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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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475 provvedimenti

Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Riparazione ingiusta detenzione: guida alle spese
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di riparazione ingiusta detenzione, il Ministero dell'Economia non può essere condannato alle spese se non si è opposto alla domanda. La decisione annulla la condanna alle spese emessa dalla Corte di Appello, applicando il principio di non soccombenza della PA non resistente.
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Soccombenza reciproca e spese di lite
La Corte di Cassazione ha stabilito che la soccombenza reciproca non può essere basata sull'esito di singole fasi cautelari all'interno dello stesso processo. La valutazione delle spese legali deve essere unitaria e riferirsi all'esito finale della lite principale.
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Interessi compensativi nel contratto preliminare
La Corte di Cassazione ha chiarito che gli interessi compensativi sul prezzo residuo di una vendita immobiliare decorrono dalla data prevista per il contratto definitivo e non dalla consegna anticipata del bene. Il caso riguarda un contenzioso sull'edilizia economica e popolare dove il promissario acquirente contestava il calcolo del prezzo e la decorrenza degli accessori.
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Spese di lite: chi paga se il terzo è chiamato invano?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la condanna alle spese di lite grava sulla parte che, per propria iniziativa, coinvolge un terzo in giudizio senza che vi sia una reale necessità giuridica. Nel caso di una cessione di credito risarcitorio, l'attrice aveva chiamato in causa anche la cedente in via subordinata; tuttavia, essendo stata accolta la domanda principale contro il debitore, la chiamata del terzo è risultata superflua, giustificando l'addebito delle spese alla parte attrice.
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Liquidazione spese legali: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la corretta liquidazione spese legali, confermando che il giudice può applicare i minimi tariffari se giustificati dall'assenza di determinate fasi processuali. Il ricorso che non specifica analiticamente gli errori di calcolo o i parametri violati è inammissibile per difetto di specificità. Inoltre, chi vince la causa non può lamentare lesioni del diritto di difesa legate a modalità organizzative dell'udienza.
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Soccombenza virtuale e spese di lite: guida legale
La Corte di Cassazione analizza il concetto di soccombenza virtuale per decidere sulle spese di lite dopo che il ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse. Il caso riguardava un appalto per un impianto industriale sperimentale che presentava gravi difetti, portando alla richiesta di risarcimento per lucro cessante, poi negato per l'incertezza del successo della sperimentazione.
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Compensazione spese legali: limiti e nuove regole
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che disponeva la compensazione spese legali nonostante un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Il caso riguardava contributi previdenziali dichiarati prescritti, dove il giudice di merito aveva evitato di condannare l'ente soccombente alle spese invocando una generica complessità della materia, motivazione ritenuta illogica dalla Suprema Corte.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della compensazione spese legali in un caso di equa riparazione per eccessiva durata dei processi. Anche se la domanda è stata accolta, la necessità di coinvolgere nuovi Ministeri e la liquidazione di somme inferiori a quelle richieste giustificano la ripartizione dei costi tra le parti, valutando l'esito globale della lite anziché le singole fasi.
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Compensazione spese legali e parte vittoriosa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che condannava un ente condominiale, risultato vittorioso nel merito, al pagamento delle spese di lite. Il caso riguarda la compensazione spese legali applicata erroneamente in secondo grado nonostante l'accertata estraneità del condominio ai danni lamentati da una proprietaria. La Suprema Corte ha ravvisato una violazione del principio di soccombenza e la presenza di una motivazione apparente.
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Notifica cartella PEC: quando il formato PDF è valido
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente riguardante la notifica cartella PEC. Il ricorrente sosteneva l'invalidità della cartella perché notificata in formato PDF anziché P7M e priva di firma digitale. La Corte ha chiarito che il protocollo PEC garantisce la provenienza dell'atto e che, nei controlli automatizzati, la motivazione può limitarsi al richiamo della dichiarazione, confermando inoltre che l'assenza di firma sul ruolo non annulla l'atto.
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Accesso al fondo altrui: spese e regole
La Corte di Cassazione ha confermato che il proprietario che nega l'accesso al fondo altrui per riparazioni condominiali urgenti è tenuto a pagare le spese del procedimento cautelare. La decisione sottolinea che l'obbligo di permettere il passaggio è un dovere connesso alla proprietà e che il rifiuto ingiustificato legittima il ricorso d'urgenza del condominio, con conseguente addebito dei costi legali al proprietario dissenziente.
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Spese legali condominio: stop alla duplicazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcune condòmine che avevano impugnato una delibera assembleare relativa all'ampliamento di un garage. Sebbene il ricorso sulla validità della delibera sia stato respinto, la Suprema Corte ha accolto la contestazione relativa alla duplicazione delle spese legali condominio. La Corte d'Appello aveva infatti omesso di valutare se la costituzione in giudizio dei singoli condomini, con difese identiche a quelle del Condominio, rendesse tali spese superflue, violando il principio di non gravare la parte soccombente di costi non necessari.
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Opposizione decreto ingiuntivo avvocato: rito errato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da un avvocato per compensi relativi a una difesa penale, anche se erroneamente proposta con il rito previsto per le cause civili, non è inammissibile. Il giudice ha il dovere di riqualificare l'atto e applicare il rito corretto, come quello sommario ex art. 702-bis c.p.c., garantendo il principio di conservazione degli atti giuridici. La decisione chiarisce un punto fondamentale sull'opposizione decreto ingiuntivo avvocato.
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Inammissibilità ricorso: procura e deposito sentenza
L'appello di un fornitore di energia alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile per gravi vizi procedurali. La società ricorrente non ha depositato la procura notarile del proprio rappresentante né la copia notificata della sentenza impugnata. Questo caso sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso dei requisiti formali, la cui violazione comporta l'inammissibilità del ricorso senza un esame del merito. Anche un ricorso incidentale presentato da un'altra società è stato respinto.
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Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
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Compensazione spese processuali: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1881/2026, ha stabilito che la totale compensazione spese processuali è illegittima se una parte è totalmente soccombente. In un caso di appalto, il Tribunale aveva compensato le spese nonostante l'accoglimento dell'appello di un'impresa edile. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che in assenza dei presupposti di legge (come la soccombenza reciproca), la parte integralmente sconfitta deve pagare tutte le spese.
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Condanna alle spese: il giudice deve decidere
Una contribuente vince in appello contro un Comune per una tassa sui rifiuti. Il giudice, però, non si pronuncia sulla condanna alle spese. La Cassazione interviene, affermando che il giudice d'appello, se riforma una sentenza, ha l'obbligo di decidere sulle spese di tutti i gradi di giudizio, applicando il principio 'chi perde paga'.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un avvocato si opponeva al decreto di liquidazione dei propri compensi per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale accoglieva parzialmente l'opposizione ma disponeva la compensazione delle spese legali del giudizio. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima se motivata con formule generiche e non ancorata ai presupposti tassativi previsti dalla legge, come la reciproca soccombenza o l'assoluta novità della questione.
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Giurisdizione usi civici: chi decide sulla nullità?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la nullità di un atto di donazione di un terreno soggetto a usi civici. La decisione si fonda su un precedente regolamento di giurisdizione che aveva già attribuito la competenza al giudice ordinario, e non al Commissario per gli usi civici. La Corte chiarisce inoltre che non sussiste litispendenza quando la stessa sentenza è impugnata con due mezzi diversi, di cui uno solo è ammissibile. La questione centrale è la corretta individuazione della giurisdizione usi civici per le controversie contrattuali.
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Usucapione: prova con testimoni di altri processi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'usucapione di un terreno da parte dei vicini. La Corte ha stabilito che la prova del possesso ad usucapionem può legittimamente basarsi su testimonianze ed elementi raccolti in altri procedimenti, sia civili che penali, a condizione che siano stati ritualmente acquisiti al giudizio. Inoltre, ha chiarito che il possesso utile all'usucapione non si limita alla mera coltivazione, ma deve manifestarsi con atti inequivocabili, come la stipula di contratti di affitto a terzi, che dimostrino la volontà di comportarsi come unici proprietari.
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