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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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477 provvedimenti

Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Holding familiare: quando scatta la responsabilità?
Un gruppo di acquirenti immobiliari ha citato in giudizio una famiglia e le sue numerose società, sostenendo l'esistenza di una 'holding familiare' responsabile per i debiti della società costruttrice insolvente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha stabilito che la mera appartenenza delle società a membri della stessa famiglia non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di una holding di fatto né a far scattare la responsabilità per eterodirezione ai sensi dell'art. 2497 c.c., in assenza di prove concrete di un controllo effettivo e di una gestione abusiva a danno dei creditori.
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Acquisizione sanante: giurisdizione e stima del bene
Un Comune ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva determinato l'indennità per una acquisizione sanante. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che la giurisdizione su tutte le controversie relative all'indennizzo ex art. 42-bis spetta in unico grado alla Corte d'Appello. Ribadisce inoltre la correttezza della stima basata sul valore venale del bene, che considera anche le sue potenzialità intermedie (tertium genus), e chiarisce che l'accoglimento parziale della domanda non configura soccombenza reciproca ai fini delle spese legali.
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Acquisizione Sanante: come si calcola l’indennizzo
Un Comune ha acquisito un terreno privato tramite il meccanismo dell'acquisizione sanante. I proprietari hanno contestato l'indennità offerta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo principi chiave sulla giurisdizione del giudice ordinario, sulla decorrenza dei termini per l'impugnazione e sui corretti criteri di stima del valore di un terreno, che devono tenere conto delle sue effettive potenzialità di utilizzo (cosiddetto 'tertium genus').
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Clausola penale leasing: onere della prova del creditore
Una società di leasing ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per i crediti derivanti da un contratto di leasing risolto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'esistenza di una clausola penale leasing non esonera il creditore dall'onere di provare il valore del bene recuperato. Per ottenere l'ammissione, il creditore deve fornire una stima attendibile del valore del bene per permettere al giudice di valutare l'equità della penale, un onere non soddisfatto nel caso di specie.
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Inammissibilità appello: le censure devono essere specifiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello di un correntista contro diverse banche. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano specificamente le ragioni della sentenza d'appello, e sull'esistenza di un precedente giudicato formatosi su un decreto ingiuntivo non opposto. Questo caso sottolinea l'importanza di formulare censure precise e pertinenti per evitare una declaratoria di inammissibilità dell'appello.
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Aliud pro alio: acquisto in asta e vizi immobile
L'acquirente di un magazzino in un'asta fallimentare ha citato in giudizio la curatela, sostenendo che l'immobile fosse un 'aliud pro alio' (una cosa per un'altra) a causa di una superficie inferiore, assenza di servizi e impossibilità di uso commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La Corte ha stabilito che la descrizione del bene nel bando d'asta è fondamentale e che il ricorrente non aveva rispettato il principio di autosufficienza del ricorso, omettendo di fornire le prove documentali necessarie a sostegno delle sue affermazioni. Di conseguenza, l'immobile è stato considerato correttamente trasferito 'nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava'.
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Acquisizione sanante: competenza e calcolo indennizzo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro la decisione della Corte d'Appello che aveva determinato l'indennizzo per un'acquisizione sanante. La Suprema Corte ha confermato la giurisdizione esclusiva della Corte d'Appello in materia, ha ritenuto tempestiva l'opposizione del privato e ha validato il metodo di stima del terreno, basato su un criterio sintetico-comparativo che considera le potenzialità intermedie del suolo.
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Indicazione specifica documenti: la Cassazione chiarisce
Un professionista ha impugnato il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo fallimentare per crediti professionali. Il tribunale aveva ritenuto inammissibili le prove documentali a causa della mancata indicazione specifica dei documenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il requisito non deve essere inteso in senso eccessivamente formalistico. Un riferimento riassuntivo ai fascicoli processuali, se chiaro nel contesto, è sufficiente per assolvere all'onere probatorio. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Compensazione concordato preventivo: la banca vince
Una società in concordato preventivo ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme incassate dopo l'inizio della procedura, a fronte di anticipazioni concesse in precedenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la compensazione concordato preventivo è legittima se prevista da un'apposita clausola contrattuale (patto di compensazione). In tal caso, si configura una "compensazione impropria" che deroga al principio di cristallizzazione dei debiti, in quanto crediti e debiti derivano da un unico rapporto negoziale.
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Compensazione impropria bancaria: ok in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione impropria bancaria anche dopo l'apertura di un concordato preventivo. Una banca può trattenere le somme incassate per conto del cliente dopo l'avvio della procedura per compensare un proprio credito anteriore, a condizione che tale facoltà sia prevista da uno specifico patto contrattuale. La Corte ha chiarito che non si tratta di una compensazione tradizionale, soggetta al principio della cristallizzazione dei crediti, ma di un'operazione contabile interna a un unico rapporto negoziale complesso.
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Vaccinazione figli: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre contro la decisione che autorizzava la madre a procedere alla vaccinazione dei figli minori contro il Covid-19. La Corte ha stabilito che tali provvedimenti, emessi in caso di disaccordo genitoriale, rientrano nella volontaria giurisdizione e non hanno carattere decisorio su diritti soggettivi, pertanto non sono impugnabili con ricorso straordinario. L'unica parte potenzialmente impugnabile, quella sulle spese legali, è stata comunque rigettata nel merito.
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Assegno divorzile: contano anche i patrimoni nascosti
La Cassazione ha stabilito che per il calcolo dell'assegno divorzile si deve considerare l'intero patrimonio dell'ex coniuge, incluse partecipazioni societarie e immobili, non solo il reddito dichiarato. La Corte ha accolto il ricorso di una ex moglie, che lamentava la mancata valutazione della reale capacità economica del marito, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova valutazione.
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Spese legali nel reclamo: la Cassazione chiarisce
In un caso di divorzio, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello non può decidere sulle spese legali nel reclamo contro un'ordinanza provvisoria. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva. L'ordinanza che condannava il marito al pagamento delle spese è stata annullata perché i provvedimenti provvisori sono di natura cautelare e la liquidazione delle spese deve attendere la conclusione del giudizio di primo grado.
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Ripetizione dell’indebito: quando si ricalcola il saldo
Il caso riguarda un'azione per ripetizione dell'indebito avviata da un correntista contro una banca per illegittima capitalizzazione degli interessi. La Corte di Cassazione ha chiarito che tale azione richiede un ricalcolo completo del dare e avere sul conto. Anche se il cliente prova addebiti illegittimi, può ottenere una restituzione solo se il saldo finale ricalcolato è a suo credito. In questa vicenda, il ricalcolo ha invece rivelato un debito del cliente, portando al rigetto della sua domanda.
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Assegno divorzile: quando spetta? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9014/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex marito contro la corresponsione di un assegno divorzile all'ex moglie. La Corte ha ribadito che l'assegno ha una funzione compensativa e perequativa per i sacrifici professionali fatti durante il matrimonio. Inoltre, ha chiarito che l'accoglimento di una domanda per un importo inferiore a quello richiesto non configura una soccombenza reciproca, pertanto le spese legali restano a carico della parte che ha perso la causa.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Riconoscimento figlio e mantenimento dalla nascita
Una madre si è opposta al riconoscimento del figlio da parte del padre, adducendo un possibile pregiudizio per il minore a causa delle caratteristiche morali del genitore. La Corte di Cassazione ha respinto tale opposizione, stabilendo che il diritto alla bigenitorialità può essere sacrificato solo in casi di danno grave e irreparabile per il bambino. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo al mantenimento, chiarendo che l'obbligo economico del padre decorre dalla nascita del figlio, e non dalla data della sentenza di riconoscimento, garantendo alla madre il diritto di regresso per le spese sostenute.
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Assegno mantenimento: decorrenza dalla sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19625/2023, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'assegno di mantenimento per i figli in caso di separazione. Il ricorso di un padre, che chiedeva la retroattività della riduzione dell'assegno, è stato respinto. La Corte ha chiarito che l'importo fissato nella sentenza definitiva decorre dalla data della stessa e non ha effetto retroattivo, lasciando validi i provvedimenti provvisori emessi in precedenza.
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Addebito separazione: quando il ricorso è inammissibile
Un marito, a cui era stato imputato l'addebito della separazione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove, l'assegno di mantenimento e una condanna al risarcimento danni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti. La decisione sottolinea come i motivi di ricorso debbano essere specifici e focalizzati su violazioni di legge, non sulla ricostruzione della vicenda.
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Onere della prova correntista: chi produce il contratto?
La Corte di Cassazione ha confermato che, nelle azioni di ripetizione dell'indebito bancario, l'onere della prova correntista include la produzione del contratto. Un titolare di conto corrente, sostenendo di non ricordare di aver firmato un contratto, aveva agito contro la banca per addebiti illegittimi. La sua domanda è stata respinta perché non ha fornito il contratto necessario a dimostrare la nullità delle clausole contestate, confermando che chi agisce in giudizio deve provare i fatti a fondamento della propria pretesa.
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