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D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13

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432 provvedimenti

Termine decadenziale Consob: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un esponente di una SGR sanzionato dall'Autorità di vigilanza finanziaria. Il caso verteva sul momento di decorrenza del termine decadenziale Consob per la contestazione degli illeciti. La Corte ha stabilito che, in presenza di indagini complesse e del coinvolgimento di altre autorità, il termine non decorre dalla prima acquisizione di informazioni, ma dal momento in cui l'Autorità acquisisce un quadro fattuale e giuridico completo, sufficiente a formulare una contestazione. È stata quindi ritenuta legittima l'attesa degli esiti degli accertamenti condotti da un'altra autorità prima di procedere.
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Rimborso accise oli lubrificanti: onere della prova
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso delle accise sugli oli lubrificanti a un'azienda che li utilizzava per produrre vaccini esportati. La decisione si fonda sulla mancata fornitura, da parte del contribuente, della prova rigorosa che i quantitativi di olio non fossero stati immessi in consumo nel territorio nazionale, confermando che l'onere della prova spetta a chi richiede il rimborso.
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Regime del margine: quando non si applica agli usati
Una società di compravendita di auto ha impugnato un avviso di accertamento fiscale relativo all'errata applicazione del regime del margine IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale regime speciale non è applicabile se i veicoli usati sono acquistati da società di noleggio o leasing, in quanto si presume che l'IVA sia già stata detratta a monte. La Corte ha sottolineato la necessità per l'acquirente di esercitare la massima diligenza nel verificare la provenienza dei beni per poter beneficiare del trattamento fiscale agevolato.
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Vendita aliud pro alio: quando l’immobile è invivibile
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare, classificandolo come "vendita aliud pro alio". L'immobile, venduto come abitazione, si è rivelato privo dei requisiti strutturali minimi (altezza dei locali) per ottenere l'abitabilità, rendendolo un bene radicalmente diverso da quello pattuito. La Corte ha rigettato il ricorso dei venditori, stabilendo che un difetto così grave e insanabile costituisce un inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto.
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Risarcimento del danno: la provocazione non lo riduce
Un soggetto condannato a risarcire i danni per lesioni personali ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la provocazione della vittima dovesse ridurre l'importo dovuto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la provocazione non costituisce concorso di colpa del danneggiato ai sensi dell'art. 1227 c.c. e non può diminuire il risarcimento del danno, poiché la reazione violenta è una scelta volontaria dell'aggressore.
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Indennità per occupazione: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32707/2024, chiarisce un importante principio in materia di lavori su fondi altrui. Un'impresa edile perde il proprio appello per un vizio di notifica, ma la Corte accoglie il ricorso di due condomini. Viene stabilito che l'indennità per occupazione, prevista dall'art. 843 c.c., spetta per il solo fatto che la proprietà privata sia stata temporaneamente occupata per lavori necessari, senza che il proprietario debba dimostrare un danno economico ulteriore. La semplice preclusione della facoltà di uso del fondo è sufficiente a giustificare la compensazione.
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Privilegio contributi TFR: no alla prelazione per l’ente
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti di un ente di previdenza per omessi versamenti di contributi al fondo TFR da parte di un'azienda fallita non godono del privilegio previsto per le retribuzioni dei lavoratori. La Corte ha chiarito che il privilegio spetta solo ai crediti retributivi e alle somme pagate direttamente al lavoratore, non ai contributi dovuti all'ente gestore, che restano crediti chirografari. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva delle norme sui privilegi, che non possono essere applicate per analogia.
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Frode IVA: presunzioni sufficienti per l’accertamento
Una società è stata accusata di aver effettuato operazioni intracomunitarie fittizie per evadere l'imposta. La Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento fiscale, stabilendo che in caso di sospetta frode IVA, un quadro di presunzioni gravi, precise e concordanti fornite dall'Amministrazione finanziaria è sufficiente a sostenere l'accusa e a invertire l'onere della prova a carico del contribuente.
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Onere della prova inagibilità: chi deve dimostrarlo?
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IMU, richiedendo la riduzione del 50% per un immobile ritenuto inagibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova inagibilità spetta esclusivamente al contribuente, il quale deve fornire idonea documentazione tecnica a supporto della sua richiesta, non essendo sufficiente una mera dichiarazione.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione percepita tra il 1991 e il 2005. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano aveva adempiuto ai suoi obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991 e che i successivi blocchi degli adeguamenti economici erano frutto di legittime scelte discrezionali del legislatore, escludendo quindi il diritto a ulteriori somme.
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Licenziamento per insulti: la Cassazione conferma
Un lavoratore, licenziato per aver rivolto gravi insulti a un superiore, ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione. La Corte ha confermato la legittimità del licenziamento per insulti, stabilendo che un comportamento così grave rompe irrimediabilmente il rapporto di fiducia e costituisce giusta causa, indipendentemente dalle sanzioni più lievi previste dal contratto collettivo per condotte simili.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione su appello
Un tecnico radiologo, dipendente universitario ma operante in un ospedale in virtù di una convenzione, si è visto revocare tale accordo. Dopo una prima vittoria contro l'ospedale e una sconfitta contro l'università in Corte d'Appello, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro l'università, condizionandolo all'accoglimento del ricorso incidentale dell'ospedale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso principale, affermando che la parte interamente vittoriosa non ha interesse a impugnare, neanche in via condizionata. Anche il ricorso incidentale dell'ospedale è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31383/2024, ha rigettato quasi tutti i motivi di ricorso, confermando che l'accertamento studi di settore è legittimo se preceduto da un contraddittorio. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare le circostanze specifiche che giustificano lo scostamento dai dati standard, non essendo sufficiente una generica contestazione. È stato accolto solo il motivo relativo all'errata applicazione del contributo unificato.
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Vendita senza incanto: quando l’aggiudicazione è?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella vendita senza incanto, l'aggiudicazione del bene è immediatamente definitiva e non 'provvisoria'. Di conseguenza, il termine per il pagamento del saldo prezzo decorre dal momento dell'aggiudicazione stessa. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, ritenendo l'aggiudicazione non definitiva, non aveva versato il saldo, incorrendo così nella decadenza e nella perdita della cauzione.
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Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
Un medico specializzando ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione di direttive europee che prevedevano un'adeguata retribuzione per i corsi di specializzazione frequentati prima dell'anno accademico 1991/92. I tribunali di merito avevano respinto la domanda ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il suo orientamento consolidato sul tema del risarcimento medici specializzandi. Ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per tale diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, momento in cui si è cristallizzato l'inadempimento dello Stato e il diritto poteva essere fatto valere.
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Retroattività CCNL disciplinare: no a nuove sanzioni
Un lavoratore, licenziato per una condotta ritenuta sproporzionata, ha invocato l'applicazione retroattiva di un nuovo CCNL che prevedeva una sanzione conservativa per tale comportamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio sulla non retroattività del CCNL disciplinare. Secondo la Corte, le norme sanzionatorie non possono avere effetto retroattivo per garantire la certezza del diritto: al momento del fatto, sia il datore di lavoro che il dipendente devono conoscere le conseguenze disciplinari previste. Di conseguenza, il licenziamento è stato confermato come illegittimo per sproporzione, ma al lavoratore è stata riconosciuta solo una tutela risarcitoria e non quella reintegratoria.
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Contributi consortili: chi prova il beneficio?
Un ente comunale ha contestato il pagamento dei contributi consortili, sostenendo l'illegittimità del piano di classifica e l'assenza di un beneficio diretto per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: in presenza di un piano di classifica regolarmente approvato, il beneficio per gli immobili inclusi nel perimetro di contribuenza si presume. Di conseguenza, l'onere di dimostrare l'assenza di tale vantaggio ricade sul contribuente, le cui contestazioni generiche non sono sufficienti a superare la presunzione.
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Usucapione: la prova del negozio fiduciario
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'usucapione di un immobile. I ricorrenti, acquirenti del bene, si opponevano alla domanda di usucapione degli occupanti, basata su un presunto negozio fiduciario. La Corte ha stabilito che la critica alla mancanza di forma scritta del patto fiduciario è irrilevante, poiché il giudice di merito lo ha usato solo come prova dell'intenzione di possedere come proprietari (`animus possidendi`) e non per far valere il trasferimento derivativo.
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Esonero spese condominiali: costruttore esentato
Una società acquirente ha contestato la validità di una clausola che garantiva al costruttore un esonero del 90% sulle spese condominiali per le unità invendute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità di tale clausola quando inserita in un regolamento condominiale di natura contrattuale, accettato dall'acquirente al momento del rogito. La Corte ha stabilito che tali pattuizioni possono derogare ai criteri legali e possono essere modificate solo con l'unanimità dei consensi.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10255/2025, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio e il mancato adeguamento annuale e triennale. La Corte ha stabilito che la normativa europea non imponeva un importo specifico per la remunerazione medici specializzandi, né la copertura previdenziale. Inoltre, ha confermato l'inesistenza del diritto all'adeguamento del compenso, richiamando una precedente pronuncia delle Sezioni Unite.
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