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Art. 94 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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243 provvedimenti

Altri anni per Art. 94 Codice di Procedura Penale

Associazione mafiosa: prova da intercettazioni
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione mafiosa, basandosi principalmente su prove derivanti da intercettazioni. La Corte ha stabilito che, ai fini delle misure cautelari, è sufficiente un quadro di 'qualificata probabilità' della colpevolezza. Nel caso specifico, le conversazioni intercettate dimostravano il ruolo attivo dell'indagato all'interno del sodalizio criminale, poiché agiva non per interesse personale ma per conto del clan, mediando conflitti e gestendo attività illecite, consolidando così i gravi indizi di appartenenza all'associazione mafiosa.
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Tempo silente e misure cautelari: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato per associazione di tipo mafioso, che lamentava la mancata valutazione del 'tempo silente' ai fini della revoca della misura cautelare. La Corte ha chiarito che il tempo rilevante non è quello tra il reato e l'applicazione della misura, ma quello trascorso durante l'esecuzione della misura stessa, periodo per il quale l'imputato non ha fornito prove concrete di dissociazione dal sodalizio criminale.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Un soggetto in custodia cautelare per furto aggravato presenta ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali. Prima della decisione, presenta una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta anche dal difensore. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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