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Art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

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83 provvedimenti

Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Un individuo condannato con patteggiamento per reati di droga, impugna la sentenza per erronea qualificazione giuridica del reato continuato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile. La Corte chiarisce che, ai sensi dell'art. 448 co. 2-bis c.p.p., l'impugnazione per tale motivo è consentita solo se la qualificazione è 'palesemente eccentrica' rispetto all'imputazione, circostanza non riscontrata nel caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per motivi riproduttivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per reati legati agli stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera ripetizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Viene ribadito che la determinazione della pena e delle attenuanti generiche rientra nella discrezionalità del giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità se non manifestamente illogica. Di conseguenza, il ricorso inammissibile comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Mancata notifica difensore: quando la nullità è sanata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata notifica al difensore di fiducia dell'avviso per l'udienza di convalida dell'arresto integra una nullità a regime intermedio. Tale vizio, tuttavia, viene sanato se non eccepito tempestivamente dall'indagato o dal difensore d'ufficio presente in udienza. Nel caso di specie, il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché l'eccezione è stata sollevata per la prima volta solo dinanzi al Tribunale del riesame, e non durante la stessa udienza di convalida.
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