LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Anno 2024

Pagina 22 di 27

534 provvedimenti

Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Definizione agevolata: estinzione lite tributaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a un'imposta di successione. I contribuenti, durante il giudizio, avevano aderito alla definizione agevolata della lite. La Corte ha chiarito che il pagamento effettuato anche da uno solo dei coobbligati è sufficiente per estinguere l'intera pretesa fiscale, determinando la fine del contenzioso per tutti i soggetti coinvolti.
Continua »
Interessi usurari: quando il ricorso è inammissibile
Un fideiussore si oppone a un decreto ingiuntivo per un debito societario, contestando la capitalizzazione degli interessi e la loro natura usuraria. La Corte d'Appello riduce significativamente il debito. Tuttavia, la Corte di Cassazione respinge il successivo ricorso del fideiussore sugli interessi usurari, chiarendo i rigorosi requisiti procedurali per tali contestazioni e i principi di ripartizione delle spese legali quando un debito viene ridotto ma non azzerato.
Continua »
Agevolazioni prima casa: quando richiederle? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2354/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due contribuenti. Il caso riguardava la richiesta di agevolazioni prima casa per un immobile acquistato tramite sentenza giudiziale. La Corte ha ribadito che la richiesta di tali benefici deve essere presentata prima della registrazione della sentenza che trasferisce la proprietà, e non successivamente con l'impugnazione dell'avviso di liquidazione. Una richiesta tardiva è inefficace.
Continua »
Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due dottoresse che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa del tardivo recepimento di direttive UE. La Corte ha confermato che il diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione. È stato ribadito il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999, momento in cui l'inadempimento dello Stato è divenuto definitivo e il diritto azionabile.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), sostenendo di non essere più detentrice dei locali. Tuttavia, aderendo a una definizione agevolata del debito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La Corte ha stabilito che l'adesione alla sanatoria fiscale costituisce una rinuncia implicita al ricorso, terminando così la controversia legale.
Continua »
Tassazione atto enunciato: i limiti del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2238/2024, interviene sulla tassazione di un atto enunciato, stabilendo principi chiari a tutela del contribuente. Il caso riguardava la pretesa dell'Agenzia delle Entrate di applicare l'imposta di registro su un contratto di patrocinio legale menzionato in una sentenza di condanna al pagamento di compensi professionali. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco, ribadendo che la tassazione dell'atto enunciato è legittima solo se l'atto che lo menziona (in questo caso, la sentenza) contiene tutti gli elementi essenziali del negozio sottostante, in modo da garantirne la piena e autonoma identificazione senza ricorrere a elementi esterni. Una semplice deduzione logica della sua esistenza non è sufficiente.
Continua »
Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2024, ha chiarito il regime di responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato incassato da un truffatore. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sull'assegno non trasferibile, inquadrando l'operazione come un mandato. La responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale (art. 1176 c.c.). Se l'istituto dimostra di aver verificato con diligenza il documento d'identità, il codice fiscale e la password forniti dal presentatore, non è tenuto al risarcimento, anche se il documento si rivela falso e il pagamento è stato effettuato alla persona sbagliata.
Continua »
Inammissibilità ricorso: accordo e spese compensate
Un Comune proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza tributaria sfavorevole. Durante il procedimento, le parti raggiungevano un accordo transattivo. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. La decisione chiave riguarda la non applicabilità del raddoppio del contributo unificato, poiché l'inammissibilità è sopravvenuta alla proposizione del ricorso. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.
Continua »
Licenziamento collettivo: illegittimo se la platea è limitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1970/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare alla sola sede oggetto di chiusura, ignorando la presenza di professionalità fungibili in altre unità produttive. Tale limitazione costituisce una violazione dei criteri di scelta legali e comporta il diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro.
Continua »
Platea licenziamento collettivo: i criteri di scelta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1959/2024, ha stabilito che in un licenziamento collettivo per chiusura di una sede, l'azienda non può limitare la platea dei lavoratori da licenziare solo a quelli della filiale interessata. Se esistono professionalità fungibili in altre sedi, la comparazione deve avvenire a livello aziendale. La violazione di questo principio rende il licenziamento illegittimo e comporta la reintegrazione del lavoratore.
Continua »
Inammissibilità sopravvenuta: accordo e stop al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità sopravvenuta di un ricorso presentato da un Comune contro un contribuente in materia di IMU. La decisione è scaturita dal raggiungimento di un accordo transattivo tra le parti durante il giudizio, che ha fatto venire meno l'interesse del Comune a una pronuncia nel merito. Di conseguenza, la Corte ha compensato le spese legali e ha escluso l'obbligo del versamento di un ulteriore contributo unificato.
Continua »
Licenziamento collettivo: criteri di scelta illegittimi
Una società di telecomunicazioni ha effettuato un licenziamento collettivo limitando la selezione dei lavoratori a una sola sede aziendale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando il licenziamento illegittimo. La motivazione risiede nel fatto che l'azienda non ha fornito prove concrete e specifiche sulle ragioni tecnico-produttive che impedivano di considerare i lavoratori dell'intera azienda, violando così i corretti criteri di scelta. Di conseguenza, è stata ordinata la reintegra del lavoratore.
Continua »
Licenziamento collettivo: la scelta dei lavoratori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1824/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva ingiustificatamente limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede. La Corte ha stabilito che, in presenza di professionalità fungibili tra diverse sedi, l'azienda è tenuta a estendere la comparazione a tutto il personale con mansioni simili, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica. La violazione di questo principio non è un vizio formale, ma sostanziale, e comporta la tutela reintegratoria per il lavoratore. Il ricorso dell'azienda è stato quindi rigettato.
Continua »
Ricorso inammissibile: i requisiti di forma e contenuto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro un notaio per mancata osservanza dei requisiti di forma e contenuto previsti dall'art. 366 c.p.c. Il ricorrente non aveva esposto in modo chiaro i fatti di causa, limitandosi a un 'assemblaggio' di atti, violando il principio di autosufficienza. Il caso verteva su un fondo patrimoniale non correttamente annotato, che aveva portato al pignoramento di un immobile.
Continua »
Negozio di accertamento: consenso verbale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il semplice consenso verbale del vicino alla costruzione di un muro non costituisce un negozio di accertamento sui confini. Tale accordo, se implica l'occupazione di suolo altrui, configurerebbe un diritto di servitù, che richiede la forma scritta. La Corte ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso basato sulla figura del negozio di accertamento, poiché sollevato per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna alla riduzione in pristino e al risarcimento del danno.
Continua »
Estinzione del processo: rinuncia e conseguenze legali
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione la sentenza che rigettava la sua richiesta di superiore inquadramento. In pendenza del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La lavoratrice ha quindi rinunciato al ricorso con l'accettazione della società. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che, in caso di rinuncia accettata, non vi è condanna alle spese e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto.
Continua »
Nullità vendita immobiliare: i permessi mancanti
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una vendita immobiliare a causa della mancata menzione nel contratto di due titoli edilizi in sanatoria. L'ordinanza stabilisce che la pronuncia di merito si basava su due ragioni autonome: una nullità formale per l'omissione e una sostanziale per l'abuso edilizio (cambio di destinazione d'uso). Poiché il venditore ha impugnato solo una delle due motivazioni, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione e il principio della ratio decidendi non censurata.
Continua »
Licenziamento collettivo: illegittimo senza confronto
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede geografica, senza confrontare le loro professionalità con quelle dei colleghi di altre sedi. Secondo la Corte, in assenza di comprovate esigenze tecnico-produttive che giustifichino tale limitazione, la comparazione deve avvenire a livello aziendale complessivo per garantire una corretta applicazione dei criteri di scelta. Il ricorso dell'azienda è stato quindi respinto.
Continua »
Licenziamento collettivo: obbligo di scelta nazionale
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la selezione del personale da licenziare ai soli dipendenti di una specifica sede produttiva. La Corte ha ribadito che la platea di comparazione deve estendersi a tutti i lavoratori con professionalità simili nell'intera organizzazione aziendale, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, confermando il diritto del lavoratore alla reintegra nel posto di lavoro.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai contribuenti e accettata dall'Amministrazione Finanziaria. La controversia riguardava la rettifica del valore di un immobile compravenduto. Poiché la rinuncia è stata formalizzata e accettata prima dell'udienza pubblica, la Corte ha concluso il procedimento senza pronunciarsi nel merito e senza disporre sulle spese legali, applicando le norme procedurali specifiche.
Continua »