LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 99 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 9 di 9

171 provvedimenti

Altri anni per Art. 99 Codice di Procedura Civile

Onere della prova: chi deve produrre il contratto?
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, attribuendo al cliente l'onere della prova tramite la produzione del contratto e di tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione, chiarendo che l'onere della prova può ricadere sulla banca, specialmente se il cliente non è in grado di produrre il contratto perché mai ricevuto o perché inesistente in forma scritta.
Continua »
Risarcimento esproprio: no agli indici ISTAT per il valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21545/2025, ha stabilito due principi fondamentali in materia di risarcimento esproprio. In primo luogo, ha dichiarato illegittimo il calcolo del valore di un immobile basato sull'applicazione retroattiva degli indici ISTAT, poiché questi non riflettono l'andamento del mercato immobiliare. In secondo luogo, ha confermato che il termine di prescrizione per l'indennità di occupazione legittima è decennale e non quinquennale. La vicenda riguarda un proprietario che ha subito un'occupazione d'urgenza mai seguita da un decreto di esproprio.
Continua »
Giudicato interno e accreditamento sanitario: il limite
Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento di prestazioni a un'Azienda Sanitaria Locale (ASL). In primo grado, l'ASL ha contestato la mancanza di prova dell'accreditamento, ma il Tribunale ha implicitamente riconosciuto la validità del rapporto, condannando l'ASL al pagamento. L'ASL ha appellato la sentenza per altri motivi, senza contestare specificamente il punto sull'accreditamento. La Corte d'Appello ha riesaminato d'ufficio la questione, negando il diritto della struttura al pagamento. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che sulla questione dell'accreditamento si era formato un giudicato interno, che impediva alla Corte d'Appello di rimetterla in discussione.
Continua »
Perdita di chance: no al risarcimento se incerta
Una società, a seguito dell'annullamento di un contratto di concessione di un immobile con un Comune, ha richiesto il risarcimento del danno per mancato guadagno derivante da un contratto di affitto d'azienda non concluso. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, sottolineando che non è risarcibile una mera possibilità di reddito futura, qualificabile come perdita di chance, quando la sua concreta realizzazione e remuneratività appaiono incerte. La Corte ha distinto questo caso dal lucro cessante, che presuppone la perdita di un guadagno quasi certo.
Continua »
Onere della prova: chi prova l’inadempimento?
Una società, dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici, si vede revocare i fondi dal Ministero per presunte irregolarità. Mentre la Corte d'Appello aveva dato ragione all'impresa, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo un principio fondamentale: nei casi di responsabilità contrattuale, l'onere della prova dell'esatto adempimento spetta al debitore (la società), non al creditore (il Ministero). Il Ministero deve solo allegare l'inadempimento, non provarlo in ogni dettaglio.
Continua »
Liquidazione compenso curatore: il contraddittorio è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di liquidazione del compenso di un curatore fallimentare dimissionario perché emesso senza la sua piena partecipazione al procedimento. Il caso riguarda la richiesta di compenso di un ex curatore, a cui è seguita un'istanza autonoma da parte dei curatori subentranti. La Corte ha stabilito che la violazione del principio del contraddittorio rende nullo il provvedimento, poiché a tutti i professionisti che si sono succeduti nell'incarico deve essere garantita la possibilità di interloquire sulla determinazione e ripartizione del compenso. La decisione sulla liquidazione compenso curatore è stata rinviata al tribunale per un nuovo esame nel rispetto del contraddittorio.
Continua »
Canoni demaniali: la Cassazione sui conguagli
Una associazione sportiva ha contestato la richiesta di pagamento di un conguaglio sui canoni demaniali per il periodo 1989-2000, sostenendo il diritto a riduzioni e l'applicabilità di un condono. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la definitività dei canoni versati non sana gli usi non conformi della concessione, come l'ormeggio di imbarcazioni private. Inoltre, ha chiarito che il condono previsto dalla legge non si applica alle sanzioni per occupazione abusiva ma solo alle controversie sui criteri di calcolo dei canoni.
Continua »
Liquidazione Coatta: stop alle azioni individuali
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una banca in liquidazione coatta amministrativa per far dichiarare inesistente un debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali azioni sono inammissibili. Il principio della liquidazione coatta amministrativa impone che tutte le pretese, incluse quelle di accertamento negativo, siano gestite esclusivamente all'interno della procedura concorsuale per tutelare la parità di trattamento tra i creditori. Qualsiasi causa individuale presso un tribunale ordinario è quindi preclusa.
Continua »
Sovraindebitamento familiare: quando è unica procedura?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso di alcuni creditori contro l'apertura di una procedura di liquidazione controllata per due familiari. La Corte ha chiarito che per attivare un'unica procedura di sovraindebitamento familiare è sufficiente la comune origine del debito. Inoltre, ha stabilito che la valutazione sulla meritevolezza del debitore non va fatta in fase di ammissione alla procedura, ma solo successivamente, in sede di esdebitazione.
Continua »
Assenza di colpa: come ottenere i contributi agricoli
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda agricola a ricevere contributi comunitari, nonostante le irregolarità nei contratti di comodato dei terreni. La decisione si fonda sul principio dell'assenza di colpa e della buona fede dell'imprenditore, ritenuti elementi decisivi per superare le contestazioni formali sollevate dall'ente pagatore. Il ricorso di quest'ultimo è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Sanitaria contro una Comunità Terapeutica in una disputa su pagamenti. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza, poiché l'Azienda non ha riprodotto integralmente nel ricorso la sentenza amministrativa su cui basava le proprie censure, impedendo alla Corte di valutarne la fondatezza.
Continua »