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Art. 97 Costituzione — Anno 2025

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663 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Riscossione coattiva beni demaniali: serve un titolo?
Una società si opponeva a una cartella di pagamento per l'occupazione abusiva di un'area demaniale, sostenendo la mancanza di un titolo esecutivo. La Corte d'Appello accoglieva la tesi della società, ma l'Ente pubblico gestore di immobili statali ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte, riscontrando un dubbio interpretativo sulla normativa speciale (Legge n. 311/2004) che regola la riscossione coattiva beni demaniali e l'esiguità dei precedenti, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Liquidazione spese giudiziali: l’errore del giudice
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, ma il giudice d'appello non si pronuncia sulle spese del primo grado e liquida quelle del secondo in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, cassa la sentenza e, in virtù del principio di economia processuale, provvede direttamente alla corretta liquidazione spese giudiziali per entrambi i gradi di giudizio, ribadendo l'obbligo di motivazione e il rispetto dei parametri normativi.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli sulla remunerazione per la loro formazione, completata prima del 2006. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la legislazione precedente era già conforme alle direttive UE sull'"adeguata remunerazione". L'introduzione di un sistema più vantaggioso è stata una scelta discrezionale del legislatore, non applicabile al passato. Sono state negate anche le richieste di indicizzazione e rivalutazione della borsa di studio.
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Risarcimento medici specializzandi e prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole su prescrizione e quantificazione del risarcimento per i medici che frequentarono le scuole di specializzazione prima del 1991 senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte conferma che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999 e che l'importo del risarcimento deve essere calcolato sulla base della Legge n. 370/1999, non del successivo D.Lgs. n. 257/1991. La sentenza accoglie il ricorso dell'amministrazione statale sull'importo e rigetta quello di un medico sulla decorrenza della prescrizione.
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Accordo conciliativo: come chiudere il contenzioso
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e una società di ristorazione. A seguito di un accertamento basato sul 'tovagliometro', le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo durante il giudizio in Cassazione, risolvendo la lite e portando all'estinzione del processo con compensazione delle spese.
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Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
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Informativa antimafia: limiti al ricorso in Cassazione
Una società colpita da una informativa antimafia ha impugnato il provvedimento, sostenendo che fatti favorevoli successivi ne dimostrassero l'illegittimità. Dopo le sconfitte presso il TAR e il Consiglio di Stato, si è rivolta alla Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la loro competenza è limitata ai soli 'motivi inerenti alla giurisdizione' (eccesso di potere del giudice amministrativo) e non può estendersi al merito della decisione, come la scelta di non considerare eventi successivi all'emissione dell'atto. La valutazione della legittimità di una informativa antimafia va fatta con riferimento al momento della sua adozione.
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Credito IVA e condono: la Cassazione chiarisce i limiti
La richiesta di rimborso IVA di una società immobiliare è stata negata dall'autorità fiscale. La società sosteneva che il credito fosse consolidato grazie a un precedente condono fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il condono fiscale sana i debiti tributari, ma non rende i crediti incontestabili. L'autorità fiscale conserva sempre il potere di verificare l'effettiva esistenza di un credito richiesto, anche dopo la scadenza dei termini di accertamento. La Corte ha inoltre stabilito che l'attività di locazione immobiliare della società non era occasionale, influenzando correttamente il calcolo della detraibilità IVA.
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Inquadramento PA: no a declassifica post concorso
Una lavoratrice del settore pubblico, precedentemente impiegata con contratti di somministrazione e poi a termine, ha contestato il suo inquadramento professionale, ritenuto inferiore, al momento della stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la partecipazione al concorso pubblico, che definiva l'inquadramento, e la successiva stabilizzazione hanno un effetto sanante, rendendo non contestabile la qualifica assegnata. La Corte ha inoltre chiarito che il servizio prestato in somministrazione non fonda un diritto all'inquadramento nei confronti della Pubblica Amministrazione.
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Stabilizzazione pubblico impiego: quando sana l’abuso
Una lavoratrice, dopo anni di contratti precari con un Ministero, è stata assunta a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa stabilizzazione nel pubblico impiego rappresenta un rimedio adeguato per l'abuso passato di contratti a termine, escludendo così il diritto a un ulteriore risarcimento. La Corte ha anche precisato che i contratti di somministrazione nulli non si convertono e che l'inquadramento professionale è determinato dal concorso pubblico, non dai precedenti rapporti di fatto.
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Motivazione per relationem: quando allegare l’atto?
La Corte di Cassazione stabilisce che l'Amministrazione Finanziaria non è obbligata ad allegare all'avviso di liquidazione la sentenza su cui si basa la tassazione, se il contribuente era parte in quel giudizio. Secondo i giudici, in questi casi, l'atto è già noto al destinatario, e la motivazione per relationem è valida se l'avviso contiene gli estremi (numero e data della sentenza) per una facile identificazione, senza necessità di una complessa ricerca.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo per il Fisco
Una società ha contestato un avviso di accertamento basato su un metodo induttivo, sostenendo la mancanza dei presupposti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accertamento induttivo è legittimo in caso di scritture contabili mancanti o complessivamente inattendibili. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del contraddittorio preventivo e le conseguenze della regola della "doppia conforme" che limita i motivi di ricorso.
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Impugnazione preavviso ipoteca: quando è inutile?
Un contribuente impugna un preavviso di iscrizione ipotecaria. Successivamente, l'Agenzia procede con l'iscrizione effettiva, che viene anch'essa impugnata. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso originario contro il preavviso per sopravvenuta carenza di interesse. La ragione è che l'impugnazione dell'atto definitivo (l'iscrizione ipotecaria) assorbe e sostituisce quella dell'atto preparatorio (il preavviso), rendendo quest'ultima superflua.
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Motivazione riclassamento catastale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha annullato un avviso di riclassamento catastale per difetto di motivazione. L'Agenzia delle Entrate aveva modificato la rendita di alcuni immobili basandosi su una procedura standardizzata per la microzona di appartenenza. Secondo i giudici, la motivazione del riclassamento catastale non può essere generica, ma deve specificare in modo dettagliato le ragioni concrete che giustificano la variazione per il singolo immobile, inclusi gli elementi qualitativi e le caratteristiche edilizie specifiche, per permettere al contribuente un'adeguata difesa.
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Abbandono di rifiuti: quando il materiale è rifiuto?
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a due imprese edili per l'abbandono di rifiuti da costruzione. L'ordinanza chiarisce che i materiali depositati per un lungo periodo (oltre un anno) senza essere riutilizzati perdono la qualifica di 'sottoprodotto' e diventano a tutti gli effetti rifiuti, legittimando la sanzione. La Corte ha inoltre ribadito la validità della motivazione dell'atto sanzionatorio 'per relationem', ovvero tramite rinvio a documenti già noti o conoscibili al contribuente.
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Esenzione ICI impianti eolici: la Cassazione chiarisce
Una società energetica ha richiesto l'esenzione ICI per i suoi impianti eolici, sostenendo che dovessero rientrare nella categoria catastale E per la loro pubblica utilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura commerciale dell'attività esclude l'inquadramento nella categoria E e la relativa esenzione. Ha inoltre confermato la legittimità del calcolo della base imponibile basata sul valore contabile per gli immobili non ancora iscritti in catasto, negando l'efficacia retroattiva della rendita successivamente attribuita.
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Atti impugnabili: la richiesta di documenti è diniego?
Una società finanziaria, dopo aver acquisito un credito IRPEG, ne chiedeva il rimborso. L'Amministrazione Finanziaria rispondeva con ripetute richieste di integrazione documentale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali richieste, se manifestano la volontà di non procedere al rimborso, non sono meri atti interlocutori ma veri e propri atti impugnabili, in quanto configurano un diniego sostanziale del diritto del contribuente, superando una lettura restrittiva della normativa.
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Requisito di estraneità: no al fondo vittime mafia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30997/2025, ha negato ai familiari di una persona assassinata con modalità mafiose l'accesso al fondo di solidarietà. La decisione si fonda sulla mancata prova del requisito di estraneità della vittima ad ambienti delinquenziali. La Corte ha chiarito che tale requisito è una condizione originaria e immanente della normativa, non una novità introdotta nel 2016, e che l'onere di dimostrarlo spetta a chi richiede il beneficio.
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Agevolazione fiscale socio: quando spetta al partner?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di agevolazione fiscale socio. Il caso riguarda un partner di una società di persone a cui era stato notificato un avviso di accertamento per redditi da partecipazione non dichiarati. Il socio si opponeva, sostenendo che il suo reddito avrebbe dovuto essere ricalcolato tenendo conto di un'agevolazione per investimenti ambientali (cd. 'Tremonti ambiente') a cui la società aveva diritto ma che non aveva mai richiesto formalmente. La Corte ha chiarito che il diritto all'agevolazione è esclusivo della società che ha effettuato l'investimento. Se la società rimane inerte e non presenta una dichiarazione integrativa o un'istanza di rimborso, il socio non può autonomamente beneficiare della detassazione in sede di opposizione a un accertamento fiscale. Il reddito imponibile del socio è quello che risulta dalla dichiarazione della società, cristallizzatosi a causa dell'inerzia di quest'ultima.
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Base imponibile ordinanza assegnazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la base imponibile per l'imposta di registro sull'ordinanza di assegnazione non è il credito per cui si agisce, ma il valore del credito effettivamente assegnato dal debitore al creditore. Nel caso di pignoramento di stipendio, si tassa la quota di stipendio ceduta, non l'intero debito. La decisione corregge un'interpretazione che portava a tassazioni sproporzionate e non commisurate alla ricchezza trasferita, in linea con il principio di capacità contributiva.
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