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Art. 99 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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79 provvedimenti

Altri anni per Art. 99 Codice di Procedura Civile

Esenzione IVA viaggi studio: quando si applica?
Una società di formazione linguistica si è vista negare l'esenzione IVA per i viaggi studio organizzati all'estero. L'Amministrazione Finanziaria ha riqualificato l'attività come quella di un'agenzia di viaggi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16406/2024, ha confermato che l'organizzazione di pacchetti comprensivi di corso, vitto e alloggio tramite fornitori terzi ricade nel regime speciale IVA delle agenzie di viaggi (art. 74-ter), escludendo quindi l'applicazione dell'esenzione IVA viaggi studio prevista per le prestazioni didattiche.
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Onere della prova TARSU: chi deve dimostrare l’esenzione
Una società di riscossione contesta una decisione sulla Tassa Rifiuti (TARSU) dovuta da un'azienda. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova TARSU spetta al contribuente, il quale deve denunciare specificamente le aree che producono rifiuti speciali per ottenere l'esenzione. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: quando la Cassazione la esclude
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento ICI su aree edificabili. L'ordinanza chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente, sottolineando che una motivazione sintetica non è necessariamente nulla. Inoltre, ha escluso l'applicabilità del giudicato esterno derivante da sentenze su annualità diverse e ha ribadito l'impossibilità di riesaminare nel merito la valutazione fattuale dei terreni in sede di legittimità.
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Rimborso definizione agevolata: il giudicato prevale
Una società aveva richiesto il rimborso delle somme versate per una definizione agevolata, dopo aver ottenuto sentenze definitive favorevoli sui debiti tributari originari. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14453/2024, ha stabilito che un giudicato favorevole al contribuente, anche se successivo alla definizione, prevale su di essa. Di conseguenza, le somme pagate diventano un versamento non dovuto e devono essere restituite, configurando un diritto al rimborso definizione agevolata.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono indeducibili?
Una società del settore metalmeccanico si è vista negare la deducibilità di ingenti costi di sponsorizzazione sportiva. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo le spese sproporzionate e anti-economiche, e quindi non inerenti all'attività d'impresa. La Corte ha stabilito che la palese irragionevolezza economica di un costo ne compromette la deducibilità fiscale.
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Iscrizione ipotecaria: l’obbligo di esame nel merito
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante una iscrizione ipotecaria. Il giudice di secondo grado aveva omesso di esaminare i motivi di appello dell'Agente della Riscossione sulla validità delle notifiche delle cartelle di pagamento e sul superamento della soglia di debito. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice d'appello deve riesaminare la causa nel merito, accogliendo i motivi del ricorso e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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ICI terreni edificabili: sì anche senza piano attuativo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due contribuenti e il ricorso incidentale di un Comune in materia di ICI per terreni edificabili. Per l'annualità 2010, è stata confermata la decadenza del Comune dal diritto di accertamento. Per l'annualità 2011, è stato ribadito che un'area è considerata edificabile, e quindi soggetta a tassazione basata sul valore venale, sulla base della sola previsione del piano regolatore generale, anche in assenza di un piano urbanistico attuativo.
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Immobili storici tassazione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13101/2024, ha stabilito che i redditi derivanti dalla locazione di immobili di interesse storico da parte di una società costituiscono reddito d'impresa e non reddito fondiario. Di conseguenza, a tale attività non si applica il regime fiscale agevolato previsto per i privati, ma la tassazione ordinaria. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, disponendo il rinvio per la loro rideterminazione in base alla normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Notifica persona giuridica: quando è valida senza avviso
Una società contesta una cartella di pagamento, lamentando la nullità della notifica dell'atto presupposto. La Cassazione chiarisce che la notifica persona giuridica, se consegnata a un dipendente presso la sede, è valida anche senza l'invio della raccomandata informativa, poiché la consegna si considera avvenuta direttamente al destinatario.
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Motivi aggiunti ricorso tributario: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento, sollevando la questione del difetto di delega di firma solo in una memoria successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che i motivi aggiunti in un ricorso tributario sono inammissibili se non rientrano nei casi eccezionali previsti dalla legge, ribadendo che tutte le contestazioni devono essere formulate nell'atto iniziale. La sentenza del giudice di merito, che aveva accolto il motivo tardivo, è stata annullata con rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugnava due estratti di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. I giudici di merito dichiaravano il ricorso inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), cassa la sentenza e dichiara inammissibile il ricorso originario. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, requisito non provato nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo relativo a cartelle esattoriali mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando principi giuridici sopravvenuti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale a causa dell'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Motivazione avviso accertamento: i limiti del Comune
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IMU e TASI. La Corte di Cassazione ha analizzato la questione, stabilendo che la motivazione dell'avviso di accertamento è adeguata se permette al cittadino di comprendere la pretesa fiscale e difendersi. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su una specifica contestazione relativa all'applicazione delle sanzioni, rinviando il caso per un nuovo esame su questo punto.
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Canoni non riscossi: quando si pagano le tasse?
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per canoni non riscossi da una locazione non abitativa, sostenendo la risoluzione del contratto per inadempimento dell'inquilino. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reddito va dichiarato fino alla risoluzione formale del contratto e condannando il ricorrente per abuso del processo.
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Accertamento analitico induttivo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fondato su un accertamento analitico induttivo, che presumeva ricavi non dichiarati a fronte di ingenti prelievi di cassa da parte dei soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ritenendo legittimo l'operato dell'Amministrazione Finanziaria a causa delle gravi irregolarità contabili e della mancata prova, da parte del contribuente, della reale destinazione dei fondi. La Corte ha invece accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia su un diverso punto relativo al principio di competenza dei costi.
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Obbligo dichiarazione ICI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso relativo all'obbligo dichiarazione ICI. La questione centrale riguarda la necessità per un contribuente di presentare una nuova dichiarazione quando un terreno diventa edificabile e le conseguenti implicazioni sui termini di decadenza per l'accertamento del Comune. La Corte ha ritenuto la questione di diritto di particolare rilevanza, sospendendo il giudizio per un esame più approfondito.
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Notifica PEC: la Cassazione conferma la sua validità
Una società ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su diverse cartelle di pagamento, sostenendo vizi nella notifica PEC e l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena validità della notifica PEC eseguita con allegati in formato PDF semplice, non essendo necessario il formato p7m. La Corte ha inoltre chiarito che la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, regolarmente notificata, ha interrotto la prescrizione, rendendo legittima la successiva iscrizione del vincolo sul bene immobile.
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Obbligo dichiarativo: stop ICI se il Comune sa già
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26921/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (e per estensione IMU): l'obbligo dichiarativo a carico del contribuente viene meno quando la variazione che determina l'imponibilità (in questo caso, la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile) è causata da un atto del Comune stesso. Se l'ente impositore è l'autore della modifica e quindi ne è già a conoscenza, richiedere al cittadino una dichiarazione formale diventa un adempimento superfluo. La decisione si fonda sul principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra Fisco e contribuente.
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Società in house: natura commerciale ai fini IRAP
Una società di servizi pubblici, operante come società in house per un comune, ha richiesto il rimborso dell'IRAP. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale: una società in house, pur essendo interamente partecipata da un ente pubblico, mantiene la sua natura di impresa commerciale ai fini fiscali. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che l'aveva erroneamente qualificata come ente non commerciale, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sulla corretta classificazione giuridica.
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Canone occupazione suolo: quando paga il concessionario
Una società concessionaria di autostrade ha contestato il pagamento del canone occupazione suolo pubblico per un viadotto su una strada comunale, sostenendo di essere un'estensione dello Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la società, in quanto soggetto giuridico distinto che persegue un fine di lucro, è tenuta al pagamento del canone. L'interesse pubblico dell'opera non costituisce un motivo di esenzione automatica.
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