La Corte di Cassazione, con la sentenza 7018/2024, ha confermato la confisca totale dei beni di un imprenditore e di sua moglie. La Corte ha chiarito che la nozione di impresa mafiosa si estende anche alle aziende che, pur non ricevendo capitali illeciti, traggono vantaggi determinanti dal legame del proprietario con la criminalità organizzata, come l'eliminazione della concorrenza. Di conseguenza, l'intero patrimonio aziendale viene considerato 'contaminato' e soggetto a confisca, essendo impossibile scindere la parte lecita da quella illecita.
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