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D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 — Anno 2024

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173 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13

Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società di scommesse estera e il suo intermediario locale hanno impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: l'imposta è dovuta da tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio italiano, anche se privi di concessione statale. La Corte ha stabilito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale, escludendo qualsiasi profilo di discriminazione o violazione del diritto europeo.
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Principio di competenza: Cassazione su costi deducibili
Una società di leasing ha dedotto costi nell'anno 2007 che in realtà erano di competenza degli anni 2006 e 2008. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha riaffermato il carattere inderogabile del principio di competenza fiscale. Secondo la Corte, i costi devono essere imputati esclusivamente all'esercizio in cui maturano economicamente, senza alcuna possibilità di scelta discrezionale da parte del contribuente, anche in assenza di un danno per l'erario. La sentenza ha quindi cassato la decisione di secondo grado, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sul corretto rispetto del principio di competenza.
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Retratto Agrario: Niente interessi sul prezzo di riscatto
La Corte di Cassazione ha confermato un principio consolidato in materia di retratto agrario: il coltivatore diretto che esercita il diritto di riscatto è tenuto a versare solo il prezzo indicato nell'atto di vendita originario, senza interessi legali o rivalutazione monetaria. Questa regola si applica anche se sono trascorsi molti anni dalla vendita e il coltivatore ha continuato a detenere il fondo senza corrispondere alcun canone. Il ricorso dell'acquirente originario, che lamentava anche un'errata quantificazione delle spese legali, è stato dichiarato inammissibile.
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Onere della prova: chi deve dimostrare le ore extra?
Una lavoratrice assunta con contratto part-time ha citato in giudizio il datore di lavoro, sostenendo di aver svolto un orario full-time e chiedendo le differenze retributive. Sebbene il tribunale di primo grado le avesse dato ragione, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione per mancanza di prove. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la sentenza d'appello, rigettando il ricorso della lavoratrice. Il principio chiave ribadito è che l'onere della prova spetta interamente al lavoratore, il quale deve dimostrare in modo concreto e specifico di aver lavorato un numero di ore superiore a quelle contrattuali. La mancata presentazione del datore di lavoro a un interrogatorio non è, da sola, una prova sufficiente.
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Costi non certi: Cassazione rigetta il ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi soci contro un avviso di accertamento fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione alcuni costi ritenuti non certi e non inerenti all'attività. La Corte ha confermato la decisione, escludendo la violazione del litisconsorzio necessario e l'omesso esame di fatti decisivi, ribadendo che la prova della certezza dei costi è un onere del contribuente.
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Notifica atti fiscali: il domicilio dichiarato è decisivo
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica dell'atto di accertamento prodromico, avvenuta presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica atti fiscali è legittima se effettuata al domicilio fiscale risultante all'Amministrazione finanziaria, che coincide con quello dichiarato dal contribuente, anche se nel frattempo si è trasferito. La variazione di residenza non era ancora efficace ai fini fiscali al momento della notifica.
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Qualifica superiore: quando l’azienda non può revocarla
Un lavoratore si è visto riconoscere una qualifica superiore, poi revocata dall'azienda per un presunto errore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando l'illegittimità della revoca. La Corte ha stabilito che l'errore dell'azienda non era "riconoscibile" dal dipendente e ha rigettato il ricorso della società, ritenendolo inammissibile. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di rinvio e il divieto per la Cassazione di riesaminare i fatti.
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Agevolazioni IAP: domanda prima dell’acquisto del fondo
La Corte di Cassazione ha negato le agevolazioni IAP a una società agricola che aveva presentato la domanda per la qualifica di imprenditore professionale quasi un anno dopo l'acquisto del terreno. Per ottenere i benefici fiscali, è indispensabile presentare l'istanza di riconoscimento al più tardi al momento della stipula dell'atto, anche se la qualifica può essere ottenuta nei 24 mesi successivi.
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Contratto a progetto: quando è legittimo? La Cassazione
Un lavoratore ha contestato la legittimità di una serie di contratti a progetto, chiedendone la conversione in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità del contratto a progetto. La Corte ha stabilito che, per essere valido, un progetto deve specificare un risultato finale chiaro e identificabile, distinto dalla mera messa a disposizione di energie lavorative, anche se rientra nell'ambito dell'attività generale dell'impresa.
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Rendita catastale centrale geotermica: cosa include?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale centrale geotermica si devono includere tutti i componenti essenziali al suo funzionamento, come pozzi, vapordotti, alternatori e trasformatori. Questi elementi, essendo funzionalmente inscindibili dall'impianto, concorrono a definire l'unità immobiliare e il suo valore. La sentenza ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ribaltando una decisione precedente che escludeva i pozzi geotermici dal calcolo, assimilabili a miniere.
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Potere rappresentativo licenziamento: la ratifica vale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento collettivo, stabilendo che il potere rappresentativo del Direttore Generale era sufficiente. La Corte ha chiarito che, anche in assenza di un potere iniziale esplicito, la successiva ratifica da parte dell'azienda sana retroattivamente l'intera procedura, rendendo il licenziamento valido. L'appello del lavoratore è stato quindi respinto.
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Canone alloggi di servizio: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ha contestato l'aumento retroattivo dell'affitto per il suo alloggio di servizio. La Corte di Cassazione ha affrontato la complessa questione di come determinare il corretto canone alloggi di servizio. Ha stabilito che, sebbene la legge sull'equo canone sia stata superata, i suoi principi continuano ad applicarsi ai rapporti esistenti fino a quando la Pubblica Amministrazione non ridetermina formalmente il canone secondo i nuovi criteri di mercato. Di conseguenza, la decisione della Corte d'Appello è stata annullata.
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Licenziamento collettivo: poteri e criteri di scelta
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento collettivo, confermando la legittimità della procedura gestita dal Direttore generale della società. La Corte ha ritenuto valido sia il potere di rappresentanza del dirigente, sia l'applicazione di criteri di scelta che limitavano la platea dei lavoratori a specifici profili professionali, in quanto concordati con i sindacati. L'ordinanza chiarisce che l'accordo concluso da un rappresentante senza poteri non è nullo, ma può essere ratificato con effetto retroattivo.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione si pronuncia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale per l'evasione dell'imposta unica scommesse da parte di un centro trasmissione dati (CTD) italiano. La Corte ha stabilito che, per l'anno d'imposta 2011, sia il bookmaker che il CTD sono soggetti passivi del tributo, respingendo le eccezioni relative alla mancata traduzione dell'atto, alla presunta violazione del diritto UE e all'incertezza normativa.
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Imposta unica scommesse: la responsabilità del bookmaker
Una società estera di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse, sostenendo di non essere soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati locale. La decisione si basa sulla normativa del 2010, che ha chiarito l'obbligo di pagamento anche per gli operatori privi di concessione per l'anno d'imposta 2011, escludendo l'applicabilità dell'esimente per incertezza normativa e la violazione del diritto UE.
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Errore materiale contratto: quando è escluso?
Un ente previdenziale vende degli appartamenti sostenendo, in seguito, che due autorimesse siano state incluse per errore come parti comuni condominiali. I tribunali di primo e secondo grado danno torto all'ente, ritenendo la volontà contrattuale chiara. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente. La Corte stabilisce che non si tratta di un errore materiale contratto, ma di una questione di interpretazione dei fatti, non rivalutabile in sede di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme'.
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Opposizione atti esecutivi: l’errore inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sull'opposizione agli atti esecutivi per contestare la pignorabilità di crediti. La Corte chiarisce che tale questione va sollevata esclusivamente con l'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.) prima della conclusione del processo esecutivo, rendendo l'uso dell'art. 617 c.p.c. un errore procedurale fatale.
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Rendimento fondo pensione: onere della prova
Un ex dirigente di una società energetica ha richiesto il rimborso di imposte, sostenendo che le somme ricevute dal suo fondo pensione integrativo dovessero essere tassate con un'aliquota agevolata del 12,5%. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale aliquota si applica solo al 'rendimento netto' derivante da effettivi investimenti sul mercato. Poiché il contribuente non ha fornito prove sufficienti di tali investimenti e del relativo rendimento, la sua richiesta è stata respinta, confermando che l'onere della prova grava interamente su chi richiede il rimborso.
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Canone a scaletta: quando è legittimo l’aumento?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della clausola di 'canone a scaletta' nei contratti di locazione commerciale. Un conduttore aveva impugnato tale clausola, sostenendone la nullità. La Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile e ribadendo che l'aumento progressivo del canone è valido, a meno che non si provi che il suo unico scopo sia eludere i limiti di aggiornamento legati alla svalutazione monetaria. La Corte ha sottolineato che la censura del ricorrente era generica e non affrontava specificamente le ragioni della decisione d'appello.
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Redditometro: la Cassazione e l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18768/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sul redditometro. La Corte ha ribadito che il redditometro istituisce una presunzione legale relativa, ponendo a carico del contribuente l'onere di fornire una prova documentale specifica per superarla. È stato inoltre chiarito che la disciplina del 'nuovo redditometro', introdotta nel 2010, non è retroattiva e non si applica agli accertamenti relativi a periodi d'imposta precedenti al 2009, come nel caso di specie (anno 2007).
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