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Art. 98 l. fall.

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395 provvedimenti

Domanda restituzione fallimento: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società finanziaria per una domanda restituzione fallimento. La decisione si basa su un principio processuale cruciale: la mancata impugnazione di una delle autonome ragioni giuridiche (ratio decidendi) della sentenza impugnata. Il caso riguardava la sospensione di un contratto di leasing a seguito del fallimento dell'utilizzatore, e la Corte ha confermato che, senza la contestazione di questo specifico punto, l'intero ricorso perde di interesse.
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Termine appello fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a una rivendicazione di somme nel contesto di un fallimento. La decisione si fonda sulla tardività dell'appello originario, evidenziando che il termine appello fallimento applicabile, secondo la normativa previgente, era di soli 15 giorni dalla notifica della sentenza di primo grado, un termine non rispettato dalla parte appellante.
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Compenso professionale: quando è credito privilegiato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso professionale di uno studio associato non gode di privilegio se non viene provata la natura personale della prestazione. Nel caso esaminato, uno studio si era opposto alla collocazione chirografaria del proprio credito nel fallimento di una società cliente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, in assenza di prova che la prestazione fosse riconducibile personalmente ai singoli professionisti, il credito va considerato chirografario e liquidato secondo le norme del concordato fallimentare per i crediti non privilegiati. È stato inoltre confermato il potere discrezionale del giudice nel quantificare il compenso in base alla durata e all'utilità della prestazione.
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Credito da recesso: non è postergato come un prestito
Un ex socio di S.r.l., receduto anni prima del fallimento, si oppone alla postergazione del suo credito da recesso. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il credito da recesso non è assimilabile ai finanziamenti dei soci e non è soggetto alla postergazione prevista dall'art. 2467 c.c., poiché il socio receduto diventa un creditore terzo.
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Domanda di rivendicazione fallimento: la decisione
La Cassazione chiarisce che la domanda di rivendicazione nel fallimento, o la richiesta del controvalore del bene, non può essere accolta se il bene non è mai entrato a far parte dell'attivo fallimentare. Se il creditore ha già intrapreso un'azione legale contro un terzo per recuperare il bene, non può contemporaneamente chiedere il controvalore al fallimento, poiché ciò comporterebbe un'ingiustificata duplicazione di valore. La scelta di agire per la restituzione del bene preclude la via dell'insinuazione al passivo per il suo valore.
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Leasing traslativo e fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società di leasing ha agito contro il fallimento di un'azienda utilizzatrice per un contratto risolto prima della bancarotta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30721/2023, ha ribaltato la decisione del Tribunale, stabilendo che per i contratti di leasing traslativo risolti prima dell'entrata in vigore della Legge 124/2017, non si applica l'art. 72-quater della legge fallimentare, bensì, in via analogica, l'art. 1526 c.c., ripristinando la distinzione tra leasing di godimento e traslativo per i casi pregressi.
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Patto commissorio: nullo anche con società del gruppo
La Corte di Cassazione stabilisce che il divieto di patto commissorio si applica anche a operazioni complesse, come il sale and lease back, realizzate tramite diverse società dello stesso gruppo bancario. La valutazione non deve fermarsi alla distinzione formale dei soggetti, ma deve esaminare la sostanza economica dell'accordo e l'eventuale presenza di un unico centro di interessi volto a eludere la norma, cassando la decisione del tribunale che aveva escluso la nullità basandosi sulla diversità soggettiva tra creditore e acquirente.
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Termine perentorio impugnazione: il caso fallimentare
Una società finanziaria ha impugnato una decisione relativa all'ammissione al passivo di un fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine perentorio impugnazione di 30 giorni, decorrente dalla comunicazione del provvedimento da parte della cancelleria. L'ordinanza sottolinea come questa regola speciale, dettata da esigenze di certezza e celerità, prevalga sulle norme generali del codice di procedura civile.
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Accantonamento fallimentare: quando è obbligatorio?
Un istituto di credito si è visto negare l'accantonamento fallimentare di somme contese perché non aveva richiesto una specifica misura cautelare durante il giudizio di opposizione allo stato passivo. La Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che la pendenza del giudizio di opposizione non è di per sé sufficiente a giustificare l'accantonamento, che è previsto solo in casi tassativi.
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Contratto di leasing: oneri fiscali e usura
La Cassazione ha annullato un decreto che, interpretando un contratto di leasing collegato a una compravendita, aveva addebitato gli oneri fiscali alla società concedente, ricalcolando il finanziamento e dichiarandolo usurario. Secondo la Corte, l'interpretazione del tribunale era errata e illogica, in particolare per la doppia detrazione degli oneri. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. Con l'ordinanza in esame, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, compensato le spese legali e escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica in caso di rinuncia.
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Prededuzione crediti e PMI: la prova è essenziale
Una società di trasporti si è vista negare la prededuzione dei crediti verso una grande azienda in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il creditore ha l'onere di provare tutti i requisiti di legge, incluso il proprio status di Piccola o Media Impresa (PMI). La mancata dimostrazione di questo requisito soggettivo è stata decisiva per il rigetto della richiesta di pagamento prioritario.
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Onere della prova: come evitare un ricorso inammissibile
Una lavoratrice ricorre in Cassazione per il ricalcolo di un credito lavorativo, ma il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte sottolinea che l'onere della prova del credito spetta a chi lo avanza e critica la mancata dimostrazione di un fatto decisivo che sarebbe stato omesso dal giudice di merito.
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Spese legali e contumacia: la decisione della Cassazione
In un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare, il Tribunale aveva accolto la domanda di un creditore ma dichiarato le spese legali irripetibili a causa della contumacia della curatela. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il rapporto tra spese legali e contumacia non consente di negare il rimborso delle spese alla parte vincitrice solo perché l'avversario non si è presentato in giudizio. La soccombenza virtuale impone la condanna alle spese.
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Compenso avvocato fase istruttoria: sempre dovuto
Un avvocato ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per i suoi compensi professionali. Il tribunale di merito aveva escluso il compenso per la fase istruttoria, ritenendola non svolta in una causa documentale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il compenso avvocato per la fase istruttoria è sempre dovuto, in quanto parte di un compenso unitario per la fase di trattazione. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini del privilegio, ogni grado di giudizio costituisce un incarico autonomo.
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Spese di giustizia: quando sono ammesse al passivo?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'ammissione in privilegio delle spese di giustizia nel passivo fallimentare. La Corte ha rigettato il ricorso di un creditore, stabilendo che le spese per azioni esecutive e di opposizione sono privilegiate solo se si dimostra la loro concreta utilità per la massa dei creditori. Inoltre, ha confermato che i compensi legali per la domanda di insinuazione non sono rimborsabili, poiché l'assistenza di un avvocato non è obbligatoria.
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Credito privilegiato professionista: no se fuori attività
Un consulente si vede negare il riconoscimento del credito privilegiato professionista in una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il privilegio non si applica se la prestazione offerta, come una consulenza per la ristrutturazione del debito, esula dall'attività professionale tipica e regolamentata del creditore. La Corte ha inoltre confermato che il credito per la rivalsa IVA richiede l'emissione di una fattura prima della dichiarazione di fallimento per essere ammesso al passivo.
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Privilegio professionista: come si calcola il biennio?
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di rapporto professionale continuativo, il privilegio professionista copre l'intero credito maturato, anche per le prestazioni antecedenti al biennio. Il calcolo del periodo di due anni decorre dalla cessazione dell'incarico complessivo e non dalla data di fallimento del debitore.
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Estinzione ricorso Cassazione e spese: la decisione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'estinzione del ricorso per Cassazione, dovuta alla mancata richiesta di udienza dopo una proposta di definizione accelerata, comporta la condanna alle spese legali. L'inerzia del ricorrente è considerata la causa dell'estinzione, giustificando l'addebito dei costi processuali, a differenza dei casi di rinuncia esplicita e accettata dalla controparte.
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Prescrizione presuntiva: il riconoscimento del debito
Un avvocato chiede l'ammissione al passivo fallimentare per i suoi compensi. La sua domanda viene respinta per prescrizione presuntiva. La Cassazione conferma che un riconoscimento di debito, per interrompere la prescrizione, deve avere data certa anteriore al fallimento, requisito che non può essere supplito dalla mancata costituzione in giudizio del curatore.
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