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Art. 99 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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279 provvedimenti

Altri anni per Art. 99 Codice di Procedura Civile

Onere della prova: chi prova l’inadempimento?
Una società, dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici, si vede revocare i fondi dal Ministero per presunte irregolarità. Mentre la Corte d'Appello aveva dato ragione all'impresa, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo un principio fondamentale: nei casi di responsabilità contrattuale, l'onere della prova dell'esatto adempimento spetta al debitore (la società), non al creditore (il Ministero). Il Ministero deve solo allegare l'inadempimento, non provarlo in ogni dettaglio.
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Contratto preliminare: il secondo accordo annulla il primo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un secondo accordo, che prevede la stipula di un futuro e più dettagliato contratto preliminare, può annullare e superare il vincolo del primo. In questo caso, una società immobiliare è stata condannata a restituire un deposito cauzionale perché, dopo una prima proposta di acquisto, le parti avevano firmato una scrittura successiva che subordinava l'accordo alla stesura di un nuovo preliminare, mai concluso. La Corte ha ritenuto che il vincolo contrattuale non si fosse mai perfezionato.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni a seguito della demolizione e ricostruzione di un immobile. La controversia riguardava anche il rifacimento di un impianto fognario condiviso. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve individuare d'ufficio la normativa applicabile in tema di distanze, anche se non indicata dalla parte. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello perché non aveva specificato quale norma fosse stata violata né aveva approfondito la natura dell'intervento edilizio. Infine, ha affermato il principio secondo cui le spese per opere necessarie alla conservazione di una servitù vanno ripartite tra i proprietari dei fondi in base ai rispettivi vantaggi.
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Liquidazione compenso curatore: il contraddittorio è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di liquidazione del compenso di un curatore fallimentare dimissionario perché emesso senza la sua piena partecipazione al procedimento. Il caso riguarda la richiesta di compenso di un ex curatore, a cui è seguita un'istanza autonoma da parte dei curatori subentranti. La Corte ha stabilito che la violazione del principio del contraddittorio rende nullo il provvedimento, poiché a tutti i professionisti che si sono succeduti nell'incarico deve essere garantita la possibilità di interloquire sulla determinazione e ripartizione del compenso. La decisione sulla liquidazione compenso curatore è stata rinviata al tribunale per un nuovo esame nel rispetto del contraddittorio.
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Verbale di conciliazione: la tassazione corretta
Un contribuente ha contestato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su un verbale di conciliazione relativo a una disputa ereditaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accordo aveva un effetto di trasferimento della proprietà, giustificando così l'applicazione dell'aliquota corrispondente. L'ordinanza chiarisce anche il momento da cui decorre il termine di decadenza per l'azione dell'amministrazione finanziaria e i requisiti di motivazione dell'atto impositivo.
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Canoni demaniali: la Cassazione sui conguagli
Una associazione sportiva ha contestato la richiesta di pagamento di un conguaglio sui canoni demaniali per il periodo 1989-2000, sostenendo il diritto a riduzioni e l'applicabilità di un condono. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la definitività dei canoni versati non sana gli usi non conformi della concessione, come l'ormeggio di imbarcazioni private. Inoltre, ha chiarito che il condono previsto dalla legge non si applica alle sanzioni per occupazione abusiva ma solo alle controversie sui criteri di calcolo dei canoni.
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Eccezione in senso stretto e condizione risolutiva
Una società stipula un contratto preliminare di compravendita immobiliare sottoposto a una condizione risolutiva. Scaduto il termine per l'avveramento della condizione, le parti continuano a trattare. Successivamente, l'acquirente recede per inadempimento del venditore, il quale si difende tardivamente sostenendo l'avvenuta risoluzione di diritto. La Cassazione chiarisce che l'avveramento della condizione risolutiva costituisce un'eccezione in senso stretto, che deve essere sollevata tempestivamente dalla parte interessata e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, la difesa tardiva del venditore era inammissibile.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, condannato per violazione delle distanze edilizie, ha tentato di modificare in appello il fondamento della sua richiesta di manleva contro il Comune, passando da una responsabilità contrattuale a una extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di tale modifica, qualificandola come una domanda nuova in appello. La sentenza chiarisce che alterare la causa petendi, ovvero i fatti e il diritto su cui si fonda la pretesa, introduce un tema d'indagine radicalmente diverso, vietato in secondo grado.
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Liquidazione Coatta: stop alle azioni individuali
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una banca in liquidazione coatta amministrativa per far dichiarare inesistente un debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali azioni sono inammissibili. Il principio della liquidazione coatta amministrativa impone che tutte le pretese, incluse quelle di accertamento negativo, siano gestite esclusivamente all'interno della procedura concorsuale per tutelare la parità di trattamento tra i creditori. Qualsiasi causa individuale presso un tribunale ordinario è quindi preclusa.
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Arricchimento senza causa: appalto pubblico nullo
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per l'edilizia residenziale per ottenere il pagamento di lavori eseguiti in assenza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa perché proposta tardivamente nel corso del processo. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla responsabilità diretta dei funzionari degli enti locali non si estendono a questa tipologia di ente pubblico.
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Ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'azienda contro la sentenza che riconosceva a una dipendente un inquadramento superiore. La decisione si fonda sul difetto di autosufficienza del ricorso, ovvero sulla sua incapacità di fornire alla Corte tutti gli elementi necessari per valutare le censure sollevate, senza dover consultare altri atti processuali. La sentenza sottolinea l'importanza di redigere l'atto di appello in modo completo e specifico.
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Impugnazione delibera condominiale: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di impugnazione delibera condominiale, rigettando il ricorso di una condomina. La Corte chiarisce importanti principi sulla presunzione di conoscenza della convocazione inviata per raccomandata, sui limiti dell'incompatibilità del giudice e sulla corretta procedura decisionale in appello.
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Passing-on defense: Cassazione sul danno antitrust
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia aerea che chiedeva la restituzione di "airport fees" e il risarcimento del danno a delle società petrolifere. La Corte ha stabilito che la clausola contrattuale di rimborso dei costi è valida anche se i costi sottostanti sono illegittimi. Inoltre, ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento applicando la passing-on defense, poiché la compagnia aerea aveva trasferito tali costi sui biglietti dei passeggeri, non subendo quindi un danno effettivo.
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Sovraindebitamento familiare: quando è unica procedura?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso di alcuni creditori contro l'apertura di una procedura di liquidazione controllata per due familiari. La Corte ha chiarito che per attivare un'unica procedura di sovraindebitamento familiare è sufficiente la comune origine del debito. Inoltre, ha stabilito che la valutazione sulla meritevolezza del debitore non va fatta in fase di ammissione alla procedura, ma solo successivamente, in sede di esdebitazione.
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Legittimazione attiva: ex socio e azione per società
Un ex socio ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità della vendita di alcuni immobili appartenenti alla sua precedente società, ormai estinta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto chiave è la mancanza di legittimazione attiva del ricorrente, il quale ha agito a titolo personale e non come successore nei rapporti della società. La Corte ha inoltre precisato che il giudice non può rilevare d'ufficio la nullità di un contratto per sopperire al difetto di legittimazione della parte che agisce.
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Corrispettivo aeroportuale: quando è legittimo?
Una compagnia aerea ha citato in giudizio una società petrolifera per la restituzione di un corrispettivo aeroportuale pagato per la fornitura di carburante, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il pagamento trova la sua legittima causa nel contratto di fornitura. La Corte ha inoltre chiarito che, nell'ambito di un'azione risarcitoria, spetta all'acquirente dimostrare di non aver trasferito il maggior costo (il c.d. "passing-on") sui propri clienti.
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Assenza di colpa: come ottenere i contributi agricoli
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda agricola a ricevere contributi comunitari, nonostante le irregolarità nei contratti di comodato dei terreni. La decisione si fonda sul principio dell'assenza di colpa e della buona fede dell'imprenditore, ritenuti elementi decisivi per superare le contestazioni formali sollevate dall'ente pagatore. Il ricorso di quest'ultimo è stato dichiarato inammissibile.
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Appalto di servizi di trasporto: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una grande società committente al pagamento delle differenze retributive di un lavoratore, dipendente di una cooperativa subappaltatrice. La sentenza chiarisce che quando un contratto, pur formalmente di trasporto, prevede una serie continuativa e organizzata di prestazioni accessorie, si configura un appalto di servizi di trasporto. Questa qualificazione estende la responsabilità solidale del committente ai crediti del lavoratore, anche se non è il suo datore di lavoro diretto.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Sanitaria contro una Comunità Terapeutica in una disputa su pagamenti. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza, poiché l'Azienda non ha riprodotto integralmente nel ricorso la sentenza amministrativa su cui basava le proprie censure, impedendo alla Corte di valutarne la fondatezza.
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