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Art. 99 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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217 provvedimenti

Altri anni per Art. 99 Codice di Procedura Civile

Prescrizione risoluzione contratto: l’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione stabilisce che la domanda giudiziale per l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare interrompe la prescrizione anche per la successiva domanda di risoluzione. Il caso riguarda una compravendita immobiliare bloccata per irregolarità urbanistiche. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dei promittenti venditori, rigettando la loro eccezione di prescrizione risoluzione contratto, poiché la prima azione legale aveva già interrotto il decorso dei termini.
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Responsabilità direttore lavori: la Cassazione conferma
In una causa per un contratto d'appalto, la Corte di Cassazione ha confermato la corresponsabilità del direttore dei lavori, che era anche il committente, per i difetti dell'opera. A causa della sua omessa vigilanza su difformità evidenti, è stata affermata la sua responsabilità solidale con l'impresa appaltatrice e il risarcimento a suo favore è stato ridotto del 50%. La Corte ha chiarito che l'eccezione di corresponsabilità sollevata dall'appaltatore era legittima e tempestiva.
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Garanzia impropria e vendita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di un orologio di lusso rivelatosi contraffatto. L'acquirente finale ha citato in giudizio il rivenditore, che a sua volta ha chiamato in causa il suo fornitore. La Corte ha stabilito che, in caso di garanzia impropria, la domanda dell'attore si estende automaticamente al terzo chiamato se quest'ultimo viene indicato come l'unico e vero responsabile. Ha inoltre chiarito l'uso della prova presuntiva per determinare il momento della contraffazione, rigettando il ricorso del fornitore originario e confermando la sua responsabilità.
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Valore probatorio DDT: la Cassazione fa chiarezza
Un fornitore ha contestato la consegna di merci, disconoscendo i Documenti di Trasporto (DDT) prodotti dalla controparte perché non firmati e in copia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il valore probatorio dei DDT, seppur privi di piena efficacia, può costituire un valido indizio. Insieme ad altri elementi, come il ritardo nella contestazione della fattura, può fondare un ragionamento presuntivo del giudice e provare l'avvenuta consegna.
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Usucapione: impossibile senza possesso esclusivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due figli che chiedevano l'usucapione di immobili del padre. La domanda è stata respinta perché il possesso non era esclusivo, ma condiviso con altri familiari (compossesso), come provato da una precedente sentenza. La Corte ha confermato la condanna per lite temeraria, sottolineando l'importanza di un possesso ininterrotto ed esclusivo per l'usucapione.
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Domanda nuova in condominio: limiti e conseguenze
Alcuni condomini impugnano una delibera per l'installazione di un dissuasore di sosta. Durante la causa, chiedono anche l'accertamento di una servitù sull'area. La Cassazione conferma che si tratta di una domanda nuova inammissibile, poiché introduce un tema di giudizio diverso, con parti e presupposti differenti, rispetto all'impugnazione della delibera. La Corte chiarisce inoltre che installare un dissuasore per regolamentare l'uso di un'area comune non costituisce un'innovazione e non richiede maggioranze qualificate.
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Distanze legali: demolizione per il nuovo proprietario
La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di ripristinare le distanze legali tra costruzioni ricade sull'attuale proprietario dell'immobile, anche se la violazione è stata commessa dal precedente titolare. Il caso riguardava una sopraelevazione e un ampliamento che violavano le norme del piano regolatore. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'azione per il rispetto delle distanze è di natura reale e segue il bene, rendendo l'attuale proprietario l'unico soggetto tenuto alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
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Diritto di scelta in condominio: il caso del citofono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due condòmini che chiedevano un risarcimento danni per essere rimasti isolati dal nuovo impianto videocitofonico condominiale. I condòmini si erano opposti all'acquisto del modello proposto dalla ditta appaltatrice, esercitando il loro diritto di scelta in condominio e installandone uno autonomo. La Corte ha stabilito che non vi è stata alcuna condotta illecita da parte del condominio o della ditta, poiché le richieste di garanzie e certificazioni per l'allaccio del dispositivo privato erano legittime per preservare la sicurezza e la funzionalità dell'intero impianto comune.
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Regolamento dei confini: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20737/2025, ha stabilito i criteri per distinguere l'azione di regolamento dei confini da quella di rivendicazione. Il caso riguardava una disputa tra vicini per uno sconfinamento con costruzione di un manufatto. La Corte ha qualificato l'azione come regolamento dei confini, poiché l'incertezza verteva sulla linea di demarcazione e non sulla titolarità del diritto di proprietà, confermando la condanna alla demolizione.
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Rito processuale errato: quando si perde un grado
Una società contesta le parcelle di un legale. Il Tribunale adotta un rito processuale sommario, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione. L'applicazione di un rito processuale errato per le attività stragiudiziali ha illegittimamente privato la società di un grado di appello, violando i suoi diritti processuali. La causa è stata rinviata al Tribunale per essere decisa con il rito corretto.
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Contratto preliminare: il secondo accordo annulla il primo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un secondo accordo, che prevede la stipula di un futuro e più dettagliato contratto preliminare, può annullare e superare il vincolo del primo. In questo caso, una società immobiliare è stata condannata a restituire un deposito cauzionale perché, dopo una prima proposta di acquisto, le parti avevano firmato una scrittura successiva che subordinava l'accordo alla stesura di un nuovo preliminare, mai concluso. La Corte ha ritenuto che il vincolo contrattuale non si fosse mai perfezionato.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni a seguito della demolizione e ricostruzione di un immobile. La controversia riguardava anche il rifacimento di un impianto fognario condiviso. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve individuare d'ufficio la normativa applicabile in tema di distanze, anche se non indicata dalla parte. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello perché non aveva specificato quale norma fosse stata violata né aveva approfondito la natura dell'intervento edilizio. Infine, ha affermato il principio secondo cui le spese per opere necessarie alla conservazione di una servitù vanno ripartite tra i proprietari dei fondi in base ai rispettivi vantaggi.
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Eccezione in senso stretto e condizione risolutiva
Una società stipula un contratto preliminare di compravendita immobiliare sottoposto a una condizione risolutiva. Scaduto il termine per l'avveramento della condizione, le parti continuano a trattare. Successivamente, l'acquirente recede per inadempimento del venditore, il quale si difende tardivamente sostenendo l'avvenuta risoluzione di diritto. La Cassazione chiarisce che l'avveramento della condizione risolutiva costituisce un'eccezione in senso stretto, che deve essere sollevata tempestivamente dalla parte interessata e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, la difesa tardiva del venditore era inammissibile.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, condannato per violazione delle distanze edilizie, ha tentato di modificare in appello il fondamento della sua richiesta di manleva contro il Comune, passando da una responsabilità contrattuale a una extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di tale modifica, qualificandola come una domanda nuova in appello. La sentenza chiarisce che alterare la causa petendi, ovvero i fatti e il diritto su cui si fonda la pretesa, introduce un tema d'indagine radicalmente diverso, vietato in secondo grado.
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Arricchimento senza causa: appalto pubblico nullo
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per l'edilizia residenziale per ottenere il pagamento di lavori eseguiti in assenza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa perché proposta tardivamente nel corso del processo. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla responsabilità diretta dei funzionari degli enti locali non si estendono a questa tipologia di ente pubblico.
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Impugnazione delibera condominiale: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di impugnazione delibera condominiale, rigettando il ricorso di una condomina. La Corte chiarisce importanti principi sulla presunzione di conoscenza della convocazione inviata per raccomandata, sui limiti dell'incompatibilità del giudice e sulla corretta procedura decisionale in appello.
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Legittimazione attiva: ex socio e azione per società
Un ex socio ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità della vendita di alcuni immobili appartenenti alla sua precedente società, ormai estinta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto chiave è la mancanza di legittimazione attiva del ricorrente, il quale ha agito a titolo personale e non come successore nei rapporti della società. La Corte ha inoltre precisato che il giudice non può rilevare d'ufficio la nullità di un contratto per sopperire al difetto di legittimazione della parte che agisce.
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