Una cittadina straniera, condannata in Romania per rapina a tre anni con sospensione condizionale sotto sorveglianza, ha chiesto che la pena venisse eseguita in Italia. La Corte di appello ha disposto il riconoscimento di sentenze straniere, adattando la misura rumena all'affidamento in prova al servizio sociale italiano. La difesa ha fatto ricorso, sostenendo che si dovesse applicare il lavoro di pubblica utilità introdotto dalla Riforma Cartabia, ritenuto più favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'affidamento in prova è l'istituto più affine alla misura rumena. Inoltre, applicare il lavoro di pubblica utilità avrebbe aggiunto un obbligo non previsto dalla sentenza estera, violando il divieto di aggravare la sanzione originaria.
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