Corte dei Conti. Sostiene di aver svolto mere mansioni esecutive. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione delle mansioni e del grado di colpa del dipendente rientra nel merito della causa, di competenza esclusiva della Corte dei Conti, e non in una questione di giurisdizione.
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Eccesso di potere: Cassazione fissa i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa edile avverso una decisione del Consiglio di Stato in materia di appalti pubblici. L'impresa lamentava un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che il giudice amministrativo avesse invaso la sfera di discrezionalità della pubblica amministrazione. La Corte ha ribadito che il ricorso per motivi di giurisdizione è ammissibile solo in caso di difetto assoluto di potere del giudice, e non per presunti errori nell'applicazione della legge. La decisione del Consiglio di Stato, che ordinava una nuova valutazione dell'offerta dell'impresa ricorrente ma confermava quella della concorrente, è stata ritenuta un legittimo esercizio di controllo di legittimità, non un'invasione del merito amministrativo.
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Giurisdizione giudice amministrativo per danni da appalto
Le Sezioni Unite della Cassazione confermano la giurisdizione del giudice amministrativo a decidere sul risarcimento del danno quando l'esecuzione di una precedente sentenza favorevole in materia di appalti diventa impossibile. Un ente locale aveva contestato tale giurisdizione, sostenendo che spettasse al giudice ordinario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'azione risarcitoria per mancata ottemperanza rientra pienamente nelle competenze del giudice dell'ottemperanza, in quanto rimedio compensativo previsto dalla legge.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso per eccesso di potere giurisdizionale. Il caso riguardava una procedura di project financing per un'infrastruttura strategica, in cui il promotore aveva esercitato il diritto di prelazione. Il Consiglio di Stato aveva annullato l'aggiudicazione, interpretando restrittivamente la nozione di 'medesime condizioni'. La Cassazione ha stabilito che l'attività interpretativa del giudice amministrativo, anche se discutibile, non costituisce eccesso di potere giurisdizionale, in quanto non invade la sfera legislativa creando nuovo diritto, ma rientra nella sua funzione propria. L'appello era inoltre inammissibile per la formazione di un giudicato implicito sulla giurisdizione.
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Sdemanializzazione tacita: la Cassazione fa chiarezza
Una società edile rivendicava la proprietà di terreni un tempo appartenenti al demanio idrico, sostenendo una sdemanializzazione tacita avvenuta prima della modifica legislativa del 1994. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha stabilito che non vi fu sdemanializzazione tacita, poiché un successivo atto amministrativo dimostrava una volontà contraria dello Stato. Inoltre, l'azione legale intrapresa dalla società era mirata alla sola ridefinizione dei confini e non a un accertamento della proprietà.
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Giurisdizione violazione brevetto: chi decide?
Una società, titolare di un brevetto industriale, impugna un bando di gara pubblico sostenendo che violi i suoi diritti di privativa. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che la giurisdizione per la violazione del brevetto spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione si fonda sull'analisi del "petitum sostanziale", ovvero l'effettivo oggetto della controversia, che in questo caso riguarda la tutela di un diritto soggettivo (il brevetto) e non l'esercizio del potere della pubblica amministrazione.
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Avvocato stabilito: obblighi e sanzioni disciplinari
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite conferma la sanzione della sospensione di due mesi per un avvocato stabilito. Il professionista, qualificato in Spagna, è stato sanzionato per aver utilizzato in un tribunale italiano il titolo generico di "avvocato" senza le necessarie specificazioni sulla sua qualifica e per aver agito in sostituzione di un collega senza la prescritta intesa formale. La sentenza chiarisce i rigorosi obblighi deontologici per l'avvocato stabilito, respingendo le difese basate su un presunto errore del verbalizzante e sulla violazione del principio del 'ne bis in idem'.
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Limiti giurisdizione Cassazione: no a errori procedurali
Una società, colpita da un'informativa interdittiva antimafia, ha impugnato una decisione del Consiglio di Stato davanti alla Corte di Cassazione, lamentando gravi errori procedurali relativi al mancato rispetto dei termini difensivi. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i netti limiti giurisdizione Cassazione: il suo controllo sulle sentenze amministrative è circoscritto ai soli casi di eccesso di potere giurisdizionale (violazione dei limiti esterni), escludendo la revisione di errori procedurali (errores in procedendo), che rientrano nei limiti interni della funzione del giudice amministrativo.
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Danno erariale: la Cassazione sulla giurisdizione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione della Corte dei conti in un caso di danno erariale derivante dalla percezione illecita di contributi agricoli europei. Un'impresa agricola aveva ottenuto fondi sulla base di false dichiarazioni riguardo la disponibilità di terreni. La Suprema Corte ha stabilito che la distrazione di risorse pubbliche dal fine per cui sono state erogate configura un rapporto di servizio tra il privato percettore e la P.A., radicando la competenza del giudice contabile a prescindere dal fatto che l'illegittimità fosse presente sin dall'origine della richiesta.
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Giurisdizione concessioni: quando decide il giudice?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31843/2024, ha chiarito la questione sulla giurisdizione concessioni. Un'azienda del settore giochi contestava un pagamento richiesto dall'Agenzia statale per un numero eccessivo di apparecchi installati. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la controversia appartiene al giudice ordinario, non a quello amministrativo. La motivazione risiede nel fatto che il pagamento non è una sanzione, ma un corrispettivo previsto dalla legge, che si colloca nella fase esecutiva e paritetica del rapporto di concessione, dove la Pubblica Amministrazione non esercita poteri autoritativi.
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Giurisdizione concessioni pubbliche: chi decide?
Una società concessionaria di giochi ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per apparecchi in eccedenza. La Cassazione ha stabilito che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non amministrativo. La Corte ha chiarito che il pagamento non è una sanzione, ma un corrispettivo previsto dalla legge, rientrando così nella fase esecutiva del rapporto di concessione. Si conferma la giurisdizione concessioni pubbliche in capo al giudice civile per questioni patrimoniali.
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Accettazione eredità minore: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che l'accettazione dell'eredità fatta dal legale rappresentante per un minore è un atto che conferisce immediatamente la qualità di erede, anche se non seguito dalla redazione dell'inventario. Di conseguenza, una volta raggiunta la maggiore età, il soggetto non può più rinunciare all'eredità, ma ha un anno di tempo per completare l'inventario e limitare la propria responsabilità per i debiti ereditari, altrimenti diventerà erede puro e semplice. La successiva rinuncia è pertanto inefficace.
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Incompatibilità avvocati: il periodo di fermo
Un avvocato, dopo due mandati consecutivi nel Consiglio dell'Ordine, di cui il secondo di durata prorogata, si è ricandidato dopo aver saltato un solo turno elettorale, la cui durata era però inferiore a quella del suo ultimo mandato. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la sua ineleggibilità, chiarendo il principio sull'incompatibilità avvocati: il periodo di 'raffreddamento' necessario prima di una nuova candidatura deve essere pari alla durata effettiva dell'ultimo mandato espletato, non alla durata nominale del mandato saltato. La Corte ha inoltre ribadito il carattere vincolante del principio di diritto per il giudice del rinvio.
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Limiti esterni della giurisdizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che il giudice amministrativo non viola i limiti esterni della giurisdizione quando, interpretando la legge, dichiara l'improcedibilità di una domanda di condono edilizio a causa di opere abusive realizzate successivamente. Questa attività rientra nella funzione interpretativa del giudice e non costituisce né un'invasione del potere legislativo né una sostituzione all'amministrazione pubblica. La decisione chiarisce che anche un'interpretazione che porta a conseguenze severe, come l'inammissibilità, è legittima se rimane nel perimetro dell'applicazione della norma.
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Revoca concessione idroelettrica: ricorso inammissibile
Una società energetica impugna la revoca della concessione idroelettrica per un impianto che non rispettava il deflusso minimo vitale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile a causa di molteplici vizi formali e di merito, tra cui la genericità dei motivi e la mancanza di interesse a ricorrere su alcuni punti, confermando di fatto la decisione impugnata. La sentenza sottolinea l'importanza della chiarezza e specificità nell'atto di appello.
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Illecito disciplinare avvocato: la prescrizione
Un avvocato veniva sanzionato con la sospensione per 18 mesi per gravi violazioni deontologiche, tra cui la mancata restituzione di fondi ai clienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione: per un illecito disciplinare avvocato di natura permanente, il termine di prescrizione non decorre dal momento del fatto, ma dalla data della decisione del Consiglio di disciplina di primo grado, che 'cristallizza' la condotta illecita continuata nel tempo.
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Competenza livelli lago: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la competenza a regolare i livelli di un grande lago, anche se controllato da una diga di sbarramento, spetta all'Autorità di Bacino distrettuale e non allo Stato. La sentenza chiarisce che la competenza statale è limitata alla sicurezza strutturale della diga, mentre la gestione della risorsa idrica, inclusa la determinazione dei livelli dell'invaso per bilanciare i vari interessi (turismo, agricoltura, ambiente), rientra nelle attribuzioni regionali e locali. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni enti locali che lamentavano danni al turismo a causa dell'innalzamento sperimentale dei livelli del lago, confermando la legittimità dell'operato dell'Autorità di Bacino.
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Premio rinvenimento reperti: la giurisdizione è del TAR
Una società edile, dopo aver scoperto una domus romana, ha contestato l'importo del premio offerto dal Ministero della Cultura. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la controversia sul premio rinvenimento reperti rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Anche se la legge prevede una stima da parte di un tecnico, l'Amministrazione mantiene un potere discrezionale sulla determinazione finale dell'importo e sulla modalità di pagamento, configurando la posizione del privato come un interesse legittimo e non un diritto soggettivo.
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Diniego di giurisdizione e legittimazione ad agire
Una società di ristorazione, che opera in subingresso all'interno di un impianto sportivo comunale, impugnava un'ordinanza di rimozione di opere abusive. Il TAR dichiarava il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva. Il Consiglio di Stato, pur riconoscendo la legittimazione della società, rigettava l'appello nel merito senza rinviare al primo grado. La società ricorreva in Cassazione lamentando un diniego di giurisdizione e un eccesso di potere. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un errore sulla legittimazione ad agire è un vizio procedurale interno alla giurisdizione amministrativa e non costituisce un diniego di giurisdizione che giustifichi il ricorso in Cassazione. La decisione del Consiglio di Stato di non rinviare al TAR rientra nell'ambito della sua autonomia processuale.
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