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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Sezione Terza Civile

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Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Una società agricola ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, lamentando un errore di fatto revocatorio per una presunta contraddizione nel testo e per l'errata condanna alle spese. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la presunta contraddizione era solo una descrizione delle tesi della parte, non una valutazione del giudice. Inoltre, ha chiarito che la contestazione sulle spese legali costituisce un errore di diritto (error iuris), non un errore di fatto, e quindi non può essere motivo di revocazione.
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Remunerazione medici: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1981 e il 1991, in violazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per la richiesta di remunerazione medici specializzandi è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999. La Corte ha ribadito che tale data ha fornito la certezza giuridica necessaria per agire, condannando inoltre i ricorrenti per lite temeraria.
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Regolamento competenza: inammissibile se interlocutorio
La Cassazione dichiara inammissibile un regolamento di competenza contro un'ordinanza che rigetta un'eccezione di incompetenza, poiché la decisione ha natura interlocutoria e non definitiva. Inoltre, ribadisce che le cause su contratti di locazione sono di competenza esclusiva del Tribunale, a prescindere dal valore.
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Riconoscimento vizi: prescrizione da annuale a decennale
Una recente ordinanza della Cassazione stabilisce che il riconoscimento vizi da parte del venditore, anche tramite un comportamento concludente come l'inizio di una riparazione, modifica la prescrizione dell'azione di garanzia. Il termine non è più quello breve di un anno dalla consegna, ma l'ordinario termine decennale. La Corte ha anche chiarito che la responsabilità del produttore per prodotto difettoso non viene meno con un semplice avviso al venditore, ma richiede un'azione efficace verso il consumatore finale.
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Ordinanza di assegnazione: limiti dell’opposizione
Un ente comunale ha ricevuto un'ordinanza di assegnazione che lo obbligava a pagare il creditore di un suo debitore. L'ente si è opposto all'esecuzione forzata, sostenendo di non aver mai avuto un debito originario. La Corte di Cassazione ha chiarito che, una volta emessa l'ordinanza di assegnazione, il terzo pignorato può opporsi all'esecuzione solo per fatti accaduti successivamente all'ordinanza stessa, non per contestazioni pregresse. Di conseguenza, l'opposizione è stata ritenuta virtualmente infondata e l'ente condannato al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità del notaio: vendita e diritto di superficie
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del notaio che non ha informato adeguatamente l'acquirente della natura del diritto trasferito, risultato essere un diritto di superficie e non la piena proprietà. L'acquirente aveva comprato un immobile scoprendo solo in seguito di non possedere il terreno sottostante. I tribunali di primo e secondo grado avevano già condannato il notaio al risarcimento del danno. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, ribadendo i suoi doveri di diligenza e corretta informazione.
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Inammissibilità ricorso cassazione: requisiti di forma
Una società conduttrice di un immobile ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione in una controversia di locazione. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per cassazione perché l'atto era redatto in modo confuso, prolisso e non esponeva in modo chiaro e sintetico i fatti di causa e le vicende processuali, violando così il requisito di contenuto-forma previsto dall'art. 366, n. 3, del codice di procedura civile e il principio di autosufficienza del ricorso.
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Opposizione atti esecutivi: rimedi e inammissibilità
Una società, inizialmente aggiudicataria di un immobile all'asta, ha proposto opposizione atti esecutivi dopo la revoca dell'aggiudicazione da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'opposizione radicalmente inammissibile, chiarendo che il rimedio corretto contro quella specifica ordinanza era un altro. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di merito perché la causa non avrebbe mai dovuto essere proposta, evidenziando l'importanza di scegliere il corretto strumento processuale.
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Prescrizione medici: 5 anni per tardiva attuazione UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16122/2025, ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della tardiva attuazione di direttive europee, è soggetto alla prescrizione di cinque anni a partire dal 1° gennaio 2012, data di entrata in vigore della L. 183/2011. Questa legge ha ridotto il precedente termine decennale. La Corte ha applicato il principio secondo cui la nuova legge si applica ai termini in corso, calcolando il nuovo termine dalla sua entrata in vigore. Di conseguenza, il ricorso di un medico, sebbene basato su un diritto sorto in precedenza, è stato respinto perché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza del nuovo termine quinquennale.
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Responsabilità del committente: quando paga i danni?
Una società energetica ha subito il danneggiamento di un cavo interrato durante lavori di scavo commissionati da una società di distribuzione gas a un'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del committente, chiarendo che la cosiddetta "culpa in eligendo" (colpa nella scelta dell'appaltatore) deve essere provata dal danneggiato. Non è sufficiente il solo verificarsi del danno per affermare la negligenza del committente nella selezione dell'impresa. L'ordinanza sottolinea che questo tipo di responsabilità rientra nell'ambito dell'art. 2043 c.c. e non costituisce una forma di responsabilità oggettiva.
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Risarcimento dirigenti medici: la Cassazione decide
Un gruppo di dirigenti medici ha citato in giudizio lo Stato italiano per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata applicazione delle direttive europee sull'orario di lavoro tra il 2008 e il 2015. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18381/2025, pur riconoscendo una violazione "grave e manifesta" del diritto UE da parte dello Stato, ha rigettato la domanda di risarcimento dirigenti medici. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte dei ricorrenti, che il superamento dell'orario di lavoro fosse un'imposizione aziendale e non una scelta autonoma finalizzata al raggiungimento di obiettivi e alla relativa retribuzione di risultato. È stato quindi ritenuto non provato il nesso di causalità tra la violazione normativa e il danno lamentato.
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Ricorso inammissibile: requisiti formali essenziali
Un imprenditore ha citato in giudizio lo Stato per la responsabilità civile dei magistrati a seguito di una dichiarazione di fallimento successivamente revocata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per un vizio di forma fondamentale: la mancata esposizione sommaria dei fatti di causa nell'atto. La Corte ha ribadito che non può ricostruire la vicenda processuale basandosi su altri documenti, sottolineando l'importanza del rispetto rigoroso dei requisiti procedurali per accedere al giudizio di legittimità.
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Travisamento della prova: quando si può ricorrere?
Una società conduttrice, citata in giudizio per sfratto, ricorre in Cassazione lamentando un travisamento della prova riguardo a un documento che, a suo dire, attestava un saldo debitorio inferiore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la doglianza riguarda un'errata valutazione della prova, non un errore percettivo. La sentenza ribadisce i rigorosi limiti del sindacato della Cassazione sui fatti di causa.
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Notificazione nulla e presunzione di conoscenza del processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notificazione nulla, sebbene viziata, può far scattare una presunzione di conoscenza del processo a carico del destinatario. In un caso riguardante un appello tardivo, la Corte ha rigettato il ricorso di una società che lamentava la notifica della sentenza di primo grado a una sede locale anziché a quella legale. È stato chiarito che non è sufficiente dimostrare il vizio della notifica; la parte deve anche provare di non aver avuto conoscenza dell'atto per altra via, superando così la presunzione legale. La notifica a un soggetto collegato al destinatario è stata ritenuta sufficiente a far presumere la conoscenza dell'atto.
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Responsabilità professionale notaio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, ma chiarisce importanti aspetti sulla responsabilità professionale del notaio. Il caso riguardava la vendita di immobili societari da parte di un solo amministratore. La Corte, esaminando il merito, ha confermato che la vendita di immobili può rientrare nell'ordinaria amministrazione se coerente con l'oggetto sociale, escludendo così la responsabilità professionale del notaio per non aver richiesto una delibera congiunta. L'inammissibilità è derivata da un errore procedurale dell'appellante.
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Abbonamento stadio: risparmio non garantito
Un tifoso ha citato in giudizio una società sportiva perché, dopo aver acquistato un abbonamento stadio, il club ha ridotto il prezzo dei biglietti per le singole partite, annullando il risparmio previsto. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abbonamento stadio non implica una garanzia contrattuale di convenienza economica. Il suo valore risiede in altri benefici, come la certezza del posto e la protezione da eventuali aumenti di prezzo. Di conseguenza, il ricorso del tifoso è stato dichiarato inammissibile.
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Risarcimento medici: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1980 e il 1994. L'ordinanza conferma il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento dei medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, rendendo le azioni successive tardive e quindi estinte.
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Riscossione coattiva: sì al ruolo per crediti agevolati
Una società si opponeva a una cartella esattoriale emessa per il recupero di un credito derivante da un finanziamento bancario, garantito da un fondo pubblico. La società sosteneva che, data l'origine privata del rapporto, l'ente gestore del fondo avrebbe dovuto ottenere un titolo esecutivo prima di procedere con la riscossione coattiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, nel momento in cui il fondo pubblico interviene e paga il creditore originario, il credito cambia natura e diventa pubblicistico. Di conseguenza, è legittimo l'utilizzo della procedura di riscossione coattiva tramite iscrizione a ruolo, senza necessità di un preventivo titolo esecutivo.
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Responsabilità direttore lavori: i doveri di vigilanza
Un architetto è ritenuto responsabile per i difetti in un'opera di manutenzione condominiale a causa della sua omessa vigilanza. La sua polizza assicurativa viene invalidata poiché, al momento della stipula, aveva nascosto l'esistenza di un contenzioso già noto con il committente. La Corte di Cassazione conferma la piena responsabilità direttore lavori, negando la copertura assicurativa per reticenza.
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Rinuncia al ricorso: medici specializzandi e spese
Un gruppo di medici specializzandi ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere una remunerazione più alta per gli anni di specializzazione antecedenti al 2007. Tuttavia, di fronte a un orientamento giurisprudenziale sfavorevole, hanno optato per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali ed escludendo l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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