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D.lgs. 14 giugno 2024, n. 87

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50 provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: quando si applica?
Un amministratore è stato condannato per l'omesso versamento di ritenute fiscali. La Cassazione, pur confermando la sua responsabilità e rigettando la difesa basata sulla crisi economica, ha annullato la sentenza con rinvio. Il motivo è che la Corte d'Appello ha errato nel negare l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi su una valutazione errata della 'condotta abituale' e non considerando adeguatamente il modesto superamento della soglia di punibilità.
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Rilascio Certificazioni Uniche: basta il cassetto fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5020/2025, ha rigettato il ricorso di un imprenditore accusato di omesso versamento di ritenute. Il punto cruciale della decisione riguarda il concetto di "rilascio certificazioni uniche" ai dipendenti. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato, non è necessaria la consegna materiale del documento. L'inserimento della Certificazione Unica nel cassetto fiscale del lavoratore, consultabile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, è considerato una prova idonea e sufficiente del suo rilascio, integrando così il presupposto del reato.
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Crisi di liquidità: quando esclude il reato fiscale?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per omesso versamento IVA, nonostante avesse invocato una grave crisi di liquidità della sua azienda. La sentenza chiarisce che, per escludere la responsabilità penale, la crisi deve derivare da fattori imprevedibili e non controllabili, e non dal normale rischio d'impresa o da scelte gestionali. L'imprenditore non è riuscito a fornire prove sufficienti in tal senso, rendendo il suo ricorso inammissibile.
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Particolare tenuità del fatto: il pagamento non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2788/2025, ha stabilito che il successivo pagamento integrale del debito tributario non è sufficiente a giustificare l'assoluzione per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) quando il reato originario consiste in un'evasione fiscale di importo rilevante. La condotta post-reato, pur positiva, deve essere bilanciata con la gravità iniziale del fatto, che resta il criterio centrale di valutazione.
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Omessa dichiarazione: la crisi non è una scusa valida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1040/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di omessa dichiarazione fiscale. L'imputato aveva giustificato la sua condotta con una grave crisi di liquidità aziendale, ma la Corte ha chiarito che tale difficoltà economica non può scusare la mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi e IVA, un adempimento formale distinto dal pagamento delle imposte.
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Concordato preventivo e reati: cosa dice la Cassazione
Una società, soggetta a sequestro per omesso versamento di ritenute nonostante un concordato preventivo omologato, ha visto il suo ricorso respinto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola omologazione non basta per estinguere il reato o revocare il sequestro. È necessario dimostrare il regolare pagamento del debito ristrutturato per ottenere la non punibilità e la liberazione dei beni.
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Omesso versamento IVA: la crisi non è una scusa valida
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omesso versamento IVA a un imprenditore, chiarendo che la crisi di liquidità non costituisce forza maggiore se l'imprenditore sceglie deliberatamente di pagare altri debiti (come fornitori e dipendenti) anziché le imposte. Questa scelta, secondo la Corte, dimostra la coscienza e volontà di non adempiere all'obbligo fiscale, integrando il dolo richiesto dal reato.
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Detraibilità IVA spese legali: la Cassazione decide
Una società si è vista negare il diritto alla detrazione dell'IVA sulle spese legali sostenute per la difesa penale dei propri dipendenti e amministratori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per la detraibilità IVA spese legali è necessario un nesso diretto e immediato con l'attività d'impresa, nesso che in questo caso manca. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicare un regime sanzionatorio più favorevole sopravvenuto.
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Giudicato penale di assoluzione: stop al processo
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo tributario riguardante un avviso di pagamento per IRPEF. La decisione di rinvio è motivata dalla necessità di attendere le pronunce delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale sull'efficacia del giudicato penale di assoluzione nel contenzioso fiscale. Il contribuente, accusato di essere socio di fatto di una società estera, era stato precedentemente assolto in sede penale per gli stessi fatti.
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Giudicato penale assolutorio: effetti nel processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa fiscale relativa a un avviso di accertamento per esterovestizione. La decisione è motivata dalla necessità di attendere le pronunce delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale sull'efficacia del giudicato penale assolutorio nel processo tributario, dato che il contribuente era stato definitivamente assolto in sede penale per gli stessi fatti.
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