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Art. 9 Costituzione

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77 provvedimenti

Prescrizione danno ambientale: la Cassazione decide
Una società immobiliare, proprietaria di un terreno inquinato da una precedente attività industriale, ha richiesto il risarcimento dei costi di bonifica alla società ritenuta responsabile dell'inquinamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8826/2024, ha affrontato il tema della prescrizione danno ambientale. Ha stabilito che, trattandosi di un illecito istantaneo con effetti permanenti, il termine di prescrizione non decorre dalla fine della bonifica, ma dalla prima manifestazione oggettiva del danno, che nel caso di specie è stata identificata con la ricezione dell'ingiunzione di bonifica da parte del proprietario. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione sulla base di questo principio.
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Vincolo conformativo: no indennizzo per aree verdi
Una società immobiliare ha richiesto un'ingente indennità per le restrizioni edificatorie imposte su vasti terreni inclusi in un parco naturale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che un vincolo conformativo, imposto a tutela dell'ambiente su una generalità di beni, non costituisce espropriazione e, pertanto, non prevede il pagamento di un indennizzo.
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Vicinitas ambientale: la Cassazione sull’interesse ad agire
Cittadini e associazioni impugnano l'autorizzazione per un impianto idroelettrico. La Cassazione chiarisce che la vicinitas ambientale, ovvero la semplice vicinanza all'opera, è sufficiente a fondare l'interesse ad agire per tutelare ambiente e paesaggio, annullando la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che richiedeva la prova di un danno specifico. La Corte ha anche escluso l'applicazione del giudicato esterno su un progetto modificato.
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Accesso al mare: cancello su strada pubblica è reato
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un cancello installato su una strada comunale. Anche in presenza di una concessione locale, l'atto di impedire il libero accesso al mare integra il reato di occupazione abusiva, poiché il diritto pubblico al transito verso la battigia è un principio inderogabile stabilito dalla legge nazionale.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava l'applicazione della continuazione tra reati. Il caso riguardava un condannato che chiedeva di estendere il vincolo della continuazione, già riconosciuto tra due delitti, a un terzo reato commesso nell'arco temporale intermedio. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può ignorare una precedente valutazione sulla sussistenza di un medesimo disegno criminoso e deve fornire una motivazione adeguata se decide di non estendere la continuazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4838/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di accertamento sintetico basato sul c.d. "redditometro". La Corte ha stabilito principi fondamentali: il termine dilatorio di 60 giorni non si applica agli accertamenti "a tavolino"; spetta al contribuente fornire la prova contraria per superare la presunzione di maggior reddito; il giudice non può ignorare gli indici di spesa (come una villa) con motivazioni generiche, ma deve valutare analiticamente le prove fornite dal contribuente. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un comune ha presentato ricorso in Cassazione contro una società di trasporto persone, contestando una decisione che annullava una sanzione basata su un'ordinanza locale. Tale ordinanza limitava la navigazione nelle acque del centro storico alle imbarcazioni autorizzate da comuni diversi. A seguito di una nuova e decisiva sentenza delle Sezioni Unite sulla stessa materia, il comune ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo e ha compensato integralmente le spese legali tra le parti, riconoscendo l'importanza del pregresso contrasto giurisprudenziale risolto solo di recente.
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Reato più grave: come si calcola la pena in continuazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2866/2024, chiarisce come individuare il reato più grave ai fini dell'applicazione della continuazione. Il giudice dell'esecuzione deve basarsi esclusivamente sulla pena più severa concretamente inflitta, senza alcuna discrezionalità, anche se derivante da un rito speciale come il patteggiamento. La Corte ha annullato la decisione di un giudice di merito che aveva erroneamente scelto la pena meno severa come base per il calcolo, violando il criterio oggettivo stabilito dall'art. 187 disp. att. c.p.p.
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Continuazione tra reati: annullata ordinanza errata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Velletri che aveva negato l'applicazione della continuazione tra reati. Il tribunale aveva erroneamente riesaminato e respinto una richiesta di estensione di una continuazione già concessa da un altro giudice con provvedimento definitivo. La Cassazione ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha male interpretato l'istanza, non potendo rimettere in discussione un fatto già accertato, e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio che si attenga ai principi corretti.
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Principio di precauzione: Cassazione annulla sentenza
Una società di navigazione ha impugnato l'approvazione di un progetto di potenziamento di un impianto di bonifica in un'area lagunare, temendo rischi ambientali. Dopo il rigetto in primo grado, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. La Corte ha riaffermato la centralità del principio di precauzione, che impone di considerare anche i rischi solo potenziali, e ha stabilito che la semplice vicinanza a un'opera ('vicinitas') è sufficiente a giustificare l'interesse ad agire in giudizio, senza necessità di provare un danno concreto.
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Vincolo bene culturale: può bloccare uno sfratto?
La Corte di Cassazione esamina il caso di uno sfratto per finita locazione di un immobile storico. Il conduttore si oppone, sostenendo che un vincolo bene culturale protegge non solo i muri, ma l'intera attività commerciale, rendendola inseparabile dall'immobile. Data la particolare rilevanza della questione, che contrappone il diritto di proprietà alla tutela del patrimonio culturale, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
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Reato continuato: limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che, nel riconoscere il reato continuato in fase esecutiva, aveva aumentato la pena per i reati satellite oltre la misura stabilita nella sentenza di condanna originale. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione non può violare il divieto di 'reformatio in peius', ossia non può peggiorare la pena per i singoli reati già giudicati. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un corretto ricalcolo della sanzione complessiva.
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Reformatio in peius e continuazione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che, nel riconoscere la continuazione tra reati, aveva aumentato la pena per i reati satellite oltre quanto stabilito nelle sentenze originali. La Corte ha ribadito il divieto assoluto di 'reformatio in peius' in sede esecutiva, stabilendo che il giudice non può peggiorare la sanzione fissata dal giudice della cognizione.
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Reato continuato: la valutazione del giudice
Un'analisi della Corte di Cassazione sul tema del reato continuato. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione, pur avendo autonomia decisionale, non può ignorare una precedente sentenza che ha già riconosciuto la continuazione tra alcuni reati, ma deve motivare in modo approfondito un'eventuale decisione contraria. La sentenza impugnata è stata parzialmente annullata con rinvio per una nuova valutazione limitatamente ai reati per cui era già stata riconosciuta la continuità.
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IVA agevolata pannelli fotovoltaici: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32293/2024, ha risolto una controversia tra l'Agenzia delle Dogane e due società energetiche riguardo l'applicazione dell'IVA agevolata al 10% sull'importazione di pannelli fotovoltaici. La Corte ha stabilito che l'agevolazione spetta in base alla destinazione oggettiva del bene, ovvero la costruzione di impianti fotovoltaici, indipendentemente dal fatto che l'acquirente sia un installatore, un rivenditore o l'utilizzatore finale. È stata così confermata la decisione dei giudici di merito, respingendo il ricorso dell'Agenzia e chiarendo che la natura del bene e il suo impiego tipico sono sufficienti per giustificare l'aliquota ridotta.
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Furto di avifauna: la Cassazione sulla querela
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16013/2025, ha stabilito che per il furto di avifauna, la procedibilità d'ufficio non è automatica. L'aggravante della destinazione a pubblica utilità, che consentirebbe di procedere senza querela, deve essere esplicitamente contestata nel capo d'imputazione. La sola indicazione che la fauna è 'patrimonio indisponibile dello Stato' non è stata ritenuta sufficiente a tal fine, confermando la decisione di non luogo a procedere per mancanza di querela.
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Maso chiuso: autorizzazione preventiva è necessaria
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di alcune transazioni che modificavano la consistenza di un maso chiuso, poiché stipulate senza la preventiva autorizzazione della commissione competente. La sentenza chiarisce che tale autorizzazione non è una mera condizione di efficacia (condicio iuris), ma un requisito essenziale per la validità stessa del contratto. La sua assenza rende l'oggetto del contratto giuridicamente impossibile, determinandone la nullità radicale, non sanabile a posteriori.
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Contestazione in fatto: furto di fauna selvatica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore in un caso di furto di fauna selvatica. La Corte ha stabilito che, per ritenere sussistente l'aggravante della destinazione a pubblica utilità e procedere d'ufficio, non è sufficiente indicare che la fauna è 'patrimonio indisponibile dello Stato'. La contestazione in fatto richiede una descrizione precisa della concreta destinazione del bene a un'utilità collettiva, per garantire il diritto di difesa dell'imputato. Di conseguenza, in assenza di una corretta contestazione, il reato è stato considerato furto semplice, non procedibile per mancanza di querela.
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Demolizione immobile abusivo: quando non si ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di 91 anni, invalido e indigente, contro la demolizione del suo immobile abusivo, che costituiva la sua unica abitazione. Nonostante le gravi condizioni personali, la Corte ha stabilito che la piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione e l'inerzia nel cercare una soluzione abitativa alternativa, anche dopo una sospensione di due anni concessa in precedenza, prevalgono sul principio di proporzionalità. La sentenza ribadisce che il diritto all'abitazione non può essere invocato per sanare un illecito consapevole, rendendo esecutiva la demolizione immobile abusivo.
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Silenzio assenso: non blocca i controlli fiscali
Una società di trasporti si era vista negare un'agevolazione fiscale sul gasolio nonostante il decorso del termine per il silenzio assenso. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il silenzio assenso non impedisce all'Amministrazione Finanziaria di effettuare controlli successivi e annullare il beneficio se mancano i presupposti. L'onere di provare la correttezza dei dati, anche in caso di errori di terzi, resta a carico del contribuente.
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