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D.P.C.M. 12 maggio 2011

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32 provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata. Il professionista riteneva che il debito fosse estinto per il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione contributi previdenziali inizia a decorrere solo dalla scadenza dei termini di pagamento, tenendo conto anche delle proroghe governative dei termini di versamento delle imposte. Inoltre, l'invio di un avviso bonario da parte dell'ente previdenziale prima della scadenza del termine prorogato interrompe validamente il decorso del tempo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato prescritti i contributi, e ha rinviato la causa per un nuovo giudizio.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva INPS
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010 alla Gestione Separata. La Corte d'Appello ha ritenuto il diritto prescritto. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento. Di conseguenza, se un decreto proroga la scadenza del versamento delle imposte e dei contributi (nel caso specifico, al 6 luglio 2011), anche il termine di inizio della prescrizione viene spostato in avanti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi della Gestione separata dovuti da una professionista per l'anno 2010. La Corte d'Appello aveva calcolato il termine di prescrizione quinquennale dalla scadenza ordinaria di pagamento. La Cassazione ha invece stabilito che il rinvio dei termini di versamento disposto dal D.P.C.M. del 12 maggio 2011 sposta in avanti anche il giorno di inizio della prescrizione. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS, giunta prima della nuova scadenza quinquennale ricalcolata al 6 luglio 2011, è tempestiva. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
Un avvocato libero professionista, non iscritto alla Cassa Forense, si opponeva alla richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per gli anni 2009 e 2010, eccependo la prescrizione. La Corte d'appello accoglieva l'eccezione per l'anno 2010, ritenendo tardiva la richiesta dell'ente. La Cassazione ha però ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe governative (D.P.C.M.). Nel caso specifico, la proroga al 6 luglio 2011 ha reso tempestiva la richiesta dell'INPS inviata il 22 giugno 2016. Inoltre, la Corte ha chiarito che la mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Slittamento termine prescrizione contributi: il DPCM vince
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sullo slittamento del termine di prescrizione dei contributi previdenziali. Un Libero Professionista si era visto annullare un debito verso l'Ente Previdenziale perché ritenuto prescritto. L'Ente, però, sosteneva che un D.P.C.M. (un decreto del Governo) avesse spostato in avanti la scadenza del pagamento, e quindi anche l'inizio della prescrizione. La Cassazione ha dato ragione all'Ente, affermando che tali decreti non sono semplici atti amministrativi, ma vere e proprie fonti normative. Di conseguenza, il giudice deve applicarli d'ufficio, in base al principio 'iura novit curia' (il giudice conosce le leggi), anche se la parte non li produce in giudizio. La richiesta di pagamento dell'Ente è quindi legittima.
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Prescrizione Contributi INPS: Debito Salvo Grazie a una Notifica
Una libera professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi relativi al 2010, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione contributi INPS. Il termine di cinque anni non decorre sempre dalla data ordinaria, ma dalla scadenza effettiva per il versamento, che può essere posticipata da decreti specifici. Inoltre, l'atto con cui l'Ente ha interrotto la prescrizione nel 2016 è valido e può essere rilevato d'ufficio dal giudice, anche se non eccepito formalmente, purché presente agli atti. Di conseguenza, la richiesta di pagamento è stata ritenuta legittima.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione contributi Gestione Separata. Un professionista si era opposto a una richiesta di pagamento dell'INPS, sostenendo che il debito fosse prescritto. I giudici di merito gli avevano dato ragione. La Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che la notifica di un avviso di addebito, avvenuta prima della scadenza dei cinque anni, aveva interrotto la prescrizione. Fatto decisivo: il giudice può rilevare d'ufficio l'interruzione, anche se non eccepita dall'INPS, purché la prova sia agli atti. L'INPS ha quindi vinto la causa.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro un professionista in merito alla prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. Mentre i giudici di merito avevano ritenuto il credito prescritto fissando la scadenza al 16 giugno 2011, la Suprema Corte ha chiarito che, per i soggetti sottoposti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2011 da un apposito D.P.C.M. Pertanto, la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 4 luglio 2016 è risultata tempestiva, interrompendo correttamente il termine quinquennale.
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Prescrizione contributiva: il calcolo dei termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributiva per i debiti verso la Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento, inclusi i differimenti previsti da decreti governativi. Nel caso analizzato, un professionista contestava la richiesta di contributi per l'anno 2010, ritenendoli prescritti. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il termine di versamento era stato prorogato al 6 luglio 2011. Poiché la notifica dell'ente previdenziale è avvenuta il 6 luglio 2016, il termine quinquennale non era ancora decorso. La decisione sottolinea che il giudice deve applicare d'ufficio le proroghe di legge nel calcolo dei termini.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dal momento in cui scade il termine per il pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'ente previdenziale il 4 luglio 2016 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio calcolato dalla nuova scadenza. La sentenza ribadisce che le proroghe amministrative dei termini di versamento spostano in avanti il termine iniziale della prescrizione.
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Contributi gestione separata: debito confermato ma sanzioni annullate
Una professionista ha impugnato la richiesta dell'INPS relativa al pagamento dei contributi gestione separata per l'anno 2010. La Corte d'Appello aveva inizialmente dato ragione all'ente, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che non esiste alcun automatismo tra l'omissione del quadro RR e la volontà di frodare l'ente. Sebbene il debito principale sia stato confermato a causa di una proroga tecnica dei termini di versamento che ha evitato la prescrizione, la Suprema Corte ha accolto il ricorso per quanto riguarda le sanzioni civili. In applicazione di una storica sentenza della Corte Costituzionale, la professionista è stata esonerata dalle sanzioni poiché il quadro normativo dell'epoca era incerto, tutelando così il suo legittimo affidamento.
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Prescrizione Contributi INPS: Quando Scade il Termine
Una professionista ha contestato una richiesta di contributi da parte dell'INPS, sostenendo che il diritto fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine per la prescrizione contributi INPS deve essere calcolato con precisione. La Corte ha stabilito che un decreto ministeriale aveva posticipato la scadenza del pagamento, e sulla base di questa nuova data di partenza, la richiesta dell'INPS è risultata tempestiva, convalidando così la pretesa per i contributi non versati.
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